Il liceo “corto”: dal mosaico al merchandising, passando per il cacciavite

Concordo al 100% con l’amico Claudio Salone.

il blog di claudio salone

Il titolo può apparire criptico, ma sintetizza efficacemente, a mio parere, il destino dell’istituzione scolastica italiana nell’arco di un ventennio circa.

Correva l’anno 2000, quando fu pubblicata in GU la “Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli di Istruzione”, meglio nota come la “Legge Berlinguer” (L. 30 del 10.02.2000).

Come tutti sanno, questa legge non andò mai in vigore, perché il governo Berlusconi, succeduto a quello di centro-sinistra di Romano Prodi, tramite la ministra Moratti, volle fare “punto e a capo”.

Guardando retrospettivamente, fu quello del Prof. Berlinguer l’ultimo, serio tentativo di mutare l’articolazione della scuola italiana, conservandone le caratteristiche storicamente sedimentate e da tutti apprezzate e coniugandole con l’esigenza di una maggiore sintonia con i sistemi scolastici del resto dell’Europa. In primis l’accorciamento del curricolo scolastico da tredici a dodici anni.[1]

Berlinguer definì la sua azione come “la strategia del mosaico”, perché composta da un insieme di…

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Sempre di scuola

Il bello dei social è che le nostre chiacchiere risentono dell’aria che tira. La mattina mi capita di sfogliare FB come fosse il giornale quotidiano per tenermi aggiornato. Il giro dei miei amici FB è ovviamente costituito da coetanei che hanno lavorato nella scuola e ieri per più di due ore sono stato a leggere articoli e commenti legati al dibattito che si sta accendendo sui problemi della scuola legati ad una presunta carente formazioni dei giovani.

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Valutazione dei docenti

In queste giornate convulse in cui il Parlamento a passo di carica liquida una legge fondamentale di cui nessuno è convinto fino in fondo nemmeno i proponenti, osteggiata trasversalmente da coloro che ne sono direttamente coinvolti, in queste giornate in cui la rete è piena di prese di posizione un po’ disperate alla ricerca di un rimedio a una onda d’urto apparentemente inarrestabile, non riesco a estraniarmi a convincermi che ormai non sono della partita, non ne sono fuori. Continua a leggere

Il dolore della scuola

Nella mia breve ma intensa esperienza da Preside la cosa forse più dura e dolorosa è stata la relazione con le famiglie. Parlare con padri e madri, con nonni, con affidatari angosciati preoccupati a volte ringhiosi ed aggressivi a volte in lacrime. Consolare e incoraggiare un genitore di un ragazzo svogliato o ribelle, la madre di un diversamente abile, il nonno di una ragazza che si sta perdendo. A me arrivavano i casi estremi ma i miei docenti raccontavano i tanti casi difficili di cui era popolata la scuola. Direte, niente di nuovo, è sempre stato così, l’educazione dei giovani è un’impresa difficile e la vita degli umani è cosparsa di dolore.  Continua a leggere

Il tarlo della competizione e il seme della responsabilità.

Forse ho capito! Non sono un vecchio bizzoso ed insoddisfatto, un gufo cui non va bene mai niente, un caca dubbi noioso. Va be’ un po’ lo sono, ma c’è una coerenza di fondo nelle ragioni che motivano la mia insoddisfazione per la Buonascuola, la mia contrarietà al renzismo, la mia ostilità ad ogni forma di populismo. Continua a leggere