Danni permanenti

Se per troppo tempo si abbandona il proprio blog poi è difficile ricominciare a scrivere  se troppe cose stanno accadendo simultaneamente come succede alle frane in cui rotola giù di tutto e non c’è nulla che possa resistere all’impeto di un disastro annunciato ma mai realmente contrastato.

Confesso, sentendomene colpevole, che il decreto sicurezza che è approvato dal Parlamento in queste ore.

Non lo conosco ma i dettagli che stanno emergendo in queste ore sono raggelanti: la tassa sulle rimesse dei lavoratori stranieri è qualcosa di disumano, razzista e stupido, aberrante se si pensa che parallelamente si vogliono detassare i redditi più alti. Cari stranieri lavorate in nero, mettete i vostri risparmi in una scatola di cartone e inviateli direttamente ai vostri parenti senza passare dai money transfer, imparate dai trafficanti di droga se volete eludere questi balzelli. 

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Il potere dei vecchi cialtroni

Come è stato possibile? se lo chiederanno i nostri posteri tra una ventina di anni. Come abbiamo potuto perdere il lume della ragione, i lumi della ragione? e sì che ora l’informazione e le notizie sono alla portata del nostro telefonino, possiamo sapere tutto su tutto senza filtri. L’istruzione è obbligatoria e gratuita per tutti fino alla maturità e questa nostra società sembra regredire nel pregiudizio, nella superstizione nel fideismo più bieco. Un società mediamente istruita sembra essere piombata nella cialtroneria più radicale. Un miraggio ci è stato presentato ma si basava su una illusione ottica.

L’illusione ottica principale, la balla di tutte le balle è che i giovani sono al potere, che questo governo li rappresenta, che rappresenta il popolo meno ricco, più svantaggiato, più precario.  

Il potere è saldamente in mano ai vecchi.

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Il disordine

Ho finito di leggere un libro sulla storia recente che vorrei segnalare.

Questo è l’incipit.

L’età del disordine è un tempo dominato dalla paura, che è figlia dell’ignoranza. Ci sembra di vivere in balia del caos. La globalizzazione è divenuta per molti un incubo: robot che sostituiscono operai, stabilimenti che si trasferiscono in Serbia o in Cina, crisi finanziarie a ripetizione, ondate di immigrati che affluiscono alle frontiere, attentati terroristici. Questo libro è un tentativo di trovare un ordine in tutto ciò, a partire dai cinque anni che aprono questa nuova era: 1968-1973.

E questa è un’altra citazione che mette in dubbio la vulgata attuale sul debito pubblico.

La crisi del 1973 venne affrontata dai governi a guida democristiana con un’espansione della spesa pubblica, che compensava l’assenza di riforme. Tra il 1975 e il 1980 quella per pensioni, assegni familiari e indennità della «Cassa integrazione» per lavoratori sospesi dal lavoro crebbe di quasi tre volte. Ne conseguì l’inizio di un’espansione del debito pubblico con l’emissione di Buoni ordinari del tesoro (Bot) a rendimenti molto convenienti, che fece salire la spesa per interessi dal 5% al 14% delle uscite statali. Ciò nonostante dal 1975 al 1985 il tasso di disoccupazione salì dal 6% al 10%.

Materia di riflessione per noi superstiti del ’68 e per i nostri figli.

Un mese fa

Questo era un post che avevo preparato il 30 agosto scorso e che non avevo pubblicato per non sembrare il solito allarmista apocalittico.

Ritrovato dopo un mese, mi sembra una previsione ragionevole, purtroppo.

Si avvicina il redde rationem economico, basterà il declassamento delle valutazioni delle principali agenzie di rating per far precipitare la nostra situazione finanziaria. Se i BTP saranno classificati alla stregua di titoli ad alto rischio non potranno essere acquistati dalla BCE né dai fondi pensione di tutto il mondo. Finita la pacchia degli italiani. Di tutti, caro Salvini, non solo degli immigrati.

Lo Stato nel 2019 deve rinnovare circa 400 miliardi di titoli di debito e se il mercato non compra o non rinnova mancheranno soldi per pagare alcunché dagli stipendi degli statali, parastatali e simili alle pensioni.

Allora si esce dal mercato e si va con il cappello in mano dalle istituzioni internazionali, banca mondiale, fondo monetario, BCE, Pechino, Russia, per contrattare finanziamenti ad hoc e questi verranno concessi a condizioni molto precise, le stesse che la banca mondiale ha imposto alla Grecia o ai tanti paesi che sono andati in default.

Dimenticavo, ci sono fior di economisti imbecilli che la soluzione ce l’hanno: uscire dall’euro, stampare moneta italiana e con questa pagare petrolio, gas, manufatti, pensioni, stipendi …. meglio non pensarci, l’Argentina è vicina.