Populismo

Un’altra lettura da rimeditare di 5 anni fa

Raimondo Bolletta

Traggo questa lunga citazione dal saggio che avevo citato in un precedente post. Nel 2002 così Giuliano Amato descriveva il populismo. Vale la pena di rileggere questo pezzo e l’intero saggio perché quanto ci sta accadendo in questi giorni non è cosa nuova e il senso di meraviglia e di spaesamento è concesso solo agli adolescenti che hanno marinato il corso di storia.

(….) Spunta qualcuno che si candida a essere rappresentante di questi sentimenti anti-establishment, il professionista dell’anti-politica che tanto bene abbiamo conosciuto in Italia in questi anni. Quante carriere, nel nostro paese, sono passate proprio attraverso la politica dell’anti-politica.

Ma il fenomeno è più generale. Il diffondersi di questi sentimenti è legato al crescere, nel corso del secolo, del ruolo dello Stato nell’economia e alla progressiva degenerazione dell’intervento pubblico. E’ lì che vanno rintracciate le origini dell’ostilità diffusasi nelle coscienze individuali verso lo Stato, verso le burocrazie, verso i politici…

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Dopo la batosta

Sto leggendo un bellissimo romanzo dal titolo 4 3 2 1 di Paul Auster. E’ la storia di un mio coetaneo ebreo americano, o meglio di molteplici vite parallele di un un certo Archie Ferguson nato nell’immediato dopoguerra. L’espediente del libro di immaginare percorsi diversi della vita di uno stesso  giovane seguendo eventi che sconvolgono la sua vita come fossero altrettanti  bivi che lo modellano variamente raccontata in episodi in cui non sai esattamente di quale Ferguson si sta raccontando porta il lettore, almeno ha portato me, a sentirsi in certi momenti uno dei tanti possibili Ferguson.

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