Ora che la celebrazione del ferragosto è passata qualche breve riflessione legata ai tanti fatti che hanno affollato questo mese.
Avendo lavorato sempre nella scuola, condizionato dal ritmo dell’anno scolastico, il ferragosto è sempre stato per me il vero capodanno, quello dei programmi e dei buoni propositi quello dei bilanci e delle ripartenze ed ora, che da oltre un decennio sono in pensione, questa sindrome da capodanno è comunque legata ai bilanci della vita, alla riflessione su ciò che nel mondo capita, sul clima politico e metereologico che volge al brutto.
Ma le feste di Augusto erano e rimangono il momento in cui si è completata la raccolta del grano, si incendiano le stoppie e ci si prepara alla raccolta di altri frutti autunnali in vista del prossimo inverno; quindi la sindrome da capodanno è probabilmente generalizzata e non riguarda solo chi lavora nella scuola.
A tutto questo ho pensato quando è scoppiata la polemica sulle reazioni molto nervose direi isteriche della premier Meloni alle chiacchiere sui social sulle attività familiar-istituzionali del clan riunito nella masseria in Puglia.
La premier deve aver iniziato le sue vacanze prostrata da mesi difficili in cui alternava una frenetica attività internazionale con la gestione degli affari interni sempre più difficili e nevrotizzanti. Il suo sogno di essere la nuova Merkel, ago della bilancia di un nuovo centro destra conservatore in Europa, si è infranto alla conta dei voti effettivi nei vari paesi europei e nella perdita della presidenza del gruppo dei conservatori disgregatosi con lo spostamento ancora più a destra di partiti conservatori di altri paesi. Certamente frustrante dover rimandare a settembre i nodi irrisolti della coalizione di governo, l’attuazione di molte promesse elettorali a potenti corporazioni che condizionano gli umori dei cittadini: i tassisti, i balneari, i piccoli commercianti e i professionisti. La grande posta della RAI non è ancora risolta anzi si è aggravata con la perdita di ascolti nelle principali trasmissioni di successo cui ha corrisposto il protagonismo della famiglia Berlusconi che riapre tematiche sensibili per la svolta a destra che il melonismo doveva affermare.
Nelle ferie di agosto nei primi giorni ci si riposa si dorme di più, si recupera ma poi le preoccupazioni per il futuro riprendono il sopravvento e torna l’inquietudine per il futuro. Così nonostante la Nostra avesse chiesto un po’ di pace, la rete, le lingue malevole, le interrogazioni parlamentari sfrugugliavano notando che nella masseria c’è molto attivismo che forse si decidono le nomine che saranno adottate a settembre, qualcuno degli interessati non è stato zitto e il pettegolezzo deve aver agito risvegliando l’interesse per la grande leader della destra. Fa parlare il fatto che intorno alla piscina della masseria ci sia una famiglia allargata sorelle, cognati compagni e questo non è carino.
Insomma non si può lavorare in pace, tutti mettono bocca e sono lì con il bilancino a giudicare prima del tempo, qualcuno paventa la possibilità che ci sia qualcosa di irregolare e che la magistratura possa muoversi. A Sallusti l’incarico di alzare un polverone con il suo Giornale titolando in prima pagina che si vocifera che sia in atto un complotto della sinistra e della magistratura per attaccare la sorella Arianna per traffico di influenze.
Evviva! tutti a parlare di questo, guerre incombenti, terremoti politici, crisi economiche, il mostro del debito passano in seconda linea: Arianna potrebbe essere indagata dalla magistratura che come è noto è il cancro del paese come dice Senaldi.
insomma una bella crisi di nervi che proprio in queste ore trova il suo compimento nell’annuncio di Arianna che non ama più Lollo anche se ne condivide la lotta politica.

E a chiudere in bellezza questa sindrome nervosa agostana da ferie è il comunicato della presidente del Consiglio che lamenta che il suo ruolo le sta andando stretto e decide di far perdere le sue tracce allontanandosi dalla masseria in piena notte …
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