L’attesa dei giovani

In questi giorni mi è arrivato l’invito per la prima del film di cui avevo scritto quest’estate. Ho avuto il privilegio di vederlo più volte in privato in versioni che il regista stava ancora curando e perfezionando. Tutte le volte ho colto nuovi aspetti e significati, non mi sono mai annoiato: sotto un’apparente semplicità narrativa e tecnica c’è una poesia e una delicatezza che fa risplendere gli sguardi dei ragazzi e delle ragazze che recitando in modo acerbo se stessi interpretano una storia universale, l’attesa di un maestro che prima o poi nella vita di ciascuno arriva.

Ripropongo, citando me stesso, quanto scrivevo a luglio.

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