La tecnica tra utopie e distopie

Ho finito di leggere in questi giorni un volumetto di Mario Fierli dal titolo La Tecnica fra utopie e distopie. Percorsi attraversi il tempo. Da Bacone alla fantascienza. Fierli è un carissimo amico del quale racconto in vari miei post e dopo la lettura di questo libro mi sono reso conto che è stato ed è un fratello maggiore che ha molto inciso sulla mia formazione e sulla mia cultura.

Quindi questa non è una recensione classicamente intesa ma una vera promozione senza fini di lucro per un testo che considero prezioso per molti potenziali lettori.

Prima osservazione: la veste grafica ed editoriale fin troppo spartana e austera non rende giustizia ad un testo ricco ed articolato che non è un saggio accademico paludato ma nemmeno un libro autoprodotto da un pensionato. Ad esempio la parte iconografica ridotta a piccole immagini in bianco e nero se avesse avuto più spazio avrebbe potuto dare al testo una leggibilità diversa sollecitando il lettore a immergersi in un viaggio affascinante in cui ragionamento, ricordo, sentimento, godimento estetico e letterario, accesso all’arte si fondono continuamente.

Per me, che conosco l’autore da quasi cinquant’anni, i contenuti del libro risultano in larga parte familiari, ma la ricostruzione sistematica lungo un percorso storico ripropone in modo più approfondito tanti spunti di riflessione che abbiamo condiviso in mille occasioni in cui abbiamo lavorato assieme per la scuola e a scuola. Sono certo che molte risonanze ci possano essere anche con altri docenti impegnati sia nell’area tecnico scientifica sia nell’area più classicamente culturale. Non conosco abbastanza gli attuali docenti quaranta – cinquantenni, temo che non abbiano goduto delle nostre stesse opportunità politico-culturali ma sono certo che condividano la stessa sensibilità per sentirsi provocati a percorrere riflessioni e letture non strettamente disciplinari. Infatti il testo può essere visto come una antologia che provoca il lettore ad accedere a testi poco conosciuti ma comunque godibili.

Penso che anche giovani che sono ancora nelle classi della scuola secondaria potrebbero trarre beneficio dalla lettura di questo testo che non è un percorso didattico né una tesina per gli esami ma un contesto in cui possono ricapitolare alcune conoscenze ed alcune esperienze scolastiche inserendole in un vasto orizzonte culturale che li potrebbe stimolare a pensare alla loro realtà e alle vicende di questi tempi.

Proprio il contesto in cui siamo immersi rende il libro attualissimo. Il libro esce in un momento in cui sembra essere cambiato il vento della storia e le certezze di molti di noi ‘positivisti’ più o meno consapevoli sono messe in dubbio dagli effetti del predominio dello sviluppo della scienza in forme imprevedibili solo qualche decennio fa. Di questi giorni i dibattiti sul ruolo dei vaccini per difenderci dal virus ma anche la nuova consapevolezza dei rischi di una globalizzazione dell’informazione e di una crescita demografica e dei consumi potenzialmente catastrofica. Il libro, nel riproporre testi che nel tempo hanno dato voce alla inquietudine umana circa gli effetti imprevedibili delle proprie scelte, consente di riflettere e di contrastare la deriva oscurantista che, speculando sulla paura e sull’ignoranza, cerca di costruire un nuovo potere.



Categorie:Libri letti

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