Un libro scritto per la Francia che parla anche dell’Italia: Christophe GUILLUY, “Le crépuscule de la France d’en haut”

Come al solito ribloggo ciò che avrei voluto scrivere io, per fortuna ho amici più colti di me!

il blog di claudio salone

[pubblicato anche su http://www.insightweb.it]

Il libro di Guilluy ha innanzi tutto il pregio di essere stato scritto da un geografo, un tipo di intellettuale ormai raro in Italia.[1] L’ancoraggio geografico al territorio e alle popolazioni ha fornito all’ A. una prospettiva di analisi diversa rispetto alle interpretazioni più propriamente politico-economiche dei dati sulla nostra attuale realtà.

La nuova metropoli mondializzata: la patria della nuova borghesia

Le prime parole del primo capitolo sono: “Tornano le cittadelle medievali”. In queste nuove roccaforti vive una nuova borghesia, che si caratterizza per la sua inclinazione verso l’open society, la mescolanza sociale e l’eguaglianza dei diritti individuali. Si potrebbe dire verso il politically correct.[2] Questa vernice progressista nasconde in verità un feroce meccanismo di esclusione, secondo uno schema tipico del vincente modello nord-americano: massima ampiezza dei diritti individuali, tradotta nella massima diseguaglianza in seno alla società.[3] Dunque un progressismo senza progresso…

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Blasfemia!

Mi è venuta in mente questa parola quando ho sentito l’intervista di Grillo sulla 7 in cui insinuava che forse Veronesi faceva gli affari della sua fondazione quando raccomandava i controlli mammografici per le donne. Abbiamo reagito subito, Lucilla ha esclamato, bravo! così aumenteranno le donne morte ammazzate dal cancro al seno! Blasfemia, ho pensato.

Non ero certo che fosse il termine giusto così sono andato a controllare sul dizionario: blasfemia = attacco dissacratorio. Il termine è appropriato.

Continuando a riflettere ho pensato che molte delle cose grilline sono blasfemia pura, attacchi dissacratori a icone, consuetudini, valori, personaggi, sicurezze, totem per cui vive e di cui si alimenta una società coesa e stabile.

Fece un comizio dissacratorio a piazza San Giovanni rivendicando l’occupazione di una piazza che da sempre è appannaggio della sinistra e del sindacato. Ora, visto che le piazze non rispondono più come due anni fa, propone altre bestemmie, altre blasfemie: il percorso tra Perugia e Assisi che nel nostro immaginario è associato alla marcia della pace è occupato da una manifestazione su una rivendicazione economica che assume così, arrivati ad Assisi, la connotazione di una grande opera buona. Qualcuno, sempre dissacrando indossa magliette in cui Beppe diventa un nuovo San Francesco che può ammansire il lupo.

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Potrei fare un lungo elenco di atti che hanno lo stesso valore, piccole e grandi bestemmie che demoliscono qualsiasi icona: tutti ladri, tutti disonesti, tutti incapaci, tutti immorali. Solo il maestro e i suoi più fedeli discepoli difendono il povero, riscattano l’umile, salvano il popolo.

Ma di maestri dissacratori in giro in questo momento ce ne sono vari, non ultimo quel Mattia il gradasso che ha assunto il comando e il governo della cittadella assediata. Molti idoli sono miseramente caduti o invecchiati, a cosa si può aggrappare il popolo? Lasciamolo sognare, estendendo una pensioncina provvisoria (massimo tre anni) ai giovani disperati la cittadella potrà tornare ai suoi antichi splendori.

Ma la più grossa bestemmia, la più grossa provocazione, la più grave mistificazione sta nell’atteggiamento preoccupato, paternalista, benevolo, suadente assunto del milionario Beppe Grillo che a braccetto con il suo socio in affari si fa paladino e difensore dei destini dei giovani che non trovano lavoro. Un misto di socialismo cattocomunista. Propone la bestemmia-slogan più grossa della giornata, ( e qui rincorre Mattia il gradasso e Crozza). Il reddito per il lavoro non più il lavoro per il reddito. 

Carina la battuta! Ma lo dico a tutti coloro che rischiano di cadere nel tranello anche a Civati che si è innamorato dell’idea del reddito di cittadinanza. Tradotto lo slogan per me vuol dire: basta pretendere di avere un buon reddito stabile da un lavoro sicuro, è una pretesa novecentesca ormai superata, tranquilli vi diamo un reddito di 780 euro, una bella cifretta non vi pare? ma per obbligarvi a lavorare perché al terzo rifiuto di una proposta di lavoro purchessia l’assegnetto finisce. Quindi dovrete accettare quello che c’è e le 780 diventeranno uno standard per i redditi medi. Bene, così abbiamo dissacrato anche la contrattualistica nei rapporti di lavoro e ci liberiamo finalmente dei sindacati e avremo ex comici ricchi ed ex informatici di successo che penseranno a tutti noi.

Italia contendibile

Come scrivevo  qualche giorno fa, ci siamo. Il dado è tratto, Mattia il gradasso ha deciso di umiliare la sua minoranza interna, di rottamarla, di asfaltarla senza pietà ponendo al primo posto il decisionismo, l’efficienza, la sveltezza.

Il Parlamento prono al volere del capo ha votato e l’Italicum è legge. Inutile sperare nell’intervento del presidente Mattarella, non è nei suoi poteri annullare una legge regolarmente votata dal Parlamento, può solo rinviarla alla Camere che sono sovrane e confermeranno la loro decisione, lo possono fare i cittadini con un referendum, ma ce li vedete i vostri concittadini accalorarsi per quisquilie del genere? oppure la Corte costituzionale che però si può muovere solo se organi dello Stato previsti dalla legge avanzano un’eccezione di incostituzionalità. Insomma per un po’ avremo questa legge.

