Eventi prevedibili

Questa mattina mio fratello mi invia questo messagio

Sottopongo alla tua competenza matematica il seguente ragionamento.

Popolazione italiana: 60.000.000
Numero di morti all’anno per malattie del sistema circolatorio: 230.000
Numero di morti al giorno per malattie del sistema circolatorio: 630
Numero di vaccinati al giorno (in prospettiva): 500.000
Rapporto fra vaccinati al giorno e totale della popolazione: 0,83%
Numero di morti al giorno per malattie del sistema circolatorio tra i vaccinati (0,83% x 630): 5,25
Il 50% moriranno prima di assumere il vaccino per cui si erano prenotati e il 50% moriranno dopo arrivando così a 2,60 morti al giorno dopo la somministrazione del vaccino
.

Ti torna questo ragionamento?

Perfetto, gli ho risposto, ma forse non è così semplice, le cose non sono così schematiche e rigide. Il tuo esempio serve a capire come ragionano coloro che devono verificare se c’è una relazione causale tra il vaccino e certi eventi estremi. Quei valori che hai calcolato sono stime puntuali, previsioni che danno un’idea di massima che non si realizzeranno giorno per giorno ma in media con degli scostamenti casuali. Media e varianza di questa grandezza, i decessi per infarto, su una sequenza abbastanza lunga per esempio su un mese o due mesi saranno parametri che si discostano percentualmente molto poco dai valori empiricamente osservati. Quali scostamenti giornalieri dalla previsione media fanno scattare l’allarme e quali sono eventi del tutto casuali? Per questo nel caso di questi nuovi vaccini come anche per tutti i farmaci recenti vige una forma di controllo sistematico chiamato farmacosorveglianza che classifica e conta tutti gli eventi che superano soglie di accettabilità statisticamente definite.

E’ noto il caso dell’infermiera che procurava una buona morte ai vecchietti nella sua struttura e che fu scoperta perché le statistiche dei decessi nella sua struttura erano fuori controllo superiori alle medie riscontrate naturalmente in strutture analoghe.

Quindi per sapere se le trombosi cerebrali dipendano dall’inoculazione del vaccino occorre fare il calcolo che ha fatto mio fratello, quante trombosi si hanno percentualmente tra coloro che non sono vaccinati? Queste le possiamo assumere come naturali ma le dovremmo calcolare su un lasso di tempo di 15 giorni visto che alcune casi sono emersi dopo circa 15 giorni dalla somministrazione? I casi osservati rientrano nell’intervallo di casi prevedibile dalle statistiche del passato?

Come al solito i miei ragionamenti sono semplicistici e mi piacerebbe che ci fosse un contraddittorio per smentirli, penso però che possano aiutare i miei lettori a riflettere e a capire meglio la complessità della situazione in cui ci troviamo.

Visto che ci siamo, continuo nella mia riflessione statistica. E’ molto probabile che se osservassimo il numero dei decessi per infarto nei tre giorni successivi alla puntura (dico tre per fare un esempio) potremmo trovare che in effetti la media non è quella calcolata da mio fratello ma leggermente più alta. Ovviamente se stiamo vaccinando i settantenni e i docenti cinquantenni dovremo prendere in considerazione i tassi di mortalità per problemi cardiocircolatori di quella classe di età o di quella professione per avere una stima della previsione più attendibile, ma potrebbe anche accadere che lo stress psicologico della scelta di fare il vaccino, l’emozione di una procedura pubblica solenne possa giocare brutti scherzi e che su mezzo milione di persone che lo stesso giorno sono sottoposti allo stesso stress ce ne possano essere due o tre che anticipano di qualche giorno un evento che era lì lì per accadere e quindi non ne osservo 2,60 x 3 ma di più … Allora possiamo monitorare il fenomeno limitandoci a contare i casi o occorre studiare anche i singoli casi magari con l’autopsia per capire se ci sono stati fattori scatenanti riconoscibili e legati alla sostanza che è stata iniettata? Forse è anche per questo che gli ambienti in cui avvengono le vaccinazioni sono curati per essere accoglienti distensivi, sereni, forse anche per questo si è scelto un fiore, una primula, per rappresentare la campagna vaccinale. Forse anche per questo in altri paesi si vaccina davanti ai bar e si ottiene in omaggio uno snack per rallegrare la compagnia.

Insomma è facile capire che la questione è molto complessa e delicata e non invidio chi deve gestirla.

Oggi il CTS è stato rinnovato con una riduzione del numero dei componenti in particolare dell’area clinica con un potenziamento delle competenze matematico statistiche. Occorre ridurre i contagi e programmare interventi per mettere in sicurezza le classi di età più esposte alle conseguenze gravi. Per le cure cliniche non serve un CTS nazionale ma deve funzionare la normalità della prassi medica e della ricerca accademica.



Categorie:Vaccini

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5 replies

  1. Strano che tuofratello non ti abbia anche fornito i fati di morti perfumo, alcool e incidenti stradali. Sono una bella fetta di popolazione a cui nessuno mai pensa 😒

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  2. Non tutti hanno capito la differenza fra “post hoc” e “propter hoc”.

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