Paradossi, contraddizioni e metafore

Se potessi parlare con il presidente Mattarella, che penso sia immerso in dilemmi gravi in completa solitudine, che ormai dovrebbe aver chiaro che i due nomi su cui il paese è bloccato da due mesi sono incapaci di coagulare intorno a sé una maggioranza, che cerca un nome di una personalità abbastanza capace ma non troppo colorata per essere gradita almeno all’80 % del Parlamento, se potessi consigliarlo gli direi di cercare tra i presidi di scuola che abbiano almeno 10 anni di esperienza e che non abbiano più di 55 anni. Io non sono papabile.

Serve un non politico, una persona che conosca i principi del funzionamento della macchina dello Stato, che abbia una visione del futuro sopratutto dei giovani, che abbia sensibilità e leadership personale per orientare e dirigere una comunità, quella di un gruppo di esperti e competenti da mettere a capo dei vari ministeri per il tempo necessario a consentire alle forze politiche di tornare alle elezioni, cioè per l’intera legislatura. Paradosso? Provocazione da blog?

Certamente lo è ma ormai ci siamo abituati agli ossimori nel linguaggio, ai paradossi delle proposte, alle contraddizioni delle scelte, alle metafore poetiche nell’eloquio.

Potrei fare una lunghissima lista ma non voglio ammorbare nessuno, mi limito a qualche esempio nel prossimo post.

Clima elettorale 2018 5

Continuo la mia revisione delle idee che avevo proposto per le elezioni del 2013.

L’emergenza derivante dall’accresciuto numero di anziani inattivi o bisognosi di cure personali rimane tale, anzi possiamo pensare che si sia aggravata. Quanto scrivevo nel post Anziani  rimane integralmente valido. Molto poco è stato fatto in questa legislatura, anzi la situazione è forse peggiorata poiché poco è stato fatto per l’integrazione delle famiglie giovani che sono immigrate e si è ulteriormente lacerato il patto di solidarietà tra la popolazione attiva e produttiva e quella che non lavora più o è bisognosa di cure mediche e personali particolarmente onerose. Si può dire che la questione è stata rimossa dai dibattiti sui redditi di cittadinanza e sui vitalizi. E’ senso comune pensare che i giovani non avranno una pensione per cui sono autorizzati ad eludere ogni forma di accumulazione in vista della vecchiaia. Molte posizioni xenofobe e razziste che vorrebbero ributtare a mare tutti i non italiani non tengono conto che non solo l’industria italiana ne sarebbe danneggiata ma anche la stessa società civile in cui vecchi soli e abbandonati saranno la caratteristica di molti quartieri nei prossimi decenni. Se rileggete la proposta di quel post troverete che nemmeno il nuovo diritto di famiglia ha recepito la possibilità di aggregazioni  tra individui che costituiscano nuove famiglie con lo scopo preminente di condividere i rigori della vecchiaia.

Nel post sui Voucher   sostenevo che la flessibilizzazione ulteriore dei rapporti di lavoro potesse consentire l’emersione più diffusa dal nero e dall’evasione contributiva. Durante la legislatura è stato malamente liberalizzato il ricorso ai voucher con l’effetto che le aziende li hanno utilizzati in modo improprio per evitare la contrattualizzazione dei rapporti di lavoro. Vi è stata una fase convulsa in cui venendo incontro a una forte richiesta sindacale e per evitare un referendum abrogativo sono stati aboliti dal governo Gentiloni e riintrodotti dallo stesso per il 2018 sotto forma di minicontratti di lavoro occasionale gestiti e liquidati direttamente dall’INPS. Tutto il contrario di quanto auspicavo nel mio post di cinque anni fa: il nuovo sistema è farragginoso pieno di regole e di multe per cui un normale cittadino che abbia bisogno di vuotare una cantina o di far dare delle ripetizioni di latino al figlio deve andare dal commercialista o pagare cash in nero e festa finita. Rimane se si vuole ripartire nella crescita economica la necessità di semplificare realmente le procedure, di far sì che tutte le norme fiscali e previdenziali siano facilmente comprensibili e gestibili da un cittadino di media cultura. Il rischio è che si aggravi l’intermediazione tra le attività economiche di ogni tipo e il moloch del fisco e della previdenza.

Non aggiungo nulla alla proposta sull’uso della Moneta elettronica , proponevo l’uso diffuso di pagamenti elettronici per il tracciamento e la riduzione dell’evasione fiscale. In questi cinque anni tanti eventi hanno alimentato la diffidenza dei cittadini nei confronti delle banche per cui temo che il fruscio delle banconote da conservare sotto il materasso ci ha riportato indietro di parecchi decenni. Aumentano gli esercizi commerciali che preferiscono e premiano le soluzioni cash. Le proposte che facevo in quel post rimangono valide. Soprattutto appare ora ancora più urgente combattere anche in questo modo l’evasione fiscale e l’economia illegale che come un cancro ormai incistato ovunque ipoteca le possibilità di sviluppo della nostra società.

Clima elettorale 2018 3

Continuo ad analizzare sistematicamente i punti programmatici che cinque anni fa avevo inserito nell’agenda RB per vedere se e in che misura possono essere ancora validi nelle situazione attuale in vista della prossima campagna elettorale. E’ un gioco, me ne rendo conto, ma non costa nulla e serve a me per appuntarmi a futura memoria come la penso ora sul da farsi.

Nei due post Patrimoniale 1  e Patrimoniale 2   avevo approfondito la questione della riduzione del debito pubblico prevista dal recepimento in Costituzione del Fiscal Compact° fatto durante il governo Monti.

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Clima elettorale 2018

Il bello di un blog personale sta nella possibilità di rileggersi a distanza di tempo per poter riflettere meglio in base all’esperienza e per poter verificare in che misura la nostra soggettività si adatta alle circostanze e alle attese. Rileggere i vecchi post consente inoltre di rinfrescare la memoria in un momento in cui sembra che la memoria collettiva e personale stia evaporando sotto le ventate nichiliste dei mass media che diffondono solo paura e sconcerto.

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