Riflessioni sulla valutazione scolastica

Durante un recente seminario internazionale sulla valutazione dello studente dal titolo ‘Oltre la penna rossa’ organizzato dal Liceo italiano I.M.I. di Istanbul tenutosi dal 16 al 17 maggio, sono stato invitato a presentare alcune riflessioni sulla questione. Ho scelto il titolo ‘Le scuole e gli studenti visti da vicino e da lontano. Tappe di un lungo percorso.’ 

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INattualità di Visalberghi

Oggi ho partecipato alla presentazione del volume Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano Corsini che raccoglie alcuni contributi presentati nel gennaio 2016 nel Convegno “Misurazione e Valutazione di scuole e università. INattualità di Aldo Visalberghi”, organizzato presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania.

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Sbarcare sulla luna

Venerdì scorso ho assistito ad una lezione all’Università di Roma Dipartimento di matematica della mia amica Nicoletta Lanciano a docenti in servizio nell’ambito del progetto Lauree scientifiche. C’erano molti intrusi come me, tutti con i capelli bianchi ed in pensione radunati per festeggiare a sorpresa alla fine della conferenza il 70 compleanno di un comune amico docente in quel dipartimento.

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Nonni europei e la Giovane Europa

Spesso ho voglia di scrivere e di sfogarmi ma preferisco il silenzio per non ammorbare i miei amici con considerazioni troppo cupe. Questa mattina una carissima amica, anche lei nonna, che si trova a Berlino a fare la baby sitter mi scrive questa mail.

Oggi finisce la pre – scuola (bambini in libertà dalle 7,30 in poi a scorrazzare dovunque, ma hanno già la loro classe, anzi due una per i giochi e una per studiare), domani grande festa per le prime (ogni famiglia porta pargolo e una specie di cono gelato rovesciato con regalini, tipo calza della befana) poi ogni famiglia va a pranzo fuori per celebrare il tutto. Il maestro (giovanotto niente male con occhio glauco e barbetta) ha spiegato che ogni mattina quando entrano in classe devono salutare il maestro e dargli la mano + una ragazzona che è la collaboratrice !!! l’atmosfera mi pare un po’ troppo liberal, senza bidelli, tutte le porte aperte grande spazio per giocare, solo un panzone al cancello di ingresso. Io ero terrorizzata di non ritrovarlo all’uscita, ma ci sono riuscita, vediamo Lunedì che succede. Pare che mio nipote  sia fortunato perché la scuola di Kreuzberg non ha problemi di aule (molte a Berlino hanno una classe sola dove fare lezione e giocare !!!!) tutto molto multietnico vicino a un centro di accoglienza (quello mi pare controllato). Ieri però alle 8 ha suonato la campanella di inizio attività (questo mi tranquillizza) le classi hanno il livello 1, per mio nipote, ma non la sezione, ogni bambino appartiene a un gruppo di animali (lui è una foca, io mai saputo foca in tedesco, ma sto imparando). Fammi avere vostre notizie, un abbraccio.

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Dopo la batosta

Sto leggendo un bellissimo romanzo dal titolo 4 3 2 1 di Paul Auster. E’ la storia di un mio coetaneo ebreo americano, o meglio di molteplici vite parallele di un un certo Archie Ferguson nato nell’immediato dopoguerra. L’espediente del libro di immaginare percorsi diversi della vita di uno stesso  giovane seguendo eventi che sconvolgono la sua vita come fossero altrettanti  bivi che lo modellano variamente raccontata in episodi in cui non sai esattamente di quale Ferguson si sta raccontando porta il lettore, almeno ha portato me, a sentirsi in certi momenti uno dei tanti possibili Ferguson.

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