Nonni europei e la Giovane Europa

Spesso ho voglia di scrivere e di sfogarmi ma preferisco il silenzio per non ammorbare i miei amici con considerazioni troppo cupe. Questa mattina una carissima amica, anche lei nonna, che si trova a Berlino a fare la baby sitter mi scrive questa mail.

Oggi finisce la pre – scuola (bambini in libertà dalle 7,30 in poi a scorrazzare dovunque, ma hanno già la loro classe, anzi due una per i giochi e una per studiare), domani grande festa per le prime (ogni famiglia porta pargolo e una specie di cono gelato rovesciato con regalini, tipo calza della befana) poi ogni famiglia va a pranzo fuori per celebrare il tutto. Il maestro (giovanotto niente male con occhio glauco e barbetta) ha spiegato che ogni mattina quando entrano in classe devono salutare il maestro e dargli la mano + una ragazzona che è la collaboratrice !!! l’atmosfera mi pare un po’ troppo liberal, senza bidelli, tutte le porte aperte grande spazio per giocare, solo un panzone al cancello di ingresso. Io ero terrorizzata di non ritrovarlo all’uscita, ma ci sono riuscita, vediamo Lunedì che succede. Pare che mio nipote  sia fortunato perché la scuola di Kreuzberg non ha problemi di aule (molte a Berlino hanno una classe sola dove fare lezione e giocare !!!!) tutto molto multietnico vicino a un centro di accoglienza (quello mi pare controllato). Ieri però alle 8 ha suonato la campanella di inizio attività (questo mi tranquillizza) le classi hanno il livello 1, per mio nipote, ma non la sezione, ogni bambino appartiene a un gruppo di animali (lui è una foca, io mai saputo foca in tedesco, ma sto imparando). Fammi avere vostre notizie, un abbraccio.

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Dopo la batosta

Sto leggendo un bellissimo romanzo dal titolo 4 3 2 1 di Paul Auster. E’ la storia di un mio coetaneo ebreo americano, o meglio di molteplici vite parallele di un un certo Archie Ferguson nato nell’immediato dopoguerra. L’espediente del libro di immaginare percorsi diversi della vita di uno stesso  giovane seguendo eventi che sconvolgono la sua vita come fossero altrettanti  bivi che lo modellano variamente raccontata in episodi in cui non sai esattamente di quale Ferguson si sta raccontando porta il lettore, almeno ha portato me, a sentirsi in certi momenti uno dei tanti possibili Ferguson.

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Primi passi di Grasso

Grasso, come leader di LeU, sta cominciando a fare i primi passi in una campagna elettorale che si prospetta tragicamente stupida, il trionfo dell’autolesionismo di chi preferisce il tanto peggio tanto meglio perché teme un futuro catastrofico. E’ un signore impacciato che non suscita entusiasmi come accade a tutte le persone per bene.

ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI

L’idea di abolire le tasse universitarie e di rendere l’università del tutto gratuita è stata immediatamente criticata ed attaccata da destra e da sinistra e sulla rete molte sono state le prese di posizione avverse.

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Complotto contro l’America

Ho finito di leggere il romanzo di Philip Roth Il complotto contro l’America e desidero segnalarlo ai miei amici se non lo conoscessero. La mia amica Rosi me lo ha regalato dopo che le avevo raccontato la trama della serie TV L’uomo dell’alto castello le cui vicende si svolgono negli anni sessanta in America dopo che Hitler aveva vinto la seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti erano divisi in tre parti, una dominata dai tedeschi, una dai giapponesi e la parte centrale neutrale e poverissima.

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