Sicilia caso a sé?

Lo sgretolamento del nostro tessuto nazionale procede senza sosta, è difficile scorgere tentativi di ricomposizione che diano speranza. Il clima, l’economia, la politica mostrano delle crepe che si allargano e non emergono personaggi capaci di riannodare le diversità e lenire i rancori e le delusioni.

Parlo del caso delle elezioni siciliane per illustrare un aspetto apparentemente secondario che però a mio parere corrode il tessuto della ragionevolezza collettiva.

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Le elezioni comunali italiane, legislative francesi e inglesi

Lascio a chi lo fa per professione il compito di analizzare e commentare i tanti scossoni che il panorama elettorale internazionale e nazionale ci propone.

Sulle elezioni comunali mi sono riletto le quattro riflessioni che più di un mese fa  avevo scritto su Blog, Comunità, Partiti, Movimenti e Social.

Il Movimento politico che ha fondato la sua crescita e la sua vita sulle relazioni della rete è quello di Grillo, gli scandaletti e i problemi che stanno emergendo (comunarie di Genova, ruolo della ditta Casaleggio &C, storia delle privacy violate, qualità dei selezionati ed eletti, governabilità del movimento, coerenza tra programmi e condotte, scelte più o meno democratiche) mostrano che il potenziale positivo della rete è stato ormai del tutto sfruttato. La rete rimane ora come una massa inerziale, quasi un handicap: la rete e la sua formalizzazione ulteriore vista come vincolo per chi è dentro e come muraglia difensiva per chi vorrebbe entrare nell’attuale momento di grazia.

Sull’imprevedibilità degli esiti elettorali di sistemi eccessivamente maggioritari che danno al giovane movimento di Macron una maggioranza schiacciante in Parlamento mentre un vecchio e solido partito che pensava di cavalcare indenne un esito referendario si ritrova ora senza maggioranza a Westmister.

Siamo in mezzo a un guado storico in piena confusione, il paese più ricco e forte del mondo è guidato da un palazzinaro improbabile con un consenso reale del tutto minoritario se si contano i voti espressi, di Putin, anche lui eletto dal popolo, meglio non parlare, il numero degli arresti i questi giorni è preoccupante, l’Europa è retta da una sistema ibrido i cui livelli decisionali sono spesso lontani dall’esercizio del mandato politico espresso dai cittadini.

Noi ci troviamo intanto a dover scegliere una nuova legge elettorale rispettosa del volere dei cittadini ma anche efficiente in grado di vagliare una classe politica che sappia navigare in un mare che certamente sarà tempestoso. Dopo il precipitoso fallimento del recente tentativo di adottare una legge simil germanica, cioè proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 5%, Renzi ha detto che vorrà dire che si vota con le leggi esistenti. Cosa questo voglia dire non mi è chiaro ma francamente non mi va di mettermi a studiare. Aspetto il post di Bortocal che sicuramente starà studiando. Detto fatto Bartocal ha scritto un bel post sull’argomento.

Sono andato a rileggere un vecchio post che avevo scritto sulla proposta di Speranza formulata un anno fa che mi sembra al momento la più meritevole di considerazione. Sono due pezzi che mi hanno aiutato e rientrare in argomento e che consiglio di rileggere se siete interessati a queste tematica.

Mattarellum 2.0

Mattarellum 2.0 seguito

non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Ieri sono successe varie cose interessanti che forse dovremo tenere a mente.

La May, figura piuttosto scialba assurta agli onori delle cronache della storia per una serie di eventi casuali, non ultimo Brexit, ha pensato di sbaragliare l’opposizione sciogliendo il Parlamento ed andando a elezioni anticipate, cavalcando forse il vento favorevole che spirava da oltre oceano e cercando di solleticare l’orgoglio britannico ferito dalle richieste degli europei continentali e dalle conseguenze prevedibili ma non previste di quella scelta sconsiderata. I suoi consiglieri e i sondaggisti avranno fatto dei calcoli e hanno deciso che con il loro sistema elettorale uninominale di collegio avrebbe fatto l’en plein come ai tempi della Thatcher.

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