Incompetenza e irresponsabilità

Oggi non voglio parlare del nuovo governo ma di una piccola vicenda che mi riguarda personalmente che però è il sintomo di quanto la nostra situazione generale sia difficile e preoccupante.

Io ero un vecchio e fedele cliente di un piccolo operatore, avevo il collegamento ADSL servito da un provider diverso dalla TIM che portava il cavo, la linea per il segnale in voce. Da almeno quattro mesi ho cominciato ad avere problemi di collegamento sulla linea ADSL e quindi mi sono affrettato a chiamare il mio provider  per segnalare il problema. Dopo vari tentativi inconcludenti tra i quali anche complicati settaggi del modem locale attraverso il programma di gestione del mio computer, il problema continuava a presentarsi con intermittenza e non si riusciva a capire la causa dell’inconveniente. A forza di telefonare, il provider ha chiesto l’intervento della TIM, responsabile della linea fisica, per verificare se vi fosse un problema di qualità della comunicazione del segnale.

Conclusione di circa due mesi di tentativi è stata che probabilmente il modem non funzionava bene e doveva essere cambiato ma, nel frattempo, avevo deciso di passare tutto il servizio a TIM e quindi ho chiesto di fare il trasferimento della ADSL dal piccolo provider a TIM attraverso regolare contratto sottoscritto  presso uno dei tanti negozietti che hanno invaso le nostre città.

Le impiegate del negozietto mi informavano che occorreva circa un mese per tale trasferimento così ho aspettato pazientemente ma poiché non succedeva nulla sono tornato nel negozio per chiedere a che punto era il trasferimento. Non sappiamo dirglielo, mi rispondono, da qui noi non possiamo vedere, non abbiamo accesso ai dati, l’unica possibilità è che lei  si rivolga direttamente al 187 e lì potrà sapere qual è la sua situazione. Comunque l’offerta di cui lei si è avvalso non vale più e quindi le saranno applicate nuove condizioni. La prima  chiamata al 187 viene indirizzata in Romania da dove un ragazzo molto sicuro di sé mi conferma che tutto era posto e che in quarantott’ore sarei stato contattato per l’istallazione del nuovo modem. Passate ampiamente le quarantott’ore senza esito, ritelefono e il nuovo rispondente mi dice che a sistema non risultava nulla e quindi avrei dovuto comunque fare un nuovo contratto con nuove condizioni, cosa che io faccio puntualmente, l’operatrice mi annuncia che nel pomeriggio dello stesso giorno un tecnico mi avrebbe contattato per definire meglio la questione del trasferimento della linea internet da un gestore all’altro. Naturalmente nessun tecnico mi telefona ma 4 o  5 giorni più tardi un signore cortese e preparato mi chiama per dirmi che vi era un solo modo per ottenere il trasferimento di una ADSL da un gestore ad un’altro sulla stessa linea  e cioè mandare per  fax una richiesta  perché la linea telefonica fosse liberata.

Disdico io il contratto con il mio vecchio operatore il quale mi comunica che dal 4 giugno non avrei avuto più la linea ADSL così da ieri non sono più collegato ad internet con il wifi di casa.

Allora capite che alla depressione per la nuova situazione politica si aggiunge la privazione di un giocarello per me fondamentale.

Riprendo il racconto perché non è finito. Ieri mattina verso le 10 mentre ero felicemente a passeggio per il parco con mio nipote arriva una chiamata del 187. Evviva, vedi Bolletta sei il solito pessimista ti staranno avvertendo che vengono con il nuovo modem e tornerai felice e contento! Macché, un gentile signorina dall’accento del sud mi dice che io non ho la linea ADSL e che potrei accedere ad una offerta molto conveniente. La lascio per un po’ parlare per capire meglio e poi faccio notare che in data 14 maggio avevo aderito ad una offerta e che ero in attesa dell’istallazione del modem. Ma qui non risulta niente … la mia reazione non è stata molto urbana.

Nel pomeriggio di ieri chiamo nuovamente il 187 chiedendo espressamente di verificare la posizione del contratto che avevo sottoscritto da due settimane, la risposta del solito rumeno, che parla bene in italiano, ma che usa un tono duro e scostante, che sembra proprio pensata per far uscire dai gancheri anche Giobbe mi dice brutalmente che ero io a non capire nulla e a fare quesiti incomprensibili.

Ora comunico con il telefonino e non ho ancora deciso cosa fare.

Questa storia è l’esemplificazione, il paradigma della nostra situazione generale. Le liberalizzazione di Bersani, la lenzuolata che avrebbero dovuto demolire i monopoli e difeso i consumatori, sono state sistematicamente tradite da applicazioni burocratiche  imbecilli in cui il cliente ha sempre torto ed è trattato da vecchietto rincoionito anche se ha 30 anni, i call center sono una barriera invalicabile che i monopolisti frappongono tra se stessi e la clientela, sono uffici delocalizzati dove la manodopera costa meno,  popolati da giovani disperati che farfugliano in modo poco convincente cose che non conoscono a fondo, ogni operatore 187 lavora per sé essendo pagato a cottimo sull’operazione specifica che sta gestendo. Se io sono costretto a fare 20 telefonate per raggiungere lo scopo ogni addetto che mi risponde ha incassato una piccolissima cifra che gli permette di sopravvivere anche se alla fine il cliente arrabbiato cambia l’operatore  e va con la concorrenza.

Gente incompetente, irresponsabile di ciò che accadrà, manda avanti una macchina senza preoccuparsi troppo degli esiti. E sì che non volevo parlare del governo …

6 risposte a "Incompetenza e irresponsabilità"

  1. incrociando le mie esperienze con la tua, arrivo alla conclusione che il problema specifico e` TIM: da MESI sono alle prese con situazioni simili semplicemente per riuscire ad avere l’addebito della bolletta sul conto corrente.

    dentro TIM domina il caos organizzativo, ma i mangaer che hanno creato questo dissesto sono pagati cifre stratosferiche.

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