Prepararsi

Dopo la tempesta del COVID19 sembra di vivere in piena bonaccia, tranne qualche focolaio qua e là, nemmeno le intemperanze dei gaudenti né le manifestazioni irresponsabili degli imbecilli hanno rilanciato l’epidemia come invece sta accadendo anche in nazioni vicine.

C’è allora tempo per fare le pulci a chi ha guidato la barca, c’è tempo per affermare che si poteva far meglio, c’è tempo per pretendere che la nave riprenda la sua corsa anche senza vento, c’è tempo per pretendere che arrivi subito il carburante europeo che ridia sprint ai motori. La fondazione Luigi Einaudi pubblicherà gli atti del CTS dopo averne ottenuto la disecretazione da parte del presidente del consiglio: altra fuffa, altre polemiche inutilmente pretestuose su cose che si sanno già benissimo, il tutto per alimentare per anni cause giudiziarie per l’ottenimento di indennizzi dei danni del COVID19. Ma anche gli avvocati devono ripartire, mica solo i baristi e gli albergatori!

Sì, qui da noi il mare è calmo e senza vento ma tutt’intorno all’orizzonte si scorgono nuvoloni neri, in qualche direzione addirittura si scorgono i bagliori di fulmini, un porto sicuro non è alle viste. Forse invece di litigare e discutere, all’equipaggio converrebbe controllare tutto il vascello, allenarsi a governarlo al meglio se la tempesta dovesse riprendere con il vigore che abbiamo già sperimentato.

Chi guarda lontano, verso l’orizzonte, e segnala che questa bonaccia avrà vita breve viene additato come menagramo, buono solo a diffondere paura e disfattismo.

Ora basta con la metafora marinara, sono in una amena cittadina della montagna toscana qui la gente è molto disciplinata, tutti con le mascherine anche all’esterno, anche se è molto diffuso il mugugno e la lamentala. Una turista piena di sé e sicura della propria salute pretende di entrare nella merceria sotto casa nostra senza mascherina. La merciaia gentilmente le ricorda che deve indossarla ma lei risponde che è di Milano e che non c’è nessun malato nella sua famiglia. Proprio per questo deve indossarla oppure va ad acquistare la biancheria da qualche altra parte perché non posso servirla, qui fanno le multe e non si scherza.

Occorre prepararsi al peggio, se dovesse accadere.

Innanzitutto dobbiamo automatizzare e rendere normali le regole basilari del distanziamento; non illudiamoci, trovato il vaccino o la cura per questo virus ce ne sarà certamente un altro pronto a diffondersi se la società umana nel suo complesso non ristruttura molte forme di convivenza: la prossimità con altre specie animali dalle quali un salto di specie è sempre più facile, l’affollamento delle città, la velocità degli spostamenti, l’impoverimento di masse enormi di individui che saranno sempre più indifesi.

Servono altri presìdi per una seconda ondata ed è necessario predisporli ora che siamo in vacanza ed abbiamo il problema di come passare il tempo libero. Questi i prossimi capitoli delle mie chiacchiere agostane.

Il tracciamento

I raggi UV

Liquidi igienizzanti

Pagamenti contactless

8 risposte a "Prepararsi"

  1. “c’è tempo per affermare che si poteva far meglio”,dici; certo: invece che 6mila morti, 10mila.

    io comunque ho le carte in regola: non lo dico certo da oggi; l’ho detto da subito.

    e poi credi ancora alla fuffa che noi stiamo abbastanza bene adesso? santo cielo, che catastrofe guardare la televisione.

    neanche capace di accorgersi che la Cina ha decretato lo stato di allarme per 70 positivi su un miliardo e 300 milioni di abitanti e noi ne abbiamo 300-400 al giorno e va tutto bene?

    con non so quante regioni che hanno superato il famoso indice 1, e cioè sono in un pericolo GRAVE di ripresa dell’infezione alla grande?

    sono veramente stupito delle posizioni che vai prendendo,mi pare che manchi una sensibilità democratica minima; temo che smetterò di leggerti.

    sì questo è l’ultimo appello perché tu recuperi lucidità e buonsenso – a parere mio, ovviamente.

    un saluto che rimane affettuoso in nome di vecchie solidarietà, per il momento perdute.

    in un paese normale, ha ragione Calderoli su questo solo punto, il capo del governo dopo la storia dei verbali negati e di quel che dicono, si dimette; Conte è peggio di Cadorna.

