Le elezioni comunali italiane, legislative francesi e inglesi

Lascio a chi lo fa per professione il compito di analizzare e commentare i tanti scossoni che il panorama elettorale internazionale e nazionale ci propone.

Sulle elezioni comunali mi sono riletto le quattro riflessioni che più di un mese fa  avevo scritto su Blog, Comunità, Partiti, Movimenti e Social.

Il Movimento politico che ha fondato la sua crescita e la sua vita sulle relazioni della rete è quello di Grillo, gli scandaletti e i problemi che stanno emergendo (comunarie di Genova, ruolo della ditta Casaleggio &C, storia delle privacy violate, qualità dei selezionati ed eletti, governabilità del movimento, coerenza tra programmi e condotte, scelte più o meno democratiche) mostrano che il potenziale positivo della rete è stato ormai del tutto sfruttato. La rete rimane ora come una massa inerziale, quasi un handicap: la rete e la sua formalizzazione ulteriore vista come vincolo per chi è dentro e come muraglia difensiva per chi vorrebbe entrare nell’attuale momento di grazia.

Sull’imprevedibilità degli esiti elettorali di sistemi eccessivamente maggioritari che danno al giovane movimento di Macron una maggioranza schiacciante in Parlamento mentre un vecchio e solido partito che pensava di cavalcare indenne un esito referendario si ritrova ora senza maggioranza a Westmister.

Siamo in mezzo a un guado storico in piena confusione, il paese più ricco e forte del mondo è guidato da un palazzinaro improbabile con un consenso reale del tutto minoritario se si contano i voti espressi, di Putin, anche lui eletto dal popolo, meglio non parlare, il numero degli arresti i questi giorni è preoccupante, l’Europa è retta da una sistema ibrido i cui livelli decisionali sono spesso lontani dall’esercizio del mandato politico espresso dai cittadini.

Noi ci troviamo intanto a dover scegliere una nuova legge elettorale rispettosa del volere dei cittadini ma anche efficiente in grado di vagliare una classe politica che sappia navigare in un mare che certamente sarà tempestoso. Dopo il precipitoso fallimento del recente tentativo di adottare una legge simil germanica, cioè proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 5%, Renzi ha detto che vorrà dire che si vota con le leggi esistenti. Cosa questo voglia dire non mi è chiaro ma francamente non mi va di mettermi a studiare. Aspetto il post di Bortocal che sicuramente starà studiando. Detto fatto Bartocal ha scritto un bel post sull’argomento.

Sono andato a rileggere un vecchio post che avevo scritto sulla proposta di Speranza formulata un anno fa che mi sembra al momento la più meritevole di considerazione. Sono due pezzi che mi hanno aiutato e rientrare in argomento e che consiglio di rileggere se siete interessati a queste tematica.

Mattarellum 2.0

Mattarellum 2.0 seguito

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non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Ieri sono successe varie cose interessanti che forse dovremo tenere a mente.

La May, figura piuttosto scialba assurta agli onori delle cronache della storia per una serie di eventi casuali, non ultimo Brexit, ha pensato di sbaragliare l’opposizione sciogliendo il Parlamento ed andando a elezioni anticipate, cavalcando forse il vento favorevole che spirava da oltre oceano e cercando di solleticare l’orgoglio britannico ferito dalle richieste degli europei continentali e dalle conseguenze prevedibili ma non previste di quella scelta sconsiderata. I suoi consiglieri e i sondaggisti avranno fatto dei calcoli e hanno deciso che con il loro sistema elettorale uninominale di collegio avrebbe fatto l’en plein come ai tempi della Thatcher.

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Partita a poker

Il povero Mattia il gradasso sta toccando con mano quanto sia difficile legiferare senza la maggioranza parlamentare che Bersani e Letta gli hanno a suo tempo regalato e che tra qualche mese non avrà più. Ora è solo, deve gestire un difficile rapporto con una maggioranza allargata a tutte le principali forze dello schieramento parlamentare per far approvare una nuova legge elettorale.

