Il caso Immuni 2

Oggi leggo su alcuni post e alcuni articoli che il programma è dato per morto, un fallimento come i tanti altri che sono imputati al governo. Un caso tipico di sabotaggio sistematico autolesionista realizzato non solo dalla destra in prima persona ma da quella stampa che apparentemente è vicina alle parti che ora hanno la maggioranza in Parlamento. Un sabotaggio basato sul dubbio e sullo scetticismo di chi non capendo bene come funziona e temendo una violazione della propria inviolabile privacy preferisce rinunciare ad un presidio che da altre parti del mondo si è rivelato efficace e decisivo.

Essendo un fan dell’idea e un fan delle tecnologie al servizio della qualità della vita dell’uomo ho seguito e a volte segnalato nel mio blog le tante punture di spillo riservate ad un processo di diffusione ed uso dello strumento che sarebbe dovuto essere incentivato e pubblicizzato. Per leggere i post dedicati all’argomento è sufficiente ricercare nella sezione identificabile nell’apposito menu in alto a destra di questa pagina.

In effetti alcuni dati ci dicono che il progetto quanto meno segna il passo e si è rivelato inutile nel momento in cui si è rinunciato a qualsiasi forma di tracciamento dato l’altissimo numero di contagi. Riporto i dati dal sito del progetto.

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Il progenitore

Sono passati solo tre mesi, mica cinquant’anni. Qualcuno ricorda cosa accadde quando, a metà agosto, il governo impose la chiusura delle discoteche (che erano aperte per autorizzazione delle Regioni, non del governo)? 

Le furibonde invettive di Briatore contro il governo di matti e di  incompetenti? Gli sbraiti della Maglie contro la feroce dittatura di Conte? I balli di protesta della Santanchè?  Il ricorso al Tar (fortunatamente respinto) della associazione di categoria che non vedeva “evidenze scientifiche” sul rischio di contagio nelle discoteche?  Le indignate geremiadi di Mentana sulla ingiusta punizione comminata ai giovani?  Le ironie dell’esimio infettivologo Bassetti sull’allarmismo  governativo  e sul virus che non è un fornaio al lavoro di notte?

Anche alla luce dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Cagliari sulla  autorizzazione concessa dalla giunta regionale della Sardegna – oltre che alla luce dei fatti nel frattempo conclamati – decenza vorrebbe che lor signori chiedessero scusa. Tranquilli: non lo faranno. Sono troppo impegnati a pontificare contro l’imprevidenza del governo.

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Il caso Immuni

In questo blog ho dedicato molta attenzione al programma Immuni tanto che ho messo il suo logo in prima pagine. Ciò perché sin dall’inizio di questa storia avevo appreso che una strategia attiva contro il virus che non fosse solo chiudersi in casa si fondava sul testing e sul tracciamento delle catene di contagio. Avevo letto che il tracciamento tramite app istallate sui telefonini era stato vincente nel sud est asiatico e quando lessi che anche in Italia si metteva a punto uno strumento analogo ne fui felice.

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