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    • Isolare singole affermazioni per estremizzare i concetti è una tecnica collaudata. Temo che tu non abbia colto il significato dell’immagine della bonaccia, ma evidentemente non sono stato bravo ad usare uno stile immaginifico. Certo che la chiusa con una citazione di Calderoli è una firma che non mi aspettavo. Mio padre negli ultimi anni della sua vita passava molte ore al centro anziani a giocare a bocce e a carte. Teneva allenato corpo e mente ma soprattutto si divertiva a litigare anche con suo fratello: stupido! avresti dovuto calare l’asse di picche e via a discutere per un quarto d’ora. Così tenevano allenato il cuore. Questi blog sono il nostro centro anziani?

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      • può essere che i nostri blog siano i nostri attualizzati centri per anziani e le nostre discussioni un sostituto delle partite a briscola; in questo caso chiuderei subito il mio.

        mi sono concentrato sulla frase che mi pareva sintetizzasse il senso del tuo post e non ho estremizzato proprio nessun concetto, mi pare; quella frase estremizza? però l’hai scritta tu.

        se per te una sana discussione democratica, fondata su errori incontrovertibili del governo e su bugie ripetute ai cittadini (e forse perfino ai giudici), sulla più grande catastrofe nazionale dalla fine della seconda guerra mondiale sono “polemiche inutilmente pretestuose su cose che si sanno già benissimo, per alimentare per anni cause giudiziarie per l’ottenimento di indennizzi dei danni del COVID19”, secondo me manca gravemente una sensibilità democratica minima.

        e non mi dire che ho isolato di nuovo una frase dal contesto “per estremizzare i concetti” che hai esposto.

        ti ha stupito la citazione positiva di Calderoli? non ragiono per partito preso; la polemica della destra è assolutamente strumentale ed auto-contraddittoria; ma Calderoli, e soprattutto i cittadini bergamaschi e bresciani che vogliono vederci chiaro, dimostrano una sensìbilità democratica in questo caso molto maggiore della tua.

        è un dolore dirlo, naturalmente; ma è con fondamentali errori di valutazione di questo tipo – a parere mio – che si costruisce, anche, il successo della destra in Italia, visto che una sinistra critica è inesistente – e una sinistra non critica non è una sinistra.

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        • Caro Mauro,
          prendo sul serio la discussione in atto circa la mia posizione sulla fuffa armata dalla destra a proposito dei famosi verbali del CTS. Confermo parola per parola la frase che tu citi.
          Mi rimproveri di avere poca sensibilità democratica perché la trasparenza è un requisito della democrazia e le posizioni simili alle mie danneggerebbero la sinistra favorendo la destra.
          Se dovessi costruire una metrica per valutare la sensibilità democratica di un cittadino metterei per prima cosa la responsabilità, il rispetto degli altri e delle regole, il rispetto della rappresentanza, la partecipazione alle scelte collettive. All’ultimo metterei la trasparenza, è un giusta esigenza individuale che connota qualsiasi opzione politica destra, sinistra, ricchi e poveri.
          Effettivamente forse non sono un sincero democratico, quando ho fatto il preside ho custodito con attenzione le informazioni soprattutto quelle riguardanti le persone e curato la riservatezza delle scelte operate da me e da tutti gli attori della scuola: qualche mugugno da parte degli iperdemocratici arrivava fino alle mie orecchie. Ma quella esperienza è durata pochi anni e credo di non aver fatto troppi danni.
          Questa storia dei verbali non serve a conoscere e a capire serve piuttosto a confondere le acque nel momento in cui la gente comincia a chiedere conto delle scelte effettuata dai responsabili. Ad esempio non capisco perché la fondazione Einaudi ha intrapreso questa battaglia.
          La mia posizione su questa vicenda illustrata su questo blog è semplice e lineare, abbastanza coerente con il mio solito profilo cultural politico: c’è un cancro pericoloso che si sta mangiando la nostra democrazia il sistema informativo mediatico in mano ai ricchi del paese e gestito da giornalisti di bassa lega https://rbolletta.com/2020/07/28/il-vero-cancro/, la manipolazione delle coscienze è capillare e tempestiva e riesce a tenere in piedi personaggi politici inconsistenti e pericolosi, le campagne informative arrivano fino al ragazzo della pompa di benzina che diventa influencer attivo anche quando compri benzina https://rbolletta.com/2020/08/04/catechizzati-con-le-chiacchiere/, l’illusione che sia finita (primario del San Raffaele) allenta la tensione collettiva e prepara ad una seconda ondata in cui una destra estrema e violenta si prepara a prendere il potere unitamente al gran bottino dei fondi europei https://rbolletta.com/2020/08/06/prepararsi/.
          Tu dici che ho perso lucidità, forse è vero. Per me il blog è un verbale fedele delle mie riflessioni per rivedermi tra qualche mese e controllare le mie sbandate emotive e mentali.
          Confermo che per me questo blog ha la funzione del centro anziani di mio padre, non scriviamo sulla pietra e nemmeno sulla carta, i nostri testi sono evanescenti come l’aria consegnati ad una nuvola di cui non abbiamo il controllo.

