Tira e molla

Grillo ha fatto il botto e non potrà vivere di espedienti: le speranze che ha suscitato, le tensioni e i problemi che hanno mobilitato tanti attivisti, la gravità dei temi che ha toccato nella sua predicazione sono tali da rendere i suoi elettori i suoi primi giudici, e sono molto severi.

Chi di spada ferisce di spada perisce.

Lo stesso rigore che Grillo  vuole applicare nel controllo della macchina dello Stato e alla casta dei politici verrà applicato a lui e al suo movimento.

Il suo elettorato, fatto di delusi, di arrabbiati, di sognatori, di idealisti non si adatterà ad un tran tran grigio ma, essendo composto in buona parte da borghesi retrocessi dalla crisi che comunque hanno qualcosa da salvare, vorranno vedere anche dei risultati, si preoccuperanno se le azioni o le obbligazioni del papà e della vecchia zia stanno svaporando.

Insomma non solo Bersani è nelle peste, anche Grillo dovrebbe avere qualche preoccupazione circa il futuro e certamente accetterà, nei modi che avrà la fantasia di inventare, di dare un governo al paese che faccia almeno alcune delle cose che aveva promesso in campagna elettorale.

Bersani ha avuto umiltà e coraggio nel piegarsi agli eventi e sono certo che se per dare un governo occorrerà la sua testa sarà disponibile. L’ha detto due giorni dopo le elezioni: o capitano  o mozzo per lui è indifferente.

Brano tratto dal post Angeli e Demoni

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