Diffidenza verso Immuni, commenti

Riporto in evidenza i commenti al post di ieri perché meritano una lettura diretta.

Corpus2020 mi scrive:

sì, da pensionato non stupido mi sono iscritto da tempo a Immuni; non succede niente, ma questo potrebbe essere soltanto un buon segno. però ho letto – ma te lo dico perché tu smentisca e mi corregga se sbaglio – che la segnalazione della positività deve partire dal soggetto positivo; non è l’ente sanitario pubblico che la fa. mi sembra incredibile, ma se le cose stanno così davvero, pensare che possa servire a qualcosa è pura utopia. e, sia chiaro che lo dico perché mi dispiace; ho letto che alcune Regioni, come il Veneto, la boicottano appunto non segnalando i dati; e forse questo è anche il caso della Lombardia, il cui presidente sembra troppo occupato a speculare sul virus a vantaggio suo e della sua famiglia, che a pensare a inezie come la salute dei suoi cittadini.

Io rispondo:

Caro pensionato non stupido come al solito non ti sfugge niente. In effetti l’uso anonimo del programma comporta che sia l’infettato a decidere se riversare i propri dati sul sistema. La procedura è la seguente: un cittadino risultato positivo, perché con sintomi ha fatto il tampone o perché senza sintomi è risultato positivo nel quadro dei numerosi controlli realizzati dal sistema sanitario (ad esempio rientrando dall’estero), subisce un interrogatorio per ricostruire e tracciare la trafila dei suoi contatti per capire da chi e quando è stato infettato e chi eventualmente può avere infettato. In questo ambito potrà dichiarare di avere Immuni e decidere se condividere con il sistema i numeri che negli ultimi 15 giorni ha generato e scambiato con altri telefonini. A questo punto è l’autorità sanitaria (ASL) che fornisce all’infettato un codice numerico che autorizza Immuni a trasferire i dati al sistema. Ciò assicura che nessun buontempone possa terrorizzare i suoi amici e conoscenti dichiarandosi infetto quando non lo è. Ovviamente se delle Regioni per fare dei dispettucci politici boicottano il sistema facendo sapere che non ritengono il programma valido o non fornendo i codici di verifica per l’invio dei dati c’è poco da fare …

La posizione di alcune Regioni, che tendono a scegliere strade autonome per reagire alla situazione, aumenta la diffidenza verso questo presidio non decisivo ma comunque utile.

Una nuova argomentazione contro l’uso di Immuni è il pericolo che il numero degli allarmi diffusi dal programma sia eccessivo rispetto alla capacità del sistema di eseguire i tamponi rapidamente. Se, per ipotesi, non ci fossero tamponi a disposizione né rapidi né molecolari ugualmente un più accurato isolamento degli individui segnalati sarebbe comunque utile e capace di ridurre la velocità di propagazione del virus e quindi scongiurare un lockdown generalizzato. Avere 100.000 o 200.000 cittadini che per quindici giorni si isolano volontariamente non è la stessa cosa che avere sessantamilioni di reclusi in casa.

Finora Immuni ha diramato solo 10.000 notifiche ma sono solo 8.000.000 coloro che lo usano.

3 risposte a "Diffidenza verso Immuni, commenti"

  1. caro Raimondo, grazie della spiegazione esauriente e anche della ri-pubblicazione.
    hai spiegato bene perché non può essere il singolo a immettere nel sistema la dichiarazione di positività al virus, per il rischio di abusi, vuoi stupidi, vuoi anche no.
    ma rimane inesplicabile come mai invece il singolo non abbia l’OBBLIGO giuridico di comunicarla, assieme al sistema sanitario che la verifica e che svolge comunque una funzione pubblica di controllo e di tutela della salute di tutti..
    il male devastante che uccide l’Italia è l’iper-tutela della anarchica libertà individuale di fare il cavolo che si vuole.
    in un contesto culturale come questo, Immuni è un generoso sforzo frustrato di fare qualcosa di utile – se vuoi vederla nel lato positivo – oppure una foglia di fico ampiamente inutilizzata, per dimostrare che si è fatto qualcosa e poi lasciare che il caos avanzi: e in questo caso il caos si chiama epidemia e morti.
    nonostante questo, continuerò a tenerla accesa; vivo nella regione più colpita – anche se piuttosto isolato – e chissà che una qualche notifica prima o poi non arrivi anche a me; ma spererei di non dovere arrivare a questo per sapere che Immuni funziona anche in Lombardia
    grazie ancora e a presto!

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