Il primo post del 2020

E’ passata una settimana e non ho scritto nulla. Qualche amico lettore me lo ha fatto notare. La tentazione di smettere è forte per le ragioni che ho già più volte manifestato, anche nell’analogo post del 2019. Ma almeno il racconto del primo incontro dell’anno lo devo a chi mi segue.

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Tra le prime telefonate augurali una mi ha colpito ed emozionato di più. Ci ha chiamato Daniela; è una giovane signora che per un anno o due ci ha aiutato nelle pulizie di casa. Aveva perso il lavoro di commessa presso una merceria importante e doveva integrare lo stipendio del marito. Il precedente lavoro le aveva impresso una signorilità ed una distinzione particolari. Nutriva tante ambizioni per la propria famiglia e soprattutto per i propri figli che frequentavano la scuola secondaria, la più grande, una ragazza molto graziosa, era brillante e studiosa e si avviava allo studio dell’architettura, il più piccolo un po’ svogliato ed inconcludente dava molte preoccupazioni visto che si era iscritto ad un tecnico per l’informatica piuttosto impegnativo. Siccome io ero stato docente in quella scuola, spesso parlavamo di questo ragazzo che era in cima alle preoccupazioni di una madre che si spellava le mani con un lavoro certamente non gratificante.

Daniela non ha rinunciato al suo vecchio lavoro e finalmente venne riassunta dal negozio che nel frattempo aveva ristrutturato e così ci ha lasciato. Daniela ha continuato ad avere nostre notizie dalla comune parrucchiera, sapeva che eravamo diventati felicemente nonni e ci augurava un buon 2020. Il tempo è passato, la figlia maggiore è un architetto iscritto all’albo ed esercita, ha incontrato un bravissimo ragazzo, un ingegnere che assomiglia a suo figlio, dice a Lucilla, e presto si sposeranno. Il più piccolo si è diplomato, non ha voluto studiare all’università ma ha subito lavorato nel suo campo, è molto apprezzato ed ora ha avuto una offerta di lavoro a Milano dove si trasferirà molto presto.

Ascoltando la telefonata pensavo che per fortuna di gente, che non si rassegna all’assistenzialismo di Stato ma che si dà da fare adattandosi senza rinunciare alle proprie ambizioni, ce n’è ancora.

Con giovani così il futuro sembra più promettente.

Buon 2020.

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