Elogio dell’incompetenza

Forse sono stato troppo severo nel giudicare la decisione di Zingaretti di mettere la sua faccia sulla sospensione della captazione dell’acqua del lago di Bracciano. Oggi leggo sulla rete un bell’articolo sulla situazione del lago che consiglio di leggere, in cui si spiega molto bene quali sono i rischi concreti di una atrofizzazione del lago a causa della diminuzione della superficie del fondo in cui vivono alghe che mantengono in equilibrio la qualità nell’acqua.

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La parola alle élite

Ho finito di leggere in questi giorni due libri divulgativi ma seri, gli autori appartengono a quelle élite che normalmente sono detestate  dal popolino vociante.

Giunta e Rossi, il primo docente universitario di politica economica il secondo direttore generale dell Banca d’Italia, hanno analizzato a fondo la struttura economica del nostro paese cercando le ragioni dell’inerzia attuale, del rischio di declassamento delle nostre capacità produttive residue. Il testo è complesso e molto ricco di dati ed analisi, rispetto alla vulgata giornalistica prevalente rischiara un po l’orizzonte ma contemporaneamente fa capire quali rischi stiamo correndo se assumessimo posizioni estremistiche e vuotamente populiste.

Ho imparato da questa lettura molte cose, soprattutto ho capito meglio certi dibattiti economici che al nostro livello di privati cittadini arrivano grossolanamente deformati.

Il contenuto del libro e la risposta alla domanda del titolo si può forse riassumere con il seguente grafico:

Nella Catena Globale del Valore, quella che consente di produrre e di vendere a clienti ovunque nel mondo beni e servizi, l’Italia riesce a competere ancora nell’area della produzione e molto meno negli altri ambiti che stanno a monte e a valle. Si parla ovviamente di mercato globale. Il grafico mostra come le attività tangibili della produzione sono quelle che producono meno valore aggiunto unitario che invece è più alto a monte e a valle  per R&S e Servizi post vendita.

Enrico Letta è ben conosciuto anche se ormai lavora a Parigi ed è cittadino del mondo. Il suo è un libro denso e meditato pur essendo  redatto in forma di intervista. L’obiettivo è molto chiaro, riflettere sul destino dell’Europa in questo momento in cui i venti e le maree della storia ci consegnano miseria e problemi. Anche da questo volume cito un grafico, l’unico del libro.

La corsa del debito pubblico è stata anteriore all’entrata in vigore dell’Euro.

La visione di Letta è interessante e culturalmente profonda certamente serena e matura. Sono andato a comprare il libro di Letta arrivato a un certo punto della lettura del libro di economia perché i rimandi ai vincoli delle istituzioni europee e alla politica più in generale erano continui ed in effetti i due libri si integrano per stile espositivo, rigorosi ma comprensibili, e per visione d’insieme. Qualcuno malignamente direbbe stessa consorteria.

Stufo di ascoltare le castronerie giornalistiche dei nostri commentatori televisivi e le fesserie di molti  politici nostrani, mi sono concesso una sana lettura su cui è possibile riflettere e dissentire senza arrabbiarsi. Ve li consiglio non sotto l’ombrellone ma in qualche pomeriggio sotto la frescura di un faggio frondoso.

Ci fanno o ci sono?

Spesso mi chiedo se ci fanno o ci sono. Reputavo Zingaretti un buon politico e penso che abbia amministrato bene la regione Lazio, ma ieri ho cominciato a dubitare seriamente.

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Da settimane il problema dell’approvvigionamento idrico di Roma e dintorni occupa le cronache anche a livello nazionale. La siccità è una cosa molto seria, il primo effetto più evidente dei cambiamenti climatici che ci sovrastano.

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Onore al merito

Qualche post fa me la sono presa con l’Agenzia delle entrate sostenendo che il suo sito è un intrico inestricabile in parte perché non è fatto bene in parte perché la normativa fiscale è una giungla incomprensibile in cui nel tempo si accumulano disposizioni e norme a volte contraddittorie. In effetti la difficoltà sta anche nella predisposizione di strumenti informatici adatti sia a un monoreddito sia a una impresa multinazionale.

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Confusione riformista

Questa è la terza riflessione dedicata alla confusione. Partendo dalla confusione emotiva dell’anziano che passeggia per le strade del proprio quartiere e prova le contraddizioni tra le proprie migliori convinzioni e la realtà che in ogni istante fa sentire la sua puzza e la sua bruttezza, ho raccontato l‘avventura di un ex preside alle prese con la dichiarazione dei redditi on line, ex preside che constata quanto siano farraginose e mal fatte le pagine elettroniche che l’amministrazione dello Stato frappone tra sé e il cittadino. Concludevo il secondo post con la questione degli 80 euro concessi e poi ripresi a seconda che ci si trovi sopra o sotto certe soglie arbitrariamente assunte dal legislatore.

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Immigrazione, le sortite di Renzi e l’immobilismo a sinistra

Da leggere

Il blog

 

-di ANTONIO MAGLIE-

Matteo Renzi riesce ad aver torto anche quando potrebbe avere ragione. Le sua nuova linea politica sulle migrazioni (“numero chiuso”, “aiutiamoli a casa”, “più soldi alla cooperazione) soffrono di due malanni: superficialità e strumentalità. Superficialità perché quelle parole d’ordine sono state usate e abusate dalla destra (più moderata e più reazionaria) svelando una sola realtà: quelle scelte non producono risultati, non bloccano i flussi. La strumentalità, invece, è evidentemente legata al fatto che questa nuova “posizione” è il prodotto dei risultati elettorali, soprattutto quelli di alcune grandi città. Il fatto è che “aiutarli a casa loro” ha poco senso se non prendiamo atto che alla base di queste ondate migratorie vi sono soprattutto problemi economici figli di squilibri alimentati dall’Occidente ricco, anzi opulento. “Aiutarli a casa” equivale a dire che dobbiamo produrre un bel taglio sulla nostra ricchezza (come dice chiaramente Papa Francesco) favorendo, così, una…

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