Resistenza

La madre del partigiano 

di Gianni Rodari 

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

ma Beppe Grillo è sempre stato razzista

da leggere

cor-pus 15

sembra che qualcuno non abbia proprio memoria.

ma se hai un blog aperto dodici anni fa, questo ti costringe a ricordare per forza.

cito un mio post del 2007 soltanto per citare il Grillo di allora, che non è diverso da quello di adesso che dice che il razzismo è un fenomeno mediatico: tanto a lui cosa importa degli immigrati o degli zingari che lo devono sopportare,?

fa sempre bene ricordare chi è Grillo agli smemorati:

. . .

Beppe Grullo lo zingarista. 5-6 ottobre 2007
la parabola politica di Beppe Grillo è impressionante.
solo un mese fa portava avanti la proposta ragionevole delle primarie, della riduzione a due dei mandati per i parlamentari, dell’interdizione dei condannati dal parlamento.
poi ha deciso di buttarla in politica.
ed emerge subito il ritratto squallido di un un nuovo leader dell’Italietta stronza degli ultimi anni.
sentite che cosa ha dichiarato oggi:
“Un paese…

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Popolo disperso 3

Questa mattina ho ricevuto questa mail ‘Caro Raimondo, avete qualche suggerimento da dare sul  come votare alle primarie PD, soprattutto in considerazione della proposta Calenda per una lista unica delle forze europeiste?   Quale dei tre candidati Vi sembra essere il più affidabile a tale riguardo?  O conviene scheda bianca?    Avete qualche contatto con “Siamoeuropei”? Fammi sapere.  Grazie e a presto.

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Il populismo nel cuore (delle democrazie)

Un riflessione convincente sul populismo da leggere e meditare

gianfrancopasquino

Nessuna nostalgia per il passato, nessuna paura per il futuro. Capire il presente per costruire il futuro. Queste sono le due considerazioni che hanno guidato la mia lettura del denso, stimolante, efficace volume di Ferruccio Capelli, Il futuro addosso. L’incertezza, la paura e il farmaco populista (Milano, Guerini e Associati, 2018). Ho anche pensato che il presente è il prodotto del passato, di scelte, errori e responsabilità personali che bisogna individuare e criticare, superare. Differentemente da Capelli, credo che il presente non sia tutto populismo. È molto diversificato, non ha bisogno del “farmaco” populista, ma di politica e già contiene non pochi anticorpi che debbono e possono essere sollecitati. La grande trasformazione degli ultimi trent’anni è stata innescata, secondo Capelli, da due possenti motori: la globalizzazione (finanziaria e delle comunicazioni) e l’innovazione tecnologica. È stata giustificata e sostenuta dall’ideologia neo-liberale. Si è manifestata in tre ambiti, ovvero secondo tre modalità:…

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