Destra e sinistra per me pari sono

Torno ad appuntare qualche riflessione politica prendendo spunto da una conversazione di ieri pomeriggio con quattro attivisti di LEU. Coloro che nonostante tutto sentono di appartenere alla sinistra soffrono per la sconfitta elettorale e pensano con inquietudine alle prospettive di medio e lungo termine. Non vi racconto le molte cose che ci siamo detti ma solo una riflessione che in questi giorni andavo facendo sul governo Conte.

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Un racconto lieto: la pacchia degli immigrati

Non è affatto facile riprendere a scrivere dopo alcuni giorni di silenzio a lutto per le morti in mare di tanti disperati che vorrebbero rifugiarsi nella mitica Europa. Ho rotto il silenzio sul mio blog con la bella citazione di Hannah Arendt che 40 anni fa descriveva ciò che ci sta accadendo: lo spaesamento dettato dalla paura di pericoli inesistenti creati ad arte da chi manipola l’informazione che crea l’attruppamento del popolo dietro a figure e sistemi totalitari che si basano sull’ignoranza e la menzogna.

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Bugie e totalitarismo

Totalitarismo. Il totalitarismo comincia con il disprezzo per quello che abbiamo. Il secondo passo è: ‘Le cose devono cambiare, non importa come, qualsiasi cosa è meglio di quello che abbiamo’. I governi totalitari organizzano questo sentimento di massa e organizzandolo lo articolano e articolandolo fanno sì che in qualche modo le persone lo apprezzino. Prima le persone si sentivano dire: non uccidere, e loro non uccidevano. Adesso si sentono dire: uccidi, e sebbene pensino che uccidere sia molto difficile, lo fanno perché ormai rientra nel normale codice di comportamento. Imparano chi uccidere, come uccidere e come farlo insieme. È la famosa Gleichschaltung, il processo di allineamento. Sei allineato non con le autorità superiori, ma con il tuo vicino, con la maggioranza. Solo che invece di comunicare con l’altro, adesso sei incollato a lui. E naturalmente ti senti bene. Il totalitarismo fa leva sui pericolosi bisogni emotivi di persone che vivono nel totale isolamento e nel timore dell’altro.

Bugie. Nel momento in cui non abbiamo più una stampa libera, può succedere di tutto. Quello che consente a uno stato totalitario di governare è che le persone non sono informate. Come fai ad avere un’opinione se non sei informato? Se tutti ti mentono sempre, la conseguenza non è che tu credi alle bugie, ma che nessuno crede più a nulla. Questo succede perché le bugie, per loro natura, devono essere cambiate, e un governo che mente deve riscrivere continuamente la sua storia. Quello che arriva alla gente non è solo una bugia, ma un gran numero di bugie, a seconda di come tira il vento della politica. E un popolo che non può più credere a nulla, non può neanche decidere. È privato non solo della capacità di agire ma anche della capacità di pensare e giudicare. E con un popolo così ci puoi fare quello che vuoi”.

Hannah Arendt, The New York Review of Books, 26 ottobre 1978.