Il liceo “corto”: dal mosaico al merchandising, passando per il cacciavite

Concordo al 100% con l’amico Claudio Salone.

il blog di claudio salone

Il titolo può apparire criptico, ma sintetizza efficacemente, a mio parere, il destino dell’istituzione scolastica italiana nell’arco di un ventennio circa.

Correva l’anno 2000, quando fu pubblicata in GU la “Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli di Istruzione”, meglio nota come la “Legge Berlinguer” (L. 30 del 10.02.2000).

Come tutti sanno, questa legge non andò mai in vigore, perché il governo Berlusconi, succeduto a quello di centro-sinistra di Romano Prodi, tramite la ministra Moratti, volle fare “punto e a capo”.

Guardando retrospettivamente, fu quello del Prof. Berlinguer l’ultimo, serio tentativo di mutare l’articolazione della scuola italiana, conservandone le caratteristiche storicamente sedimentate e da tutti apprezzate e coniugandole con l’esigenza di una maggiore sintonia con i sistemi scolastici del resto dell’Europa. In primis l’accorciamento del curricolo scolastico da tredici a dodici anni.[1]

Berlinguer definì la sua azione come “la strategia del mosaico”, perché composta da un insieme di…

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One thought on “Il liceo “corto”: dal mosaico al merchandising, passando per il cacciavite

  1. Bortocal mi ha inviato questo commento chiedendone la pubblicazione.

    molto opportuno il reblog di questa riflessione, totalmente da condividere, ma anche disperante. come dimenticare, infatti, che fu soprattutto la sinistra ad affossare l’ultima vera e intelligente proposta di riforma della scuola italiana fatta appunto da Berlinguer?

    da allora un degrado progressivo, di cui scioccamente si lamentano oggi gli stessi che hanno contribuito a determinarlo.

    Enrico così mi scrive:

    Ciao nonno! Leggo con il solito ingordo interesse il post che riporti di Claudio Salone e riassaporo il “gusto un po’ amaro” dell’incompiuta riforma Berlinguer. All’epoca, come sai, ero sostenitore e percepii il distacco culturale e politico tra il Ministro e i suoi fiduciari. Lo fecero “sbranare” dai sindacati sul tema della valutazione degli insegnanti. Al resto ci penso’ Veltroni. Ma era pur sempre la fine del secolo scorso!

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