Allora caro Grillo, caro Fitto, caro Bersani, caro Civati, caro Salvini basta giocare all’opposizione che ci rasserena la coscienza e ci fa sentire buoni e giusti, la Repubblica è scalabile, anche con una rappresentanza del 20% si può ottenere per 5 anni il potere quasi assoluto. Andate dal Marchionne e fatevi spiegare come si fa ad impossessarsi della sesta multinazionale dell’auto usando   una disastrata e senescente industria automobilistica di Torino che qualche anno prima era data per spacciata. Anche un partitino potrebbe ora fare il miracolo.

Orsù potete contendere ad armi pari, non vi fate impressionare dal giovane gradasso che favoleggia grandi destini italici, anche lui ha un elettorato precario, gente insoddisfatta per vocazione, impaurita dalla crisi, ipercritica e più mobile dei quanto si creda.

Forse anche lui è stato illuso dalle consorterie mediatiche, quelle stesse che elevano agli onori degli altari ma rapidamente chiedono il conto, quelle che imbandivano sui televisori della nazione la pietanza ‘porcellino in porchetta’ tutte le sere ma che all’improvviso possono dire che fa male, meglio la ‘dieta vegana’ o la ‘polenta e osei’ o la ‘nouvelle cuisine’.

Come dice la sua portavoce parlamentare, ‘missione compiuta’ un altro pezzo importante del programma, mai discusso con i cittadini, è attuato. Legge maggioritaria, fatto, abolizione del senato, quasi fatto, Rai, semplice, nessuno ha capito e a nessuno importa molto, Berlusca, sta svendendo anche il Milan, finanziamenti facili a gogo, finalmente la BCE ha allentato i cordoni e quantitativi di euro inimmaginabili fluiscono dalle banche ai ricchi del paese, sindacati ridimensionati, sì ormai la gente ha capito che è roba da vecchi pensionati, …. 

Peccato, il mondo non subisce le botte di ottimismo del giovane gradasso, la guerra è alle porte, miseri e miserabili scappano dalle loro terre e invadono i nostri borghi quieti e così ben restaurati per la felicità dei nostri figli, il mondo disponendo ormai di una sistema nervoso efficiente e super sensibile fatto di reti che spostano capitali, idee, umori e sentimenti, evolve in modi imprevedibili, nemmeno Obama ha più potere, nemmeno gli gnomi di wall street, nemmeno il comitato centrale del partito comunista cinese. Il mondo è in mano al vecchietto che fa anticamera nel borsino della banca. (così ho cominciato a raccontare la storia di questo blog). E il gradasso pensa di aver in mano l’Italia per i prossimi dieci anni.

Peccato, nei conti del gradasso è sfuggito un particolare: i sistemi viventi hanno una capacità di preservare se stessi, la propria esistenza, si difendono, resistono se attaccati dall’esterno. La scuola e l’università come anche la cultura sono corpaccioni un pò vecchi e malandati, hanno subito le ingiurie del tempo, hanno subito gli attacchi di chi voleva risparmiare e pensava che una cura dimagrante avrebbe rimesso in piedi il vecchio organismo debilitato. Ora il gradasso capendo che quel corpaccione poteva fruttare consenso e voti, volendo spostare qualche indicatore statistico da esibire nelle riunioni internazionali, volendo risolvere d’un colpo solo quello che i suoi padri e i suoi zii non sono riusciti a aggiustare in passato, immagina che con tre miliarducci sistema la scuola, edifici nuovi, giovani precari stabilizzati, più risorse per tutti. A una condizione che anche nella scuola si adotti la medicina che lo Stato e la società stanno ingoiando: un sano decisionismo, l’efficienza del manager ispirato e fascinoso, la disciplina di chi risponde di ciò che ha fatto e prodotto. Insomma autonomia sì ma presidi sindaci, navigatori, allenatori …. renzuccini.

Oggi vedremo che succede.

Ma torniamo a Grillo & Company. Tutti lo danno come il più accreditato come secondo contendente, sì perché il gradasso non può sperare di rinnovare il botto del 40%. Ora Grillo, ma l’aveva capito già da mesi, sa che potrebbe veramente vincere, che se solo mettesse in piedi una squadra di governo credibile, se solo dicesse chiaramente quel che vuol fare potrebbe vincere. L’effetto Pizzarotti potrebbe rifunzionare.

Ma ciò che è vero per Grillo è vero anche per Bersani & Company. Potrebbe racimolare un consenso del 20% anche lui dovrebbe avere una squadra credibile, un programma condivisibile, ma lui come leader ormai non è più credibile, altri volti sono necessari¹. Questo è l’azzardo del gradasso, i suoi avversari sono consumati dal potere, non sono credibili. Per quanto tempo anche lui resisterà, per quanto la sua immagine paffuta e potente ci affascinerà? qui sta il suo coraggio e la sua scommessa.

Dove sta il guaio? questa non è la medicina che ci serve, è metadone, come dice Letta, ma se vorremo uscire dalla droga dovremo ricostruire seriamente la nostra identità, rappacificarci con la realtà, pagare qualche prezzo e accettare il dolore della vita.

Nella cittadella assediata Mattia il gradasso aveva abbattuto le mura di difesa …

PS del 6 maggio

Ieri sera Scalfari ha cominciato a rispondere alla mia domanda lanciando la candidatura di Pisapia. Magari!