Dopo la batosta

Sto leggendo un bellissimo romanzo dal titolo 4 3 2 1 di Paul Auster. E’ la storia di un mio coetaneo ebreo americano, o meglio di molteplici vite parallele di un un certo Archie Ferguson nato nell’immediato dopoguerra. L’espediente del libro di immaginare percorsi diversi della vita di uno stesso  giovane seguendo eventi che sconvolgono la sua vita come fossero altrettanti  bivi che lo modellano variamente raccontata in episodi in cui non sai esattamente di quale Ferguson si sta raccontando porta il lettore, almeno ha portato me, a sentirsi in certi momenti uno dei tanti possibili Ferguson.

Continua a leggere

Primi passi di Grasso

Grasso, come leader di LeU, sta cominciando a fare i primi passi in una campagna elettorale che si prospetta tragicamente stupida, il trionfo dell’autolesionismo di chi preferisce il tanto peggio tanto meglio perché teme un futuro catastrofico. E’ un signore impacciato che non suscita entusiasmi come accade a tutte le persone per bene.

ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI

L’idea di abolire le tasse universitarie e di rendere l’università del tutto gratuita è stata immediatamente criticata ed attaccata da destra e da sinistra e sulla rete molte sono state le prese di posizione avverse.

Continua a leggere

Complotto contro l’America

Ho finito di leggere il romanzo di Philip Roth Il complotto contro l’America e desidero segnalarlo ai miei amici se non lo conoscessero. La mia amica Rosi me lo ha regalato dopo che le avevo raccontato la trama della serie TV L’uomo dell’alto castello le cui vicende si svolgono negli anni sessanta in America dopo che Hitler aveva vinto la seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti erano divisi in tre parti, una dominata dai tedeschi, una dai giapponesi e la parte centrale neutrale e poverissima.

Continua a leggere

Il liceo “corto”: dal mosaico al merchandising, passando per il cacciavite

Concordo al 100% con l’amico Claudio Salone.

il blog di claudio salone

Il titolo può apparire criptico, ma sintetizza efficacemente, a mio parere, il destino dell’istituzione scolastica italiana nell’arco di un ventennio circa.

Correva l’anno 2000, quando fu pubblicata in GU la “Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli di Istruzione”, meglio nota come la “Legge Berlinguer” (L. 30 del 10.02.2000).

Come tutti sanno, questa legge non andò mai in vigore, perché il governo Berlusconi, succeduto a quello di centro-sinistra di Romano Prodi, tramite la ministra Moratti, volle fare “punto e a capo”.

Guardando retrospettivamente, fu quello del Prof. Berlinguer l’ultimo, serio tentativo di mutare l’articolazione della scuola italiana, conservandone le caratteristiche storicamente sedimentate e da tutti apprezzate e coniugandole con l’esigenza di una maggiore sintonia con i sistemi scolastici del resto dell’Europa. In primis l’accorciamento del curricolo scolastico da tredici a dodici anni.[1]

Berlinguer definì la sua azione come “la strategia del mosaico”, perché composta da un insieme di…

View original post 802 altre parole