Prudenza e lealtà

Alle paure e al coraggio evocate da Calenda si sta contrapponendo la prudenza e la lealtà di Zingaretti, nuovo segretario eletto del PD.

Ovviamente una tempesta mediatica si sta addensando sulla figura di Zingaretti del quale moltissimi media cominciano a raccontare di tutto, vere falsità malevoli o notizie volutamente travisate per danneggiare i suoi primi passi.

Cercavo conferma della posizione di Zingaretti sulla proposta del listone unico europeista antisovranisti proposto da Calenda ed ho trovato sulla pagina di Google questa sinossi di tre titoli sulla stessa notizia.

Zingaretti prima ancora della formalizzazione dell’investitura sta procedendo ad affermare una sua linea e dove è possibile a uscire dalle ambiguità tattiche dei politici politicanti.

Sulla TAV è stato chiaro, sulla sede pure, sulla proposta Calenda è andato nella sede di + Europa ed ha chiesto esplicitamente se erano disponibili ad una lista unica, leale con la promessa fatta a Calenda. Si è fatto ripetere esplicitamente di fronte alla stampa e ai fotografi che il partito di Bonino, Tabacci e Della vedova intende presentarsi da solo anche se condividono il manifesto di Calenda. +Europa prevede di entrare nell’eurogruppo dei liberaldemocratici di Alde mentre gli eletti del PD intendono aderire al gruppo dei socialisti europei. Onestamente i due leader convengono che con la legge proporzionale conviene a tutti contarsi e preservare le proprie identità.

Sembra che Calenda abbia reagito male deluso del fallimento del suo tentativo di unire un fronte largo contro i sovranisti.

Forse se avesse sin dall’inizio esaminato i meccanismi elettorali, proporzionale con preferenze e sbarramento, si sarebbe reso conto che la sua proposta era generosa ma un po’ velleitaria.

Ora, di fronte ad un segretario DEM leale e prudente, gli rimangono le tre scelte di cui parlato nei miei post precedenti:

  • lealtà verso il suo partito, adesione ad una lista allargata centrata sul PD senza la Bonino, senza Pizzarotti e senza i Verdi,
  • uscita dal PD per presentare una sua lista basata sul consenso individuale che molti cittadini hanno già espresso per il suo manifesto,
  • rinuncia alla candidatura nella lista PD e impegno quale lievito nella campagna elettorale a favore di tutte le forze europeiste che aderiscono formalmente al suo manifesto.

Rinunci al parlamento di Strasburgo. La sua intelligenza e la sua preparazione serviranno molto presto a Roma

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