Belli come il sole

Ieri a Roma era una bella giornata di primavera. La  mia amica Rosi, pensionata come me, mi doveva regalare un libro di Rocca di cui avevamo visto la presentazione dalla Gruber e così decidiamo di approfittare del giro del gruppo archeologico a San Lorenzo in Lucina  per vederci. Giro bello ed interessante, a mezzogiorno riprendiamo la strada di casa e ci incamminiamo verso l’autobus, un tratto di strada insieme attraverso i vicoli di Campo Marzio passando per il Pantheon, parlando di cucina. Insomma meglio di così non poteva andare.

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Primo compleanno

Un anno fa vi ho raccontato l’incidente che avevo subìto in montagna e le tante riflessioni legate a quell’esperienza. Oggi è passato un anno e sono tornato qui, dove è successo, a godermi le battute dei conoscenti del paese i quali, vedendomi sano, si complimentano e mi squadrano per vedere se qualche traccia dell’evento è rimasta. Oggi ho offerto l’aperitivo alle due coppie con cui eravamo per significare che celebravo un compleanno.

Quando penso ai tanti cari, amici e parenti, che non ci sono più, lo faccio o perché qualche loro ricordo, qualche loro immagine mi si ripresenta nelle mente o perché mi dico: beato lui che non c’è più e che non vede queste cose. Oppure, se le cose vanno bene, penso: peccato che non ci sia, gli  sarebbe piaciuto vivere questa bella cosa.  Ebbene, alla fine di questo primo anno di una nuova vita regalata, mi dico che sarebbe stata una fregatura non viverla.

Ovviamente dall’esperienza si deve imparare per cui quest’anno siamo meno sportivi e i ritmi sono rilassati, non forziamo la nostra resistenza. Abbiamo più tempo per riflettere e pensare. Si sta tra persone della nostra età ed è normale che i discorsi siano spesso gli stessi, politica, economia, figli, giovani, scuola … Il nostro tempo gradualmente assume una dimensione diversa, trascorre più velocemente, tanti particolari sfuggono o non lasciano traccia nella memoria, la precarietà segnata dalle cadute così frequenti tra i nostri coetanei ci rende più attenti al tempo che ci è concesso.

Le nostre eccellenze

Tra i tanti risvolti positivi della mia avventura estiva c’è certamente il calore degli amici che mi hanno  cercato condividendo le loro difficoltà e pezzetti della loro vita. Incredibile,  quanti ad una età prossima alla mia possono vantare di aver avuto almeno una costola rotta. Questa mattina un carissimo ex studente in risposta alla mia domanda ‘e tu come va?’ mi ha inviato questo racconto che in comune con il mio ha la passione civile,  il desiderio di rendere pubblica una gratitudine per dei concittadini che sono il nostro vanto oltre ad essere autentiche risorse essenziali per la nostra vita. Grazie amico mio, tifiamo per te.

Io, diciamo che me la cavo … tanto per rievocare un bel film con Paolo Villaggio .. mi trovo all’Ospedale S. Martino di Genova dove ho subito martedì scorso un intervento di micro chirurgia al sistema linfatico. A seguito di asportazioni di linfonodi e di un ciclo successivo di radio terapia ho subito una lesione al sistema linfatico … il termine tecnico è linfedema … ho combattuto per oltre 3 anni e lo scorso mese di giugno, in maniera del tutto casuale, ho scoperto l’esistenza di questo luminare a Genova … tale Prof. Corradino Campisi il quale ha perfezionato negli anni una tecnica di micro chirurgia che consiste nell’individuare i vasi linfatici ostruiti e dirottarli in vena … in verità ero salito a Genova a giugno un pò scetttico ma ho voluto comunque provare questa strada … risultato … che dire?? abbiamo persone di questa caratura in questa splendida e amata patria e li teniamo nel “limbo” … qui ho scoperto un mondo sommerso … persone che vengono da ogni parte del mondo … Nuova Zelanda… Perù … Argentina … Canada … Finlandia… insomma credo di poter dire che quello che riesce a fare questo “genio” sia l’unico al mondo a saperlo fare … è un ricercatore ed ha messo in piedi una struttura di tutto rispetto … e come avviene in questo paese è costretto e “volare basso” nel timore che se alza troppo la testa per motivi ovvi e intuibili sarebbe decapitato come è avvenuto al Prof. Di Bella nel suo ambito .. ricordi?

