Consigli a Zingaretti

Questi consigli sono stati pubblicati in un post del 5 marzo 2018

Non mi illudo che Zingaretti potrà essere sempre così brillante e sicuro come ora all’inizio della sua avventura, lo aspetta una sfida complicata e forse disperata. Se potessi parlargli gli direi di seguire gli stessi indirizzi che seguii quando mi trovai a dirigere una scuola grande e complessa.

Si metta al servizio delle risorse che ci sono nel suo partito, dia spazio a tutti anche ai suoi oppositori, attutisca gli scontri affinché nessuno si senta escluso e nessuno se ne vada, promuova sempre un dibattito vero che sia una ricerca onesta per trovare le soluzioni migliori, valorizzi le risorse decentrate fino all’ultimo circolo. Dica subito nel giorno dell’investitura che vuole modificare l’articolo dello statuto che prevede che il segretario sia il candidato presidente del consiglio, è il guaio che fu all’origine del fallimento della segreteria di Renzi.

Lasci stare i 5 stelle, non li insegua né li blandisca né li combatta, risponderà se e quando si presenteranno per avere i voti dei democratici per governare e deciderà sui punti concreti senza pregiudiziali come fa ora sulla TAV. Intanto confermi che non voterà a favore di quest’aborto del reddito di cittadinanza. Difenda con chiarezza il REI e lasci stare il reddito cittadinanza, non lo vogliono nemmeno i giovani, quelli valenti con le palle e con le competenze.

Affronti con serenità e guardandoli negli occhi le posizioni di Renzi e Calenda. Sono due grandi risorse, nel bene e nel male, fare chiarezza e accogliere ciò che questi intendono portare in dote al partito è una questione vitale a breve nelle elezioni europee.

Si studi a fondo i vari sistemi elettorali che usiamo nelle varie consultazioni e nei vari livelli in cui si articola la Repubblica e l’Europa. Dai sistemi elettorali derivano delle decisive conseguenze a livello di gestione del partito e delle alleanze. Anteponga l’ingegneria istituzionale e l’astuzia del manager all’affermazione di principi ideali che spesso non trovano riscontri nella realtà. Per essere più chiaro, è molto difficile costruire liste unitarie di forze eterogenee in un sistema elettorale proporzionale puro con le preferenze come quello delle europee.

Infine lavori celermente ad una revisione organizzativa del partito che preveda veri filtri per selezionare il personale politico che viene presentato nelle liste, sia previsto un esplicito cursus honorum che eviti l’arrivo di giovani inesperti e incompetenti ai più alti livelli della rappresentanza politica solo perché sono fotogenici come anche di estranei alla politica attiva per il solo fatto di aver occupato pagine di cronaca per mesi.

Si doti di un comitato di gestione delle presenze PD dei vari talk show, analizzi e valuti le singole prestazioni in televisione per garantire una immagine fedele di ciò che il partito pensa e fa attraverso i suoi organi formali. Analizzi con cura le politiche editoriali dei pochi giornali amici per evitare trappole simili a quelle in cui caddero persone valenti come Marino ed altri. Sia il più umile di tutti perché la soluzione in tasca non ce l’ha ma ha solo la certezza della sua buon fede.

Auguri sinceri.

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