Senza processo

Per strani scherzi della casualità capita che eventi rari passano accadere contemporaneamente come se ci fosse una mente superiore che li pianifica per sorprendere.

Così è capitato che nello stesso giorno il capo dei leghisti sia stato salvato dal processo con voto unanime dei pentastellati e che uno dei pentastellati che non ha i privilegi del deputato o del ministro ma semplicemente presiede un  consiglio comunale, quello della capitale, arrestato in via precauzionale in una indagine per corruzione sia stato con giustizia sommaria espulso per sempre dal movimento che lo aveva eletto.

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Prudenza e lealtà

Alle paure e al coraggio evocate da Calenda si sta contrapponendo la prudenza e la lealtà di Zingaretti, nuovo segretario eletto del PD.

Ovviamente una tempesta mediatica si sta addensando sulla figura di Zingaretti del quale moltissimi media cominciano a raccontare di tutto, vere falsità malevoli o notizie volutamente travisate per danneggiare i suoi primi passi.

Cercavo conferma della posizione di Zingaretti sulla proposta del listone unico europeista antisovranisti proposto da Calenda ed ho trovato sulla pagina di Google questa sinossi di tre titoli sulla stessa notizia.

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Il coraggio di non farsi bruciare

Nel post di ieri ho sostenuto la tesi secondo la quale la proposta di un listone antisovranisti per le elezioni europee per raccogliere il consenso di un popolo disperso nell’area del centro sinistra trova un ostacolo insuperabile nella legge elettorale che prevede l’assegnazione dei pochi seggi riservati all’Italia mediante le preferenze espresse in un sistema proporzionale con sbarramento.

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