Povertà, ricchezza, generazioni

Citando dal post premio pirovano

La questione della povertà e della ricchezza assume oggi significati e implicazioni del tutto nuovi, il primo e fondamentale è che la ricchezza non cresce piú facilmente per tutti e che la ricchezza è sempre meno legata al valore del lavoro, più legata al potere di ricatto di posizioni dominanti. Sulla questione sta prendendo il sopravvento da un lato l’invidia per l’altro, anche per chi è più povero, e dall’altro la paura di perderla.

La seconda riflessione riguarda la questione delle generazioni che si succedono: noi avemmo la fortuna di avere molti maestri non solo a scuola ma anche in altre agenzie formative piú o meno spontanee, la parrocchia, i boy scout, la sezione del partito, il circolo sportivo, in questi ultimi tempi sembra che la scuola sia rimasta isolata da sola a difendere una educazione culturalmente ricca, insidiata dalla devastante omologazione della televisione commerciale e dall’isolamento solipsistico della rete. Non per niente grandi leader dei nuovi movimenti sono ex comici.

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