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          • caro Raimondo,
            può darsi che nella nostra discussione ci sia un equivoco di fondo; io infatti non intendo occuparmi troppo della polemica della destra contro Conte; ne penso tutto il male possibile, come te e forse anche di più se fosse previsto: la destra polemizza con Conte perché ha chiuso troppo, principalmente; io pure penso che Conte abbia sbagliato a non chiudere in maniera differenziata, come gli chiedeva il Comitato Tecnico Scientifico, ma questo è un errore minore, che non ha avuto conseguenze mortali dirette sulla popolazione; l’errore principale di Conte sul quale io polemizzo duramente e sul quale credo che abbiamo il diritto di essere pienamente informati è il ritardo tragicamente colpevole nell’imporre la zona rossa in Val Seriana e nel sostituirlo dopo qualche giorno con una zona arancione, in Lombardia con altre province; e non è senno di poi, perché questi errori erano evidenti anche mentre li faceva; l’unica cosa che possiamo dire a sua parziale discolpa è che certamente nessuno, neppure chi lo criticava già allora, poteva immaginare del tutto il carattere catastrofico delle conseguenze, cioè le migliaia di morti in più che ne sono seguiti.

            la polemica della destra, vergognosamente inconsistente per tutto il resto, tuttavia coglie questo punto, contraddittorio col suo discorso di base, e in questo copre le precise responsabilità di Fontana, il presidente della Lombardia, che aveva tutti i poteri, e anche le responsabilità, di prendere direttamente questi provvedimenti, come aveva fatto poco prima per Codogno.

            chiarito questo punto, vengo al resto, cercando ora di essere più sintetico, anche se risulterò apodittico:

            1. qui non sto parlando della trasparenza come diritto individuale di un cittadino di conoscere nel dettaglio le modalità di formazione delle decisioni che lo riguardano – anche se questo diritto esiste, eccome!; sto parlando della trasparenza come diritto sociale di una collettività di poter controllare l’operato di un governo; sei abbastanza anziano per poter ricordare facilmente, come me, che fu la parola d’ordine di Gorbacev nel tentativo fallito di riformare in senso democratico il sistema sovietico.
            in questo senso trasparenza (allora lui parlava di glasnost) e democrazia sono semplici sinonimi.
            io non so se dietro la battaglia della Fondazione Einaudi ci siano motivazioni nascoste e prettamente politiche: la Fondazione ha origini antiche prettamente liberali, cioè di destra democratica conservatrice e illuminata, e tuttora una caratterizzazione di questo tipo; tuttavia l’esigenza che qui ha posto è sacrosanta, e mi rimane tuttora incomprensibile come tu non possa sentirla; mi sforzo, credimi, ma non ti capisco proprio.
            il tuo riferimento alla comune esperienza professionale non c’entra nulla; è evidente che un preside deve tutelare la privacy degli individui nel suo istituto per quel che sta in lui, ma questo non significa rendere opache le motivazioni delle sue scelte di politica scolastica a chi deve condividerle con lui. anche io l’ho fatto, certamente, anche se non sempre con successo, perché molti non vogliono capire, sopratutto se violi piccoli privilegi ed abitudini consolidate, per i 27 anni che è durato per me questo lavoro (ero stato uno dei vincitori del concorso 1984 più giovani d’Italia e avevo 37 anni quando ho cominciato a farlo): sono stato anche rimosso, ciononostante, per incompatibilità ambientale dal Ministero con sordide manovre e rimesso al mio posto dalla magistratura (credo di essere stato il primo preside in Italia a spuntarla contro le manovre della sedicente sinistra scolastica di allora, giusto per dare qualche sfondo si esperienza; e non fu neppure l’ultima volta che capitò qualcosa di simile.
            quindi quando vogliamo conoscere i verbali di un Comitato, come cittadini, non stiamo violando i dati personali dei suoi componenti, ma chiedere conto di un processo di formazione delle decisioni che ha avuto valore di vita e di morte per decine di migliaia di persone.

