Ambizioni e paure, caos

Di questa crisi politica che avrà domani forse un epilogo con il discorso del presidente del consiglio Conte al Senato, ho utilizzato l’immagine del trappolone ordito contro Salvini e che successivamente ha attratto e fatto incespicare molti protagonisti della vita politica italiana, in particolare l’altro Matteo del quale ho sottolineato la comune origine mediatica presso le reti di Berlusconi.

Ciò che appare evidente in queste ore è che la situazione sia sfuggita di mano ai protagonisti, o meglio, se la mia ipotesi fosse vera, Salvini, caduto in una trappola che solleticava la sua ambizione amplificando oltre misura il suo successo nel consenso dei cittadini, si dimena senza una chiara direzione sperando di poter uscire indenne dalla voragine in cui è caduto. Vittima dell’isolamento nel suo stesso partito e della sua presunzione, Salvini ha dato fondo alla sua ambizione smodata credendo di poter avere la maggioranza assoluta in Parlamento, supponendo la fine del partito di Berlusconi, oramai dato per spacciato.

La rottura dei fragili equilibri che reggevano una alleanza di governo contro natura ha scatenato gli appetiti e le ambizioni dei tanti protagonisti della politica. Loro sanno che queste sono occasioni per scalare le vette o per scivolare inesorabilmente nelle seconde file destinate all’oblio. Tutti i parlamentari dopo un solo anno di legislatura sanno che il rischio della bocciatura in eventuali nuove elezioni è mortale e quindi venderanno l’anima al diavolo pur di evitarle. Come Salvini è attanagliato dalla paura di non farcela così nell’assemblea prevale la paura.

Ma chi si sente più fico degli altri si fa avanti e tenta a sua volta di aumentare il caos sperando di conquistare o riconquistare qualche posizione. E’ il caso di Renzi la cui smisurata ambizione gli e ci ha arrecato danni ma che non si rassegna alla disciplina di un militante politico dentro un partito. Così, di punto in bianco, contravvenendo ad una chiara linea approvata in direzione PD, propone un governo istituzionale di legislatura con i 5 stelle. Non entro nel merito di questa proposta per osservare soltanto che eventualmente un governo istituzionale dovrebbe essere l’estrema ratio che il presidente della Repubblica potrebbe attivare se altre soluzioni politiche non fossero possibili. Lui, Renzi, che si presenta come uno statista ex presidente del consiglio svincolato dagli obblighi di appartenenza al suo partito, mostra di non sapere che uno statista non polemizza con brillanti battute con gli avversari politici vecchi e nuovi e rispetta le prerogative della più alta magistratura dello stato anticipando in una conferenza stampa quello che dovrebbe fare il presidente. L’ambizione smisurata continua a spingerlo su una china che lo porterà prima o poi alla consunzione della sua figura politica.

Cosa dirà Conte? E’ mosso anche lui da una ambizione personale o dalla paura di perdere delle posizioni che solo due anni fa non poteva nemmeno immaginare: come gestirà una exit strategy che lo salvi dalla gogna del perdente e che gli consenta di tesaurizzare ciò che ha imparato a fare in un anno di apprendistato a palazzo Chigi? La mia ipotesi è che farà una buona arringa in difesa del suo governo, del suo personale apporto e di quello del partito che lo aveva designato cioè i cinque stelle. Sarà severo nei confronti di Salvini imputandogli la posizione sovranista, antieuropea, antieuro chiarendo le condizioni per un eventuale Conte bis che sia su una posizione lealmente schierata con la commissione Van der Leyen. Quindi, o governo europeista con rimpasto o uscita di scena magari disponibile a fare il commissario europeo.

Finito il discorso, ascoltate le dichiarazioni dei partiti, si recherà al Quirinale e rassegnerà le dimissioni al presidente Mattarella.

E a quel punto il caos di questi giorni potrebbe essere meno turbolento.

4 risposte a "Ambizioni e paure, caos"

  1. Una amica mi ha scritto in privato per dire il suo apprezzamento per questo post. Questa è stata la mia risposta che condivido perché chiarisce meglio lo spirito della mia riflessione che non è meramente complottistica. ‘Grazie del tuo apprezzamento. Cerco di condividere i pensieri positivi, quello più negativi li tengo per me. In effetti credo che rendersi conto che siamo, anche come singoli cittadini, esposti a continui stimoli volti a solleticare le nostre ambizioni e quindi a potenziare le nostre frustrazioni per la delusione derivanti dai limiti oggettivi in cui viviamo e d’altro canto a ingigantire le paure dell’ignoto e del futuro quasi dovessimo regredire allo stato infantile, rendersi conto di questo continuo gioco di stimoli da parte di chi governa l’informazione e i media ci potrebbe aiutare a vivere meglio.’

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