La prevenzione? è come il socialismo.

Pochi giorni fa ho letto una riflessione del dott. Pregliasco sul paradosso della prevenzione. Le misure che sono state prese per arginare la diffusione del virus sono state variamente ostacolate da tutti coloro che le hanno ritenute esagerate ed eccessive, sono state criticate da coloro che le hanno giudicate tardive e approssimative, sono state irrise dei benaltristi che pensano sempre che tutto si può fare meglio.

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Compartimenti stagni 4

Le prossime due settimane sono decisive per riuscire a riprendere in modo diffuso le attività economiche e le relazioni sociali fondamentali. Bene ha fatto il governo a prevedere una progressione lenta cadenzata su due settimane, esattamente quanto serve per osservare se un nuovo livello di libertà nei movimenti provoca nuovi contagi in quantità incontrollabile: la famosa seconda ondata, che incomberà come rischio per tutto il tempo necessario a disporre di un vaccino efficace ed economico che eradichi il virus.

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Compartimenti stagni 2

Leggendo i commenti nei social si ha la misura della deriva in cui siamo immersi: un mix di imbecillità, di ignoranza, di supponenza, di ribellismo, di isteria, di paura, di disonestà. Non illudiamoci che questa quarantena quaresimale ci trasformi e ci purifichi perché stiamo rifiutandoci di imparare, di capire, di immaginare. In fondo chi non vive direttamente il dramma di un lutto in famiglia o dell’emergenza vicino casa nel proprio paesetto o nel proprio quartiere non capisce il perché di tutte queste cautele e restrizioni: suvvia torniamo a scuola, andiamo a messa in processione, torniamo a giocare a scopa con gli amici, torniamo lieti in spiaggia a prendere il sole.

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Compartimenti stagni

Ma insomma perché non riprendere i rapporti con parenti e amici che hanno osservato scrupolosamente l’isolamento per tutto questo tempo? Se nessuno si è ammalato durante la quarantena siamo sani e potremmo abolire  il blocco almeno tra noi che ci conosciamo. In pratica all’interno di condomini e tra famiglie che abitano molto vicine la certezza di non essere infetti ha riattivato gradualmente scambi e contatti che appaiono sicuri. E lo sono, finché ogni gruppo rimane isolato e protetto dal blocco delle attività e dalla limitazione degli spostamenti individuali. Per questo nella fase 2, con l’allentamento dei vincoli saranno consentite visite ai ‘congiunti‘, ai propri familiari. Ovviamente questa piccola apertura determinerà una sistematica estensione dei contatti a conoscenti e amici, fidanzate, compagni di scuola … In pratica lentamente i piccolissimi gruppi che si erano isolati nei singoli  appartamenti attiveranno contatti con altri gruppi ritenuti virusfree.

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La Resistenza e la sua luce

di Pierpaolo Pasolini

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce…

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un’alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l’alba nascente fu una luce
fuori dall’eternità dello stile …
Nella storia la giustizia fu coscienza
d’una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.