Attraverso una terapia intensiva questo Prof. prepara il paziente ad effettuare l’intervento … lo scopo di queste terapie è quello di ridurre il più possibile l’edema e arrivare al giorno dell’intervento con l’arto più sgonfio possibile … martedì sono stato operato … 3 giorni di immobilizzazione nel letto … ieri hanno sbendato la gamba … e sembra che il miracolo si sia compiuto … l’arto è tornato ad essere quello di una volta … sgonfio e morbido al tatto… l’edema sembra volatilizzato … ora occorrerà attendere tutto il processo post operatorio che prevede altri cicli di terapia intensiva al fine di stimolare l’apparato linfatico a riattivarsi… i sintomi che ho in questi giorni lasciano ben sperare … formicolii in tutta la gamba e sensazioni stranissime … staremo a vedere … se solo riuscissi a risolvere anche solo il 50% del problema originario mi considero soddisfattissimo!

Quello che mi domando è come mai centri rinomati che ho frequentato in questi anni come il S.Giovan Battista o Cavalieri di Malta che sono rinomati sul problema non mi abbiano mai indicato l’esistenza di questo Prof. … è tutto da scoprire… una cosa è certa .. una volta terminato tutto l’ambaradam … stamperò dei volantini fuori da questo centro e cercherò di divulgarne quanto piu’ possibile l’esistenza  … consapevole che non sia la panacea per tutti, ma sapessi quante altre persone ho incontrato in questi anni che meriterebbero se non altro di essere valutati da questo Prof.
un caro saluto
Franco

Tornato a casa

Riprendo da un commento di Giovanna Barzanò una domanda che richiede qualche ulteriore approfondimento.

ci rendiamo conto di quanta competenza, quanto impegno e organizzazione silenziosi la nostra società ha saputo predisporre per tutelare dietro le quinte i nostri gesti quotidiani, combinando tecnologia, coordinamento e umanità, in qualche cosa che molto spesso riesce a diventare una preziosa magia al momento giusto?
E la “nostra società”, quella che in questa occasione ha saputo offrirci gesti così magistralmente orchestrati è proprio questa italiana, che ci appare spesso così sgangherata e incapace….

ma il sapore forte dell’ alchimia di emergenza, dolore, paura e speranza che traspare dalla narrazione di Raimondo ci può indurre anche altre considerazioni interessanti….Per esempio: che cos’è, nella sua ambiguità, questa “tecnologia” che tanto ci sembra aver corrotto la purezza della nostra genuinità con l’artificialità dei suoi strumenti …? Quante volte ognuno di noi degli “anta” sarebbe già scomparso dalla faccia della terra, se non ci fosse?

Penso che non ci rendiamo conto del valore di ciò che questa organizzazione sociale, questa democrazia, le nostra istituzioni assicurano al singolo cittadino che ha bisogno di aiuto. A volte perché non siamo informati o non abbiamo la cultura sufficiente a capire, più spesso perché ci siamo abituati a certi standard fin dalla nascita, quasi sempre perché riteniamo sia un diritto acquisito. Uno degli effetti di questo ventennio berlusconiano è una scissione tra i diritti degli individui, il cosiddetto popolo, e i doveri che derivano dall’appartenenza a una comunità. I servizi sono dovuti senza considerarne il costo, senza apprezzarne il valore.
Sulla tecnologia, sono tra coloro che ne sono innamorati e in questa circostanza il mio entusiasmo è stato rinforzato. L’elicottero, la Tac, gli ecografi, i computer e la rete, le tante strumentazioni di misura e diagnosi distribuite nei mille antri di una vera città della scienza qual è il Careggi, sono altrettante espressioni di una realtà potenziata che costituisce il risultato di un mirabile progresso scientifico e tecnologico. Quei pezzi di ferro, silicio, composti chimici, circuiti, programmi, memorie uniti alla competenza delle persone che li usavano costituiscono dei sistemi ‘viventi’ artificiali nei quali il malato è efficacemente inserito. Ma la deriva irrazionale che sta imperversando nella nostra società non solo nega i risultati la ricerca scientifica, dall’allunaggio ai problemi del clima negati a lungo contro ogni evidenza, ma anche la nuova realtà del mondo tecnologizzato con una reazione nostalgica per un mondo puro e genuino (come dice Giovanna) magari intriso di magia e superstizione.