Ci ha lasciato

Elvira era come un’ape operaia, bella, semplice, forte, allegra, collaborativa, dedicata alla crescita dell’alveare a cui apparteneva.

Ha percorso un duro calvario di anni di malattia, da mesi era ospitata nella clinica ANTEA. Alla fine della sua vita, ha approfittato del tempo che le nuove cure le concedevano, per rincontrare i suoi numerosi amici, gli allievi, i compagni di lavoro e di viaggio dando a tutti il conforto del suo sguardo pieno di umanità e di bellezza.

E’ stata un esempio di stoicismo anche in questo frangente, mi ha comunicato serenità e positività, solo nell’ultimo incontro, sotto voce perché gli altri amici non sentissero, mi ha detto, sai, sono un po’ stanca, stamattina al laboratorio di creatività ho chiesto di togliere la musica, mi sembrava così deprimente.

Mi piace rappresentarla come un’operosa ape operaia perché è questa l’immagine che conservo del periodo in cui abbiamo lavorato insieme a Villa Falconieri nell’Osservatorio sugli esami di Stato. Precisa e rigorosa come sa essere una prof. di matematica senza però mai essere pignola e dura, ha curato in particolare una selezione dei quesiti di matematica che circa vent’anni fa erano stati inseriti nelle terze prove.

Credo che ciascuno di noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerla conserverà di lei un ricordo soave.

Lunedì 9 settembre alle ore 11 nel cimitero acattolico via Caio Cestio 6 cappella del cimitero ci sarà un incontro di amici e parenti per ricordarla.


Renata mi manda questa immagine in suo ricordo.

Mi sembra che quasi rappresenti efficacemente il suo volo definitivo, anche in questo lieve e soave, come era lei, pur forte e costruttiva.

Quella colomba porta, e ci lascia, dei fiori colorati. Quelli non appassiranno più

Un blog muto?

Ultimamente ho preferito raccontare le mie idee tramite delle immagini, quelle che mi hanno più emozionato e che hanno riacceso qualche speranza nuova.

Quasi una mese fa nel commentare i risultati delle elezioni europee che avevano lasciato a molti di noi l’amaro in bocca con qualche punta di acido mi chiedevo: Ma quanto dovremo aspettare prima che l’oste ci serva una bel boccale di acqua di sorgente?

Ebbene le cinque foto che ho sin qui pubblicato sono state per me occasioni di riflessione e di speranza:

  • lo sguardo fiero del giovanetto che viene evacuato dalla polizia e che in mano porta dei libri,
  • il giavellotto scagliato dalla ragazza campionessa per l’Italia,
  • il volto sorridente del giovane carabiniere, accoltellato brutalmente da giovani americani figli di papà,
  • il politico italiano europeo che si presenta alle elezioni francesi e che curerà i rapporti della Francia con l’Unione Europea,
  • il deputato del PD che, esercitando le sue prerogative costituzionali, ispeziona il carcere a tutela di imputati messi alla gogna e che rafforza così la dignità di quelle forze dell’ordine che rischiavano di finire nel tritacarne delle cazzate scritte sui social.

Riprenderò a scrivere, avrei troppe cose da dire ma in questa melma spesso mi sembra inutile e inefficace.

Intanto ci tengo a manifestare la mia delusione per la gratuita e esibizionistica polemica di Calenda contro Gozi e Scalfarotto e contro il suo partito. Nella vita non si finisce mai di imparare.

Onore a Carola

In questi giorni una luce si è accesa per chi spera che il genere umano reagisca alla epidemia planetaria di egoismo becero e violento.

Il volto di Carola, capitano della nave che ha salvato una quarantina di naufraghi nel mediterraneo, la sua determinazione nell’affrontare il rischio di un atto non violento di disobbedienza ad una legge inumana ed ingiusta riempiono il cuore.

La decisione di rendere questo tributo alla sua figura scaturisce dal disgusto provato ieri sera ad ascoltare i commenti di Travaglio & C nella trasmissione della Gruber. Certo che se il direttore del misfatto quotidiano fosse nato un centinaio di anni fa in Germania avrebbe fatto fortuna nella stampa di regime con i suoi distinguo e le sue astruse iperboli farcite di fatti opportunamente distorti.

Per fortuna abbiamo giovani trentenni che sono in grado di riscattare la nostra umanità da nefandezze che gente più anziana compie troppo spesso in questo momento storico. Ovviamente non parlavo di Di Maio!!