Non ci sono paragoni

Ieri concludevo il mio post così

… Zingaretti lasci stare i problemi di immagine, in fondo Conte è più un problema per di Maio che per lui e dica concretamente quali sono i suoi punti irrinunciabili sulla finanziaria, se e come vorrebbe riformare il fisco, se e come vuole intervenire sugli investimenti … come vuol gestire l’immigrazione … specifichi i provvedimenti per i primi 100 giorni. Lasci ai 5 Stelle la responsabilità di recedere dalla trattativa sui punti programmatici e non sulla figura di Conte. E se Luigino ha aperto anche l’altro forno e cade nella trappola dell’ambizione personale di diventare presidente del consiglio lo lasci andare al suo destino, lasci che gli italiani assumano le loro responsabilità, se i borghesi moderati preferiranno la bestia che ci possiamo fare?

Intanto prenda atto che la Von der Leyen non ha i capelli turchini e che prima o poi dovremo pronunciare questa parola che fa tanto paura: PATRIMONIALE.

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Comizi e retorica

Ho seguito gran parte della diretta dal Senato sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio ed ho approfittato non solo per capire meglio la situazione politica ma anche per gustarmi le varie forme in cui un politico si esprime in una celebrazione solenne pubblica. Se avete tempo provate a rivedere qualche parte di quella ‘pantomima’ o ‘psicodramma’, di quel dibattito fatto di parole ma anche di gesti, di posture, di ammiccamenti, di ostensione di simboli.

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Ambizioni e paure, caos

Di questa crisi politica che avrà domani forse un epilogo con il discorso del presidente del consiglio Conte al Senato, ho utilizzato l’immagine del trappolone ordito contro Salvini e che successivamente ha attratto e fatto incespicare molti protagonisti della vita politica italiana, in particolare l’altro Matteo del quale ho sottolineato la comune origine mediatica presso le reti di Berlusconi.

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Opportunità da cogliere 2

esattamente cinque anni fa scrivevo queste cose che sono ancora molto attuali

Raimondo Bolletta

In questi giorni,sette anni fa, avevo appuntamento con la preside alla quale succedevo e cominciava la mia avventura da DS dopo che quella nell’Invalsi aveva avuto termine in modo deludente. Ripenso con nostalgia a quel momento carico di progetti e di speranze e alla bella esperienza di lavoro che è così iniziata. Leggo su FB con quale trepidazione e preoccupazione altri colleghi ora si accingono a prendersi in carico l’ufficio di dirigente di unistituto scolasticoin un momento certamente più difficile e gravoso. Con molto affetto e comprensione formulo i migliori auguri.

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Per non dimenticare

CIAO ANNO BELLISSIMO!

Salutiamo il Governo Conte. Soggetto per una operetta con due capibastone, un manichino e corifei.

Il “catalogo” è questo:

a) Manovra assistenziale (reddito di cittadinanza e quota 100) con miliardi spesi, che non ci possiamo permettere, a carico dei giovani e dello spread.

b) Emigrati come agenzia pubblicitaria; ne entrano più come clandestini di quelli che stanno a vagare sulle navi. Il ministro, sempre assente dalle riunioni europee per affrontare il problema: sarebbe come rinunciare a un vitalizio.

c) Tentativo di far fallire l’Unione Europea per consegnare l’Italia a Putin. Obiettivo fallito. La Lega prende i voti ma è emarginata dal Parlamento europeo, e con essa l’Italia.

d) Abolizione, giustizialista, della prescrizione dei reati, Conte (l’avvocato del popolo) dice che non si può aspettare i tempi della giustizia. La giustizia la fanno i Grillini.

e) Abolita la povertà: crescita zero tondo. Industria ferma.

f) Investimenti, opere pubbliche, olimpiadi … altri eventi, niente.

g) Indebolita la democrazia rappresentativa occidentale liberaldemocratica con il potere occulto delle “bestie” digitali produttori di fake e inquinatori del confronto civile.

Si apre un serio problema nel settore degli affari: come si potranno fare ancora “contratti” senza che i firmatari si tocchino ripetutamente, e in modo un po’ sconveniente?

C’è poi un fatto che riguarda questo humus governativo: l’introduzione della “cialtroneria” nel bagaglio culturale degli italiani al posto del berlusconismo. Ma questo al prossimo post.

Copiato da Giorgio Siena su Facebook