Ricordare

Oggi é la giornata dedicata alla memoria della Shoah. Come sapete sono reduce da Amsterdam, di cui avrei molto da raccontare ma oggi mi limito ai sentimenti e alle emozioni legate all’approssimarsi di questa ricorrenza.

Il seminario cui ho partecipato serviva ad organizzare un monitoraggio della qualità della gestione di una indagine internazionale nelle scuole. Eravamo per la gran parte ex presidi o ex ricercatori in pensione provenienti da 34 diversi paesi, dalla Corea, all’Argentina, al Messico.

Poco tempo per avere scambi diretti e così si approfitta della colazione della pausa caffé, della cena sociale. A colazione il mio vicino, rappresentante di un paese delle americhe racconta che i suoi nonni erano di Amsterdam ma che riuscirono ad emigrare prima dell’invasione nazista. A cena la collega israeliana raccontando del suo paese dice che i loro giovani stanno perdendo la memoria perché non ricordano più perché sono in quella terra, perché non rispettano abbastanza i cittadini di origine araba e per ciò teme per la pace. La rappresentante della Spagna parlando della partenza del giorno dopo dice che prenderà il taxi per tornare in aeroporto perché prima vuole andare a vedere la casa di Anna Frank, un luogo che fa parte della sua memoria più cara, della sua giovinezza da liceale. Io la sera prima andando a caccia di scorci da fotografare avevo fatto questa foto nei pressi del quartiere di Anna Frank pensando a lei e a come doveva essere la città con i suoni sinistri dei tedeschi a caccia di ebrei da portare rapidamente nei forni crematori per cancellare la memoria di quel popolo dalla faccia della terra. L’estremo tragico tentativo dell’uomo di cancellare dalla storia la testimonianza più viva dell’esistenza di Dio.

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