Catechizzati con le chiacchiere

Oggi il mio primo viaggio fuori della regione Lazio dopo il lockdown.

In autostrada al distributore di benzina si avvicina alla pompa un giovane simpatico e solerte che conversa con un altro cliente, fitto fitto. Il tono è il solito, quello della lamentela, questa volta mi sembra di capire che ce l’avessero con i percettori di pensioni di invalidità. Poi, con cambio repentino di argomento ma con lo stesso tono, passano alla vicenda COVID. Perché a te sembra normale che abbiano segretato i verbali dei comitato scientifico, chissà quante porcherie ci stanno nascondendo! A quel punto non ho resistito: scusate se mi intrometto ma posso testimoniare che normalmente si fa così. Ho partecipato in qualità di esperto a numerosi comitati scientifici italiani, al ministero della pubblica istruzione, e internazionali, all’OCSE e all’Unione Europea. In tutti vi era un obbligo di riservatezza e non si poteva conservare traccia delle discussioni ma valeva solo il documento finale che era approvato a maggioranza o all’unanimità. Ciò a tutela dei singoli che nel dibattito dovevano sentirsi liberi di esprimersi senza il rischio di critiche o di ricatti se la propria tesi fosse stata minoritaria o addirittura errata. E’ giusto che gli esperti siano scudati e che la responsabilità sia collettiva o sia attribuita al responsabile politico che deve decidere sulla base delle discussioni e delle idee del comitato scientifico.

Ciò che segue ora non l’ho detto ma lo penso. Nel caso del COVID gli esperti hanno avuto fin troppe occasioni per esprimere i loro pareri individuali che però a quel punto diventavano personali. Purtroppo sulla varietà dei punti di vista la stampa e la politica hanno costruito una tale caciara che i cittadini hanno fatto fatica a riconoscersi in una coerente linea comune.

Arrivati alla cassa, il giovane benzinaio mi chiede: visto che lei è un esperto come mi spiega il fatto che hanno proibito le autopsie sui morti di COVID. Guardi non sono un medico, mi occupavo solo di scuola. La spiegazione è semplice: di norma chi muore in ospedale per una causa non chiara deve essere sottoposto ad esame autoptico, ma lei si ricorda cosa succedeva in marzo/aprile all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo? cosa sarebbe successo se avessero dovuto fare l’autopsia di tutte le salme, quanti mesi di attesa, quante celle frigorifere sarebbero state necessarie? Hanno fatto l’unica cosa sensata, hanno sospeso la norma e proceduto con le autopsie praticabili con i mezzi che avevano solo nei casi in cui ciò poteva servire a capire meglio cosa stava succedendo con questa malattia del tutto ignota. Molte informazioni utili alle cure, che nel frattempo sono state messe a punto, sono venute dagli esiti delle autopsie.

Il benzinaio ci lascia per servire un nuovo cliente e rimango a parlare con il suo amico, un signore sulla cinquantina. Mi chiede: ma lei cosa pensa della vaccinazione che ci vogliono imporre? Immediatamente capisco che si riferisse al vaccino contro il COVID e rispondo: aspettiamo che ci sia. No, mi riferisco a quello antinfluenzale. Rispondo: so solo che la regione Lazio ne ha ordinato una grande quantità e si appresta ad aprire la campagna vaccinale in anticipo rispetto al solito. Io lo farò, sono dieci anni che lo faccio e anno scorso ho fatto anche quello contro lo pneumococco. Ho capito che per alcune categorie più a rischio sarà obbligatorio ma non conosco i particolari. Infatti, dice lui, il mio medico dice che lo devo fare perché ho problemi circolatori. Segua i consigli del suo medico o lo cambi s non si fida e ne cerchi uno che le spieghi perché non le conviene vaccinarsi. In generale il motivo per cui penso che la nostra regione abbia fatto bene a investire sul vaccino antinfluenzale è che i sintomi delle due malattie si sovrappongono e se tutti coloro che avranno l’influenza stagionale dovessero essere trattati come affetti da Covid (esempio quarantena) avremmo il collasso del sistema sanitario e di quello economico. A questo punto Lucilla dalla vettura mi ha fatto segno che dovevamo riprendere il viaggio.

Caro lettore, bada bene il titolo del post non si riferisce alla mia chiacchierata fugace durante il rifornimento ma ai miei due interlocutori che sono del tutto catechizzati dalle discussioni presenti sui social. Le tre obiezioni che mi sono state proposte, la storia dei verbali, quella delle autopsie e la pericolosità dei vaccino sono ricorrenti anche nei social che mi capita di frequentare. Ma non credo proprio di essere riuscito a ‘catechizzarli’.

Forze oscure continuano a scavare nelle contraddizioni di una situazione molto complessa per alimentare dubbi e risentimenti contro le istituzioni scientifiche, le istituzioni politiche, le categorie sociali in cui si struttura il nostro Stato.

Arrivato a destinazione, ora sono in una cittadina COVID free da molte settimane, tutti portano le mascherine anche all’aperto. La seconda ondata la si combatte adesso!

