Il vero cancro

Una argomentazione dei negazionisti per ridimensionare i rischi dell’epidemia di Coronavirus è quella di compararne gli effetti alla mortalità di altre malattie, in fondo se non ci fossero così tanti vecchi artificialmente tenuti in vita, se fosse stato rispettata la legge naturale della selezione sarebbe solo una severa influenza che farebbe pulizia di altri individui deboli lasciando i sopravvissuti più forti e selezionati di prima. E se si scoprisse che qualche etnia è più resistente, benedetto questo virus che fa quello che Adolfo non riuscì a portare a termine.

Le affermazioni precedenti fanno venire i brividi ma se ci pensate bene è proprio così che la pensano molti imbecilli che sfidano la sorte ribellandosi alle pochissime restrizioni che la medicina ci consiglia per evitare il contagio visto che una cura efficace non esiste.

Dicono che tra gli effetti del COVID-19 ci possano essere danni al sistema cerebrale, certamente anche chi non si è infettato ha subìto un trauma che sta lasciando segni nella nostra capacità di discernimento e di orientamento.

Ma l’homo sapiens, già prima del corona virus, era affetto da un cancro diffuso soprattutto nelle ricche società occidentali legato allo sviluppo delle tecnologie della informazione della comunicazione: l’interconnessione che mi permette ora di comunicare con decine di amici in tempo reale, di condividere molte informazioni della mia vita e il mio pensiero, è in grado di influire direttamente sulle condotte e sulle scelte dei singoli e delle comunità. Le democrazie occidentali sono alla mercè di gruppi di potere occulti che decidono e dispongono per il loro tornaconto attraverso i media.

Chi ha analizzato molto bene questa realtà è stato Jacopo Iacoboni nel libro L’esperimento. Inchiesta sul movimento 5 stelle. Forse dovrebbe produrre un analogo studio sul fenomeno Lega a trazione Salvini. L’analogia tra i due movimenti, che non per nulla si sono trovati alleati nel primo governo Conte, è il fatto che leader inconsistenti, privi di carisma, di idee, di competenze, di fascino personale sono riusciti a raccogliere un consenso quasi plebiscitario che li ha portati al vertice delle istituzione e del governo. E’ Salvini in questo momento a giocare il ruolo di giullare sciocco che spara cazzate in continuazione senza tema di essere smentito, ben sapendo che per vie imperscrutabili comunque il consenso popolare rimane alto.

Per quel poco che riesco a vedere è chiarissimo il ruolo dei giornalisti asserviti e di quelli fintamente contrari. Ad esempio la Gruber, che passa per sincera antisalviniana, nella sua rubrica della 8,30 ogni giorno citava testualmente una frase del suddetto come riferimento per la domanda scomoda all’ospite: parlatene male purché se ne parli. Salvini e le sue battute sono presenti ovunque nei media quasi come le ricette di cucina. Chi mi legge sa che le stesse cose le dicevo a proposito di Renzi quando era sulla cresta dell’onda e che già all’epoca ne prevedevo la prematura scomparsa (politica).

Ma Salvini non è il cancro, non è l’agente patogeno, la malattia risiede nell’indebolimento delle difese immunitarie, nella debolezza etica e professionale delle persone che dovrebbero garantire la qualità dell’informazione e degli scambi, parlo dei giornalisti che proprio nella vicenda del corona virus hanno confuso più o meno volontariamente le acque ingigantendo le ovvie varietà di posizioni teoriche dei medici e dei ricercatori diffondendo scetticismo, disperazione, diffidenza, odio, invidia. Una grande quantità di tossine che è stato molto difficile metabolizzare ed espellere.

In questi giorni in cui il virus colpisce altrove ma si irrobustisce perché aumenta la sua presenza sul pianeta, il nostro si diletta a praticare la disobbedienza civile incitando a non indossare la mascherina o a pretendere che mamma Stato provveda rapidamente con i soldi dell’Europa a sanare tutti i guai dei piccoli e medi imprenditori. Naturalmente le sue massime ci piovono addosso senza che uno straccio di giornalista lo contraddica o lo censuri. (sì perché la diffusione del veleno non va facilitata)

Ma anche lui è un marionetta sciocca interpreta un personaggio su cui tanti sono pronti a sparare appena sarà possibile, già è successo nel trabocchetto del Papete. Tuttavia la grande macchina mediatica alimenta continuamente contraddizioni e contrapposizioni, così è riuscita a coinvolgere in un dibattito al chiuso di una saletta del Senato anche Bocelli che si allinea al ribellismo adolescenziale di chi fa i dispetti e non vuole mettersi la mascherina. Ecco un altro personaggio mediatico gonfiato oltre misura come un idolo universale mostrare la sua debolezza nei ragionamenti di senso comune: il cancro mediatico ha messo a segno un nuovo successo un beniamino osannato e santificato dalla TV dice con semplicità quello che il cittadino comune ripete al bar sorseggiando il caffé: ma sarà vero? non sarà tutta una sceneggiata per imbavagliarci? io tutti sti morti non li ho visti. Questa è la tipica operazione populista: caro popolo qualcuno ti sta manipolando ribellati e affida a me il tuo consenso. E tu chi sei? il cancro mediatico.

3 risposte a "Il vero cancro"

  1. Luigi Bolletta mio cugino cosi commenta su Facebook: Giusto cio’ che dici ma purtroppo Il cancro reale e’ insito nella mentalità degli italiani, che sono la maggioranza nei sondaggi, che osannano certi individui. Centra una democrazia che seguendo le sagge parole di Odifreddi non esiste e che io convengo, ma che fuori anche di quella convenzionale, c’e’ solo chi approfittera’ per prendere il potere. Temo per il futuro dell’Italia.

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