Per non essere ambiguo 2

Oggi, volendo articolare meglio la mia contrarietà al reddito di cittadinanza, mi sono imbattuto nella favola delle api operose. Nella mia crassa ignoranza non la conoscevo ma grazie a questo deprecabile strumento che è internet con pochi link ne ho letto una sintesi su Wikipedia. Mi riprometto di leggere il libro di cui riporto il frontespizio, potrebbe essere utile leggerlo quantomeno per capire meglio certe sfumature del lessico attuale.

 

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La spirale della paura

Perché tutte le volte che mi metto al computer con l’intenzione di scrivere qualcosa nel mio blog mi distraggo, faccio altro e rinuncio a scrivere cose che in fondo mi sembrano inutili, da perdigiorno? In fondo questo blog nasceva come un momento riflessivo di un anziano che non dovendo più lavorare aveva tempo per raccontare la sua vita e il mondo che lo circonda.

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Buon Natale

In un momento così buio c’è bisogno di un po’ di luce, quella che emana da una nuova vita che inizia, cresce e promette ancora nuova vita.

Auguro ai miei amici lettori ogni bene, soprattutto di fare l’esperienza della vita che continua con i nuovi nati ai quali noi anziani possiamo trasmettere un pochino della nostra ricchezza.

Con gli amici quest’anno ho condiviso una natività della quale mi ha colpito il commento. Buon Natale.

Clima natalizio?

Domenico Volpi, storica firma del Vittorioso, che abita nel mio condominio, ogni anno ci delizia con una poesia augurale che mi piace condividere con gli amici

IL BUE

Ecco due umani, ma non son padroni

perche’ non han ne’ fruste ne’ bastoni.

Per lui la verga è di sostegno al viaggio,

e lei e‘ bella come il sol di maggio.

Strano, il padrone e‘ stato generoso:

ha dato loro un poco di riposo.

Ha pieno il ventre ed ha la faccia tesa,

a noi e al mondo trepida è l’attesa.

Mentre il neonato e‘ ricco di carezze,

ali d’angeli muovon dolci brezze.

Il giorno sembra d’allegrezza pieno

ma. .. vien messo a giacer sul nostro fieno.

L’intruso, lo stranier, quasi l’alieno,

m’impedirà d’aver stomaco pieno?

È scomodo l’aver tali vicini

Chi l’ha mandati, questi pellegrini”?

L’ASINO

E’ molto grosso questo nuovo amico

che se ne sta parecchio sulle sue;

Giuseppe dice che si chiama bue,

poco capisce i ragli che gli dico.

Non gradisco indossare la cavezza,

eppure, nato libero e selvaggio,

ho sopportato un dolce peso in viaggio

in piena gioia e non con amarezza.

Forse perche’ ho sconvolto la giornata,

quel bue mi guarda come fossi alieno

forse temendo che mangi il suo fieno,

ma gli dimostro come sia occupata

la mangiatoia, dove un bimbo giace:

Qualcun dal cielo è sceso fra umani

ma il bimbo ha freddo e gelide le mani.

Odorosa intorno a noi è la pace.

“Su, compagno mio, diamoci da fare:

anche se siamo molto differenti,

coi nostri fiati, d’accordo e pazienti,

lo possiamo onorare e riscaldare”

DIALOGHETTO

“Pero‘ quel fieno muove l’appetito!

Avvicinarmi qui mi sembra ardito ”

“Soffia, soffia, sul bimbo che ci abbaglia.

Stanotte mastichiamo un po’ di paglia,

domani usciamo: ai bordi della strada

troviamo un poco d’erba e forse biada”.

Domenico Volpi

contro egoismi e pregiudizi