6 risposte a "Catechizzati con le chiacchiere"

  1. ciao Raimondo, come sai già, se mi segui, non sono affatto, ma proprio per niente d’accordo con le tue considerazioni sul primo punto: non si tratta infatti di sapere quali posizioni particolari i diversi componenti del Comitato Scientifico avessero all’interno delle loro riunioni, ma quali raccomandazioni ufficiali avessero fatto al governo alla fine delle loro riunioni.
    come ben sai, anche il TAR del Lazio ha imposto al governo di renderle note, ma il governo ha fatto opposizione al Consiglio di Stato, il quale ha sospeso la decisione per circa un mese, ma difficilmente potrà decidere in modo diverso.
    sono infatti normalissime esigenze di trasparenza democratica.

    si tratta comunque del segreto di Pulcinella, visto che si sa già che aveva chiesto di istituire la zona rossa nei due comuni bergamaschi più colpiti (e forse anche nella città di Bergamo) e che il governo, dopo avere fatto affluire i militari per istituire la zona rossa richiesta, ha ceduto alle pressioni della Confindustria locale, ben rappresentata a livello di Regione Lombardia da Fontana e a livello comunale dal sindaco PD Gori, e ha rinviato la decisione di alcuni giorni, preferendo poi istituire, con colpevole ritardo, una zona arancione in alcune province intere.
    non è un calcolo arbitrario. ma abbastanza solido, che questa decisione sia costata a Bergamo circa 6 mila morti, almeno contando quelli dovuti al Covid nel mese di marzo.

    non vorrei sembrarti offensivo se ti faccio una domanda: chi catechizza chi?

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    • Ciò che tu sostieni non implica la necessità della pubblicazione degli atti dei comitati tecnici scientifici. Tutta fuffa che serve ad alleggerire le gravi responsabilità della gestione leghista della sanità lombarda, per dimenticare gli interventi delle consorterie varie per non fermare la locomotiva d’Italia. Per i morti bergamaschi vogliamo accennare anche alle partite di calcio irrinunciabili? So che non segui più FaceBook, io continuo a frequentarlo e constato che certe tematiche diventano dei tormentoni nelle chiacchiere dal benzinaio come anche nei dibattiti televisivi. Chi catechizza chi? Tutti noi che ci ostiniamo a diffondere le nostre idee al di fuori della cerchia ristretta della nostra famiglia.

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      • implica la necessità della pubblicazione delle indicazioni date al governo e alla Regione Lombardia.
        questa è una esigenza democratica MINIMA e IRRINUNCIABILE. senza informazione non c’è democrazia. ma il Gatto e la Volpe (Lega e PD), che hanno agito totalmente d’accordo in Lombardia a inizio pandemia, cercano di opporsi.
        la conoscenza ufficiale di queste indicazioni disattese metterebbe a fuoco le responsabilità del tutto condivise; e purtroppo non si salva neppure il ministro Speranza di LeU.

        anche ai concorsi i candidati hanno diritto di accesso ai verbali delle commissioni; i familiari delle vittime di Bologna chiedono sia rimosso il segreto di stato, e pare che molto opportunamente il capo del governo oggi abbia deciso di toglierlo. e vogliamo negare questo diritto ai parenti delle 6mila vittime della epidemia bergamasca?
        la trasparenza dell’azione amministrativa è un principio fondante dello stato democratico, un valore direi quasi costituzionale, e può essere impedita dal governo soltanto per motivi gravissimi che riguardano la sicurezza dello stato. in che cosa può essere messa in discussione la sicurezza dello stato se l’opinione pubblica conosce quei verbali o almeno quelle indicazioni?

        l’opposizione non so se più stupida o più colpevole del governo Conte offre alla destra sfegatata l’occasione di fare una protesta giusta e sacrosanta in se stessa e di nascondere le proprie responsabilità gravissime dietro quelle altrettanto gravi del governo: comportamento idiota, a parer mio, e una chiara ammissione di colpa.
        ma Zingaretti, che è ancora al suo posto dopo gli aperitivi di Milano non si ferma, toglie qualunque credibilità politica anche alle cose meno sbagliate che sono state fatte dopo.
        non potremo mai liberarci della destra se la sedicente sinistra fa le sue stesse cose solo in maniera più reticente ed incerta (vedi l’immigrazione): prendiamone atto.

        scusa la replica, e mi ritraggo, dopo avere “rotto” anche troppo.

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          • grazie, mi conforti. di recente un commentatore mi ha detto – amichevolmente, peraltro – che sono palesemente un rompiballe, e siccome so che è vero, cerco di stare sul chi vive.

            ma evidentemente un certo modo di discutere schietto e appassionato non si usa più e risulta troppo aggressivo per le più giovani generazioni.

            anche io apprezzo i punti di vista diversi dal mio, anche esposti sotto forma di critica a quel che dico, se occorre: aiutano sempre a riflettere e ad approfondire.

            ti aspetto quindi, quando vorrai, anche da me.

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