Niente sarà come prima? 2

Qui trovate la seconda parte delle riflessione che Massimo Barone ha scritto durante l’isolamento imposto dall’epidemia Covid 19. Termina con dei puntini. Questa storia non è finita e qualche altro contributo potrebbe arrivare e volentieri lo pubblicherò sul blog.

Fase 2

… Per tornare tutti assieme a sorridere.

Parte finale d’una frase estratta dalla pubblicità televisiva. La parte iniziale assicurava che si stava facendo tutto il necessario per… Niente di particolarmente fantasioso. Una frase pensata per essere assorbita più che ascoltata. Tant’è, se tornerai, vieni da qualche parte, o dal fare qualcosa. Ad un certo punto, perbacco, c’è stata un’interruzione. Ma ci sono state, ci sono e seguiteranno a imperversare le interruzioni. Pochi dubbi in proposito. In ogni caso, vieni da dove vuoi tornare. A fare che? A sorridere tutti assieme. Perché? Perché tutti. Perché assieme. Uno, se legge attentamente, certe domande se le pone.

Già. Perché?

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Niente sarà come prima?

Non so bene perché Massimo Barone mi abbia chiesto di ospitare alcuni suoi scritti sul lock down nel mio blog. Forse perché hanno il formato di testi per un blog e forse, come lui dice, perché è un po’ pigro per iniziarne uno nuovo. Mi piace però pensare che lo abbia fatto per sincera amicizia, che mi abbia inviato questi piccoli racconti – riflessioni come un dono trovando che il titolo del mio blog ‘raccontare e riflettere’ fosse compatibile con i testi che aveva elaborato e scambiato in un piccolo cenacolo di scrittori e poeti amici suoi durante questo lungo periodo di isolamento. Grazie Massimo per questo dono, spero che i miei lettori sappiano cogliere sotto l’apparente leggerezza della tua prosa la poesia, i colori e la profondità delle tue riflessioni.

Fase 1

Niente sarà come prima

È opinione diffusa. Si sta chiusi in casa, si sente scricchiolare il mondo di ieri e si fa fatica a divinare su quello che verrà. Quando un vaccino ci consentirà di uscire da casa senza troppi accorgimenti? quali abitudini avremo perso? Che succede ora, che succederà dopo? Saremo più soli, più poveri? Saremo meno o più circospetti?

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Bolle sociali a scuola

Dopo il piccolo incubo di cui vi ho raccontato non posso non parlare di ciò che mi frulla in testa sulla scuola e sulla sua necessaria riapertura.

Avrei moltissimo da scrivere perché sto leggendo tante cose sulla rete e il dibattito, anche tra le posizioni più vicina alle mie, è sempre più lacerante.

Mi limito a raccontare solo due riflessioni sulle quali mi soffermo più di frequente.

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Sensi di colpa?

Sono a scuola, gran confusione e chiasso, il vicepreside mi chiama, sta ritto ai bordi dell’aula e mi ricorda che devo presentare il piano di lavoro ma, dato il rumore di fondo, non capisco bene e chiedo che ripeta, lui ripete con la stessa voce monocorde e lo stesso volume e continuo a non capire bene allora io ad alta voce ripeto quello che avevo capito. Devo relazionare sulle attività di educazione a distanza di questo periodo? e dicendolo mi rendo conto di non aver fatto proprio niente. Sì e devi consegnare anche i voti dei tuoi studenti! Attimo di panico, penso che non avevo fatto proprio niente e che ora non sapevo come fare per rimediare … ma Raimondo non hai più le classi sei in pensione, dico tra me e me … e così mi sveglio sollevato da questa angoscia, un po’ di tachicardia e dopo una ventina di minuti riprendo sonno.

La prima studentessa che inizia il colloquio alla scuola Colombatto, Torino, 17 giugno 2020. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
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