Perdita di senso

Il passaggio effimero del renzismo, fenomeno costruito ad arte dai mass media per arginare il disastro che una disfatta della destra berlusconiana poteva provocare sia a livello economico sia a livello degli equilibri sociali, sarà probabilmente segnato dalla perdita di senso, dallo smarrimento del significato delle cose che il prode Matteo vorrebbe fare.

Voleva rottamare i vecchi? Ha fatto fuori solo Bersani resuscitando un moribondo Berlusconi, scopiazzando il programma di un  comico ultrasessante ormai decotto nel mondo dello spettacolo, aggrappandosi ad una vecchissima quercia che non ce la fa più e rischia di schiantare sotto il peso della responsabilità e delle folate di vento innovativo. Ha portato alla ribalta una generazione piuttosto incompetente, impreparata priva di esperienza ma molto arrogante e desiderosa di potere e prebende tanto da far rimpiangere cinquantenni essi stessi in via di prepensionamento coatto. Contratta con un settantenne intelligente furbo colto e pratico di cancellerie dopo che l’ha rottamato impedendone la candidatura al parlamento ed esiliandolo all’estero.

Voleva far velocemente ciò che il pisano non aveva saputo fare speditamente: la legge elettorale un gioco da ragazzi, basta mettersi d’accordo e avremo un governo stabile il giorno successivo alle elezioni, tagliando le minoranze e regalando premi di maggioranza da repubblica centroamericana. In tre giorni ha resuscitato un morto ma in 100 non ha concluso nulla ed ora ne chiede mille, tre anni per cambiare di verso alla Repubblica. La velocità è il suo marchio e continua ad agitarsi fissando scadenze che sistematicamente vengono disattese. Arriba arriba diceva un topino di tanti anni fa.

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DSA

Questa mattina ho letto una lettera appassionata di una docente sul problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento. Un articolo che va letto e soppesato con cura riflettendo su una questione cruciale sulla quale ho timore di parlare per incompetenza, ma che provoca in me risonanze profonde.

In questo blog vi alludevo quando parlavo dell’anima di una scuola, quando chiacchieravo a cena con la mia splendida nipote.

L’articolo mi ha colpito anche perché sto leggendo un libro che mostra come l’istituzionalizzazione e la burocratizzazione di diritti basilari e indiscutibili come la tutela dei minori possono assumere forme e devianze totalizzanti e mostruose. Sono a metà del libro e non so ancora come andrà a finire: il giovane padre è una vittima del sistema ultraprotettivo dell’assistenza sociale inglese o un mostro da cui allontanare le giovanissime figlie?

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Cosa c’entra con la questione dei DSA? Quando lo Stato, la Legge, i giudici formalizzano un diritto individuale di un minore e intervengono sulla sua fruizione tutelandolo contro la famiglia o contro la scuola ci possono essere degli effetti perversi su cui occorre molta prudenza e capacità di revisione delle norme, spesso scritte con leggerezza. E’ secondo me il caso dei DSA.

 

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Un altro gufo, veneziano coraggioso

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… si diventa gufi brontoloni

Il titolo di questo post si lega a quello ieri Quando si invecchia. Quindi il il gufo brontolone sono io.

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Quando si invecchia

Chi ha seguito questo blog sa che nutro per il nostro presidente un grande affetto quasi filiale, mio padre era poco più anziano di lui, ma ritenni che la sua accettazione della seconda investitura fosse un errore politico e personale: un eccesso di senso di senso di responsabilità che non meritavamo e che si sarebbe rivelato controproducente.

>>>ANSA/RENZI, FARE PRESTO; NAPOLITANO, NON STIAMO PERDENDO TEMPO

Il trionfo del renzismo¹ mi ha spiazzato, mi ha fatto capire che sto invecchiando, capisco sempre meno i fenomeni politici collettivi, o forse li capisco troppo bene … ma non li condivido.

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Bellezza dei trentenni

Ieri sera ho passato una bellissima serata: la splendida nipote, che è intervenuta due anni fa sul blog a proposito del concorso, passava per Roma alla volta di Dublino dove va a trovare  un altro giovane cugino. Ce l’ha fatta, ha vinto il concorso e sarà chiamata in Toscana, non sa ancora in quale provincia.

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Anche il marito insegna, ovviamente precario, biologo marino con quattro anni di esperienza di ricerca, si è convertito all’insegnamento prima per necessità ora con entusiasmo e convinzione. La splendida nipote e il giovane marito si sono adattati a lavorare nel sostegno ed io mi sono divertito a fare il vecchio cinico che ha mille riserve sulle scelte che ultimamente si stanno facendo in questo campo. Rintuzzavano il mio cinismo da vecchio con considerazioni specifiche e competenti, come se dovessero convincere un collega riottoso e poco disponibile a collaborare per aiutare ragazzi che non ce la fanno o non ce la possono fare. Quanto più andavamo avanti in questo gioco delle parti tanto più mi si allargava il cuore di felicità a vedere la splendida bellezza di questa coppia serena, determinata, forte, fiduciosa, generosa.

Nessuna lamentela, nessuna imprecazione solo a un certo punto una orgogliosa puntualizzazione sulle difficoltà che hanno trovato lungo il percorso che faticosamente li ha portati a questo esito. Sai zio, non è stato facile, per fortuna abbiamo avuto i nostri genitori che ci hanno sempre incoraggiato a fare quello che desideravamo, ed io volevo insegnare da quando andavo al Liceo.

Siamo andati avanti fino a mezzanotte a parlare e la splendida nipote con tenerezza accarezzava la sua pancia rotondetta di quattro mesi di gestazione di un nuovo figlio, che hanno desiderato ora che Pietro ha tre anni. Questa creatura arriva che ancora non si sa bene dove lavoreranno i genitori, c’è un mutuo da pagare, la casa è già stretta. Ma la tenerezza delle carezze della giovane madre, gli sguardi premurosi del giovane padre promettono bene.

Sciolta la piacevole serata, mi sono addormentato pensando che questi giovani trentenni che ci sono figli meritano non solo il nostro amore di genitori sessantenni ma anche il rispetto: rispetto per il valore adulto che sanno esprimere inserendosi in un momento molto difficile e insicuro.

Trovo che i tentativi populisti di trasformarli tutti in pensionati precoci con fantomatici redditi di cittadinanza o oboli da 80 euro siano offensivi per una generazione di giovani forti e capaci.

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Liberi di giudicare

Ho osservato con attenzione il volto del giudice che ha assolto in appello Silvio Berlusconi dall’accusa di aver avuto rapporti a pagamento con una minorenne. Mostrava una notevole freddezza e un velo di ironia nel pronunciare una assoluzione perché il fatto non sussiste come reato. Un volto mai visto, che non apparirà di nuovo in televisione, spero, perché è un anonimo servitore dello Stato che amministra la giustizia e gestisce processi applicando minuziosamente i testi delle leggi senza sentimento, con freddezza. Per questo sono contrario ad ogni tentativo di responsabilizzare i giudici, li preferisco liberi di smentire i colleghi del primo grado, di smentire i luoghi comuni, la pressione del popolo, la pressione dei potenti.

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