Anche se è rimasto nelle retrovie visto che in parlamento non può entrare, il successo dell’operazione è decisivo per la sua sorte politica personale.  Continua a leggere

Porcate varie

Noi gufi rosiconi che abbiamo votato No al referendum non siamo mai soddisfatti, neanche questo proporzionale in salsa tedesca ci va bene. Povero Mattia il gradasso, lui cerca di accontentare il popolo, ora ha anche il consenso dei populisti e della destra e tuttavia questi vecchiacci che non vogliono farsi rottamare continuano a lamentarsi.

La cronaca di queste ore è ricca di spunti per capire la china pericolosa in cui ci siamo incamminati da tempo e le ragioni del fallimento del renzismo. Continua a leggere

Porcate

Se non ho letto male Grillo ha chiuso la bocca ai dissidenti del movimento sulla nuova legge elettorale dicendo che il modello tedesco era stato approvato dalle rete e quindi l’accordo si poteva fare senza tante storie: proporzionale con soglia di sbarramento al 5 %, candidature bloccate dai rispettivi partiti e movimenti, il movimento 5 stelle aveva le parlamentarie e quindi tutto era a posto.

Questo è un caso di scuola: se chi risponde a un quesito non sa di cosa si sta parlando le risposte non servono a niente perché possono essere interpretate come si vuole.

Dove sta la porcata: il sistema che si sta approvando somiglia solo vagamente al sistema tedesco che è poco conosciuto e che si fonda sul fatto che il numero dei deputati è variabile in base agli esiti delle votazioni uninominali di collegio con sistema maggioritario. I candidati sono individuati da primarie di partito regolate dalla legge e riservate agli iscritti. In Germania quel sistema assicura governabilità solo perché hanno ancora una sistema sostanzialmente bipolare e perché sono tedeschi.

Perché i 5 stelle dovrebbero avallare questa ipotesi proposta del PD? perché è un nuovo azzardo giocato da un pockerista che gioca un capitale non suo.

La soglia del 5% applicata in fretta e furia senza dar tempo alle formazioni minori di riorganizzarsi e ripresentarsi ai propri elettori con nuove piattaforme potrebbe eliminare a posteriori dal 15 al 20% dei voti espressi che andrebbero a favore delle forze che superano il 5%.

L’effetto sulla rappresentanza effettiva in parlamento è illustrato in questa tabella. In pratica un voto dato ad un partito che vale più del 5% considerato anche l’astensionismo vale doppio.

Spero di aver fatto bene i calcoli. Il risultato è sorprendente se confrontate la colonna della percentuale sulla popolazione e quella dei seggi assegnati. Se le cose vanno avanti così, generale disaffezione e delusione nei confronti di tutte le forze politiche, piccole minoranze potranno arrivare al governo ed imporre la loro visione delle cose. Renzi e Grillo stanno giocando a pocker con il barone di Arcore che ormai si accontenta delle briciole con un esercito dimezzato ed invecchiato.

Nel frattempo l’assedio della cittadella da parte dei creditori potrebbe tornare a turbare i sonni del popolino sempre più fiaccato e disperso.

Legge elettorale all’o.d.g.

Più di 6 anni fa scrivevo un post sul Porcellum molto attuale per capire il dibattito in corso in questi giorni. https://rbolletta.com/2012/12/10/il-porcellum/ .

Rileggerlo può servire a capire le manovre ora all’o.d.g. E per chi ha tempo e vuol tornare con la mente all’estenuante dibattito sulla questione, consiglio le 100 pagine del volumetto in pdf che raccoglie i miei post sull’argomento. Sono scritti in tempi diversi e  a volte  hanno il difetto dell’incoerenza e della ridondanza ma forse hanno anche il pregio della rivisitazione a posteriori di chiacchiere che abbiamo già tante volte fatto.