Riflessioni del 2013

Nulla si crea e nulla di distrugge. Se da alcuni decenni la parola d’ordine è di pagar meno tasse e di alleggerire il peso dello Stato è inevitabile che si riducano i servizi. E’ quanto è già accaduto dagli anni novanta e quanto ora sta bruscamente accadendo per effetto della crisi produttiva. Possiamo urlare al vento i nostri diritti, possiamo ‘mandare tutti a casa’ ma nessuno può creare dal nulla le risorse, a meno che non si creda ancora alla favola che stampando moneta si mangia pane.  Siamo al passaggio di una fase storica in cui abbiamo toccato i limiti dello sviluppo e molte cose della nostra vita corrente dovranno essere riviste perché siano compatibili con la sopravvivenza della specie. Una strada possibile, se non vogliamo uno Stato forte e totalitario che provvede a tutti i nostri bisogni dalla culla alla bara è una visione più comunitaria e condivisa che consenta di utilizzare collettivamente le risorse di troppo che abbiamo accumulato e che ci impicciano senza darci sicurezza e serenità. Solo così potremo vivere bene con stati più smilzi ed economici.

(un mio commento ad un vecchio post del 2013)

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