Il pericolo inglese

Visto che parliamo tanto della Grecia, una parolina sul pericolo inglese la vogliamo dire? Ieri ho seguito un breve servizio televisivo sulla crisi economica in Inghilterra: la percentuale di poveri è sensibilmente aumentata, come anche i senza tetto e sono aumentati i bambini cresciuti in famiglie distrutte.  In serata il reportage sulla visita delle regina Elisabetta in Germania durante la quale la regina, contravvenenedo alla regola non scritta della sua neutralità rispetto alla politica, ha richiamato il valore positivo dell’integrazione europea di fronte al rischio che con il referendum di Camerun l’Inghilterra possa decidere di uscirne. Continua a leggere

Leggendo e rileggendo

Oggi non mi va di scrivere nulla di nuovo.

La lettura del fondo di Scalfari non mi ha per niente tirato su, anche se mi conferma nelle mie convinzioni.

Ho poi letto il post del blog Exult49’s che ormai seguo con fedeltà dal titolo what if  che, scritto da un italiano che vive in America, ci offre come al solito un punto di vista per me illuminante.

In particolare segnalo il punto in cui l’autore commenta le recenti statistiche sulla ripresa dei flussi emigratori di italiani verso il resto del mondo. Se solo penso ai figli dei miei amici e ai parenti quella statistica è forse sottostimata. Ma come tutti i fatti della vita, quella notizia presentata dai giornali come un indicatore di declino, potrebbe essere anche un indice di dinamicità, di forza, di voglia di riscatto che la generazione degli incazzati grullini nemmeno riesce a intravvedere e tantomeno a rappresentare.

Non scrivo nulla di nuovo perché nei due articoli che segnalo c’è tutto quello che vorrei gridare, detto meglio e con più saggezza.

In realtà ho riletto anche ‘Le cause della crisi’ un mio pezzo  di qualche giorno fa, l’ho visto in evidenza tra gli articoli letti di recente dai miei lettori. L’ho riletto e mi è piaciuto, non cambierei una virgola anche sulla base della cronaca di queste giornate.