            2. sul cancro che corrode la democrazia (inesistente!) del nostro paese, sai che siamo d’accordo: un paese che accetta che il sistema informativo sia guidato dalla ricerca del profitto e controllato da centri di potere nega la base stessa della democrazia; ma è sorprendente che tu a me sembri poi una vittima tipica di questo sistema: ti vedo infatti molto eterodiretto nelle tue valutazioni, e credo, come ti ho detto varie volte, che questo dipende dal fatto che – come moltissimi – sottovaluti la potenza di questo apparato e ne resti contaminato, presumendo di poter controllare il veleno informativo che ti viene propinato. neppure io vado indenne, sia chiaro, ma presumo di avere sviluppato anticorpi più forti, per la scelta di distaccarmi almeno da una fruizione audiovisiva troppo diretta. ma questo te l’ho detto troppe volte, e non sempre urbanamente,e per stare a ripetertelo.

            3. sono totalmente d’accordo anche sulla tua terza valutazione, riguardo alla terza ondata che sta venendo preparata da scelte improvvide.
            ma di chi sono queste scelte, di cui già oggi stiamo denunciando la pericolosità e che risalgono allo stesso modus operandi del governo attuale? a) subordinazione delle esigenze di prudenza alle esigenze di profitto economico, in questo caso turistico; b) ostinato rifiuto della articolazione territoriale dei provvedimenti che sottopone tutto il paese alla gogna di provvedimenti che hanno senso soltanto per una sua parte.
            sullo sfondo vedo la famelica costruzione dell’affare del millennio con la predisposizione di vaccini – per ora fantomatici – che costeranno dai 50 ai 70 euro a testa: 3 miliardi di fondi solo per l’Italia a disposizione di chi?
            mi sta venendo un dubbio orribile, te lo ammetto, ma non gli darò voce per mancanza di basi solide; però credo anche che sia giusto dubitare.

            4. anche io uso il blog, data l’età simile, per mettere alla prova la mia capacità di fare analisi e recuperare un pochino di quella fiducia che le amnesie della vita quotidiana più concreta mettono in dubbio in modo più spietato: purtroppo tutto mi dice che è il mio modo stesso di affrontare i problemi che in questo paese riduce a non potere più essere compresi né ascoltati; a volte penso che sarei dovuto restare in Germania, dove vigono altri valori e modi di pensare e mi sarei sentito meno alieno rispetto al pensiero comune; ti confesso lo strano paradosso per il quale qui oggi mi sento più in esilio che dieci anni fa lì, dove il mio disagio personale e professionale proveniva solo dal dipendere dai maneggi del nostro corrotto Ministero degli Esteri (cambiarono le norme sulla durata degli incarichi dei presidi all’estero, per rimandarmi a casa due anni prima e rimettere al loro posto i ladri documentati, con nomi di sinistra, dei fondi ministeriali – quelli che eravamo riusciti a escludere, dopo anni di ruberie, il nuovo giovane console di destra onesta ed io).

            le tue conclusioni finali sono dolorose e doloranti; forse non dobbiamo presumere di dare un contributo più forte alla formazione dell’opinione pubblica di quelle del benzinaio che parla a casaccio e ben guidato dai media di regime; purtroppo non abbiamo alternative, o almeno io devo ammettere di non essere riuscito a crearne.
            forse tacere sarebbe la scelta più giusta, ma darebbe il via libera incondizionato all’atrofizzazione del cervello; per questo continuo col blog, con sempre minore convinzione, constatando con amarezza che non si riesce a raggiungere un terreno almeno simile di valutazioni neppure tra persone che condividono valori di fondo ed esperienze di vita.

            un caro abbraccio lo stesso: torno dalla visita in camera funeraria ad un mio lontano alunno, che è stato anche il mio diabetologo negli ultimi cinque anni e che un tumore si è portato via a 60; è la seconda persona più cara che perdo alla stessa maniera in meno di un anno; rifletto sul fatto che era un fervente cattolico, un credente a cui la fede ha dato serenità nelle ultime tremende settimane, ma questo non ci ha separati, nel rispetto reciproco delle convinzioni.

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