Buon 2019

Riprendo a scrivere sul blog dopo la lunga pausa delle festività.

Buon anno ai miei amici lettori.

Come ho sempre fatto da quando mi dedico a questo blog, il primo post dell’anno racconta il mio stato d’animo in questo passaggio in cui, a parte il chiasso delle feste mangerecce, si riflette di più sul tempo che passa e su ciò che ci attende.

In questi ultimi mesi ho scritto molto di meno ed ho praticato un silenzio preoccupato di fronte a molti eventi che avrebbero richiesto di alzare la voce, di gridare e di protestare. Mi sono chiesto se ciò fosse il sintomo di una rinuncia depressiva o piuttosto una scelta sensata in un momento in cui non ci si ascolta a vicenda ed in cui la plebaglia che ha preso il potere non merita nessuna considerazione e nessuna perdita del nostro tempo personale. Sì, penso proprio che i tre moschettieri al governo siano proprio personaggi miseri dei quali è inutile parlare perché chi li stima è ormai perso, difficile fargli cambiare idea con il ragionamento.

Ho scritto meno perché mi sono occupato di cose frivole, quali ad esempio fare il secondo corso avanzato da assaggiatore di formaggio che mi ha costretto anche a studiare e verificare che l’età ha i suoi effetti … ma ancora l’olfatto e il gusto sono attivi anche se molte parole e molti nomi stanno evaporando e devono essere sempre riacchiappati con un certo sforzo.

Il Capodanno è stato allietato da almeno tre sorprese graditissime.

Il nipotino con i suoi genitori ci ha raggiunto a San Marcello Pistoiese. Ce l’hanno annunciato mentre partivamo da Roma ed io ero un po’ triste di non poterlo vedere per qualche giorno. L’effetto dell’annuncio è stato euforizzante come un buon bicchiere di vino. E’ stata una vera delizia condividere alcuni giorni in cui il piccolino, che ha poco meno di due anni, comincia a dominare il mondo non solo con i pianti e gli urli ma con la parola, con i nomi che incomincia ad assegnare alle cose, alle persone, ai sui giocattoli. Vederlo indicare con il dito papà, mamma, nonnò e nonnaa e infine se stesso come ‘to’ e sentirlo ripetere spesso lo stesso gioco con arguzia e divertimento è qualcosa che si può solo provare. E a Capodanno le riflessioni sul tempo che passa inesorabile assumono un profumo diverso se hai davanti a te questo spettacolo della vita che cresce proiettata verso il futuro.

Il 31 pomeriggio mi arriva la chiamata vocale su messenger di Facebook di un ‘amico’ al quale assegno moltissimi like e che mi ricambia spesso con commenti e con i suoi like, persona a me sconosciuta, incontrata in questa osteria internettiana in cui passiamo qualche momento ogni giorno. Voleva sentire la mia voce e farmi gli auguri di persona. Sono rimasto meravigliato e quasi imbarazzato … allora non siamo tutti e solo troll ma siamo umani con una storia, un cuore, un pensiero, una coerenza. Finito di preparare la salsa verde e il pane mi sono deciso a fare qualche chiamata augurale scomoda, di quelle che non sai mai se saranno gradite e che sono psicologicamente faticose per chi le fa soprattutto se devi chiamare persone che non stanno bene, per le quali i soliti auguri generici sembrano ipocrisie inutili. La chiamata inattesa, non richiesta, che ha aumentato il mio stato di benessere, mi ha convinto che nei rapporti tutto serve a star meglio, una banale battuta e un augurio di rito anche se sei nel mezzo di tanta felicità nel tuo piccolo clan.

E il primo incontro del primo gennaio? quello che ti fa divinare come sarà l’anno che viene? Appena sveglio ho cercato il discorso del presidente Mattarella su Internet e me lo sono sentito tutto con attenzione, la sera prima eravamo troppo affaccendati con gli aperitivi. L’ho ascoltato con attenzione e commozione: il nobile normanno con gli occhi azzurri non mi ha deluso anzi mi ha rincuorato perché, anche se tutto sembra perduto nel merdaio del cialtronismo fasciogrilloleghista, anche se è certo che tempi duri ci aspettano, una linea di resistenza personale e collettiva è tracciata con semplicità e chiarezza: Europa, solidarietà, unità, condivisione, comunità, Italia, istituzioni, coerenza … Un messaggio nobile e fiero che coloro che hanno il cuore indurito non possono capire ma che potrebbe essere una linea per resistere e per uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati.

Ma prima di ascoltare le parole del Presidente, mi ero svegliato con una riflessione ‘positiva’. Questi due presuntuosi che credono di aver comprato il consenso degli elettori sommando due provvedimenti antitetici e contraddittori (abbassamento delle tasse per i ricchi e reddito di cittadinanza per i poveri) non hanno calcolato bene gli effetti sociali delle loro scelte, anche in assenza di qualche tragico effetto economico del tipo argentino o venezuelano. In questi giorni ci troviamo in un comune costituito da numerose frazioni molto piccole in cui ci si conosce tutti. Un reddito di cittadinanza così imperfetto, non ben definito e di difficile attuazione si presterà a quelle furbizie tipiche di noi italiani. Ma se come è probabile tutti questi miliardi andranno a beneficio di chi poco ha voglia di lavorare il resto della popolazione, quello che lavora, sgobba, paga le tasse, ha pagato i contributi per tutta la vita, si incazzerà come è successo con i provvedimenti contraddittori di Renzi. Lungi dall’attivare consumi e economia il Reddito così maldestramente definito sarà un fattore di ulteriore disgregazione del tessuto sociale di solidarietà e sarà in pochi mesi un cocente fallimento del grillismo anche di quello in buona fede. Forse anche per questo quell’anima nera del leghista l’ha fatto passare perché per lui tanto peggio, tanto meglio, delle incazzature dei cittadini si pasce.

Prepariamoci al peggio, ma forse anche al meglio! Buon 2019.

5 risposte a "Buon 2019"

  1. un saluto e un augurio un po’ ritardatario, caro Raimondo: felice che tu abbia ripreso a scrivere, ma adesso non mollare, mi va di leggerti anche o forse sopratutto perche` le singole opinioni spesso non collimano, anche se i valori ai quali ci ispiriamo sono gli stessi!

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    • Sì, spero proprio di essere più loquace, questo vorrà dire avrò qualcosa di positivo da raccontare e da proporre e sarà più ottimista sull’utilità della parola. Il nipotino che comincia a parlare e ad esprimersi mi stimola a resistere al lento sgretolamento del mio vocabolario e spesso delle mie idee. Intanto resisto leggendo molto anche gli amici più prolifici di me.

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      • siamo coetanei, ma coi nipotini sono arrivato a cinque: da otto anni a otto mesi: sara` per questo che mi tengono in esercizio? (anche se purtroppo vivono lontani da me, ma questa e` stata una scelta mia).

        gli ultimi mesi sono stati duri anche per me, comunque, e parecchio: si respirava un’aria opaca e cupa, non so spiegarmi altrimenti; ma a me pare che possiamo essere piu` ottimisti: mai mollare!

        ti aspetto al varco per nuove discussioni e anche qualche polemica, non tirarti indietro!

        a presto.

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