Influencer?

Tra le follie che circolano sulla rete autorevolmente propalate da ‘intellettuali’ di sinistra come Lerner c’è l’idea di non pagare il debito per vincere finalmente l’odiato capitalismo. G+ di cui faccio parte mi sta sistematicamente presentando tra i temi caldi appunto questa questione.

Questo è il commento che ho scritto oggi su un post che proponeva come positivo il caso dell’Islanda:

L’Islanda non è l’Italia e forse bisognerebbe chiedere  direttamente agli islandesi pensionati o agli islandesi che sono tornati a fare i pescatori come stanno effettivamente. Una cosa è rifiutarsi di nazionalizzare il debito di banche che stavano fallendo e i cui depositanti erano prevalentemente non islandesi (caso islandese) e altra cosa è rifiutarsi di pagare il debito dello stato che è alla base dello stesso equilibrio finanziario di tutte le banche e quindi anche dei depositi. Se gli italiani decidessero di non pagare il debito farebbero una fine peggiore di quella dei greci, della cui tragica fine stiamo vedendo solo gli inizi, e degli argentini il cui impoverimento è stato così drastico e violento che ora anche lievi recuperi sono presentati come tassi di crescita da miracolo economico. 

Mi chiedo infine: perché G+ mi mette come tema caldo da me non richiesto questo post e la relativa discussione? Sono forse classificato come potenziale grillino? 

Chi c’è dietro Grillo

Ho trovato sulla rete un saggio sul fenomeno politico-mediatico Grillo.

Ci sono molte informazioni utili a noi utilizzatori ingenui per capire in che mondo viviamo quando ci immergiamo nella realtà virtuale di Internet. La rete e i social network stanno diventando l’approccio principale per conoscere ed informarsi.  Per questo tramite è possibile diffondere viralmente una opinione politica uniforme e potenzialmente maggioritaria  che sta lanciando un nuovo salvatore della Patria come venti anni fa la televisione fece per l’altro uomo della Provvidenza.

Chi c’è dietro Grillo

Si trova sull’interessante blog: http://micheledisalvo.com/