Ricordare

Oggi é la giornata dedicata alla memoria della Shoah. Come sapete sono reduce da Amsterdam, di cui avrei molto da raccontare ma oggi mi limito ai sentimenti e alle emozioni legate all’approssimarsi di questa ricorrenza.

Il seminario cui ho partecipato serviva ad organizzare un monitoraggio della qualità della gestione di una indagine internazionale nelle scuole. Eravamo per la gran parte ex presidi o ex ricercatori in pensione provenienti da 34 diversi paesi, dalla Corea, all’Argentina, al Messico.

Poco tempo per avere scambi diretti e così si approfitta della colazione della pausa caffé, della cena sociale. A colazione il mio vicino, rappresentante di un paese delle americhe racconta che i suoi nonni erano di Amsterdam ma che riuscirono ad emigrare prima dell’invasione nazista. A cena la collega israeliana raccontando del suo paese dice che i loro giovani stanno perdendo la memoria perché non ricordano più perché sono in quella terra, perché non rispettano abbastanza i cittadini di origine araba e per ciò teme per la pace. La rappresentante della Spagna parlando della partenza del giorno dopo dice che prenderà il taxi per tornare in aeroporto perché prima vuole andare a vedere la casa di Anna Frank, un luogo che fa parte della sua memoria più cara, della sua giovinezza da liceale. Io la sera prima andando a caccia di scorci da fotografare avevo fatto questa foto nei pressi del quartiere di Anna Frank pensando a lei e a come doveva essere la città con i suoni sinistri dei tedeschi a caccia di ebrei da portare rapidamente nei forni crematori per cancellare la memoria di quel popolo dalla faccia della terra. L’estremo tragico tentativo dell’uomo di cancellare dalla storia la testimonianza più viva dell’esistenza di Dio.

amsterdam

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3 thoughts on “Ricordare

  1. Così scriveva Anna Frank nel suo diario il 15 luglio 1944

    “Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!”

    Il 4 agosto Anna e tutti i rifugiati nella casa sul Prinsengracht di Amsterdam furono arrestati e deportati.
    Anna morì a Bergen-Belsen nella primavera del 1945 poco prima dell’arrivo delle truppe inglesi.

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  2. A proposito di ricordi ed emozioni.
    Ho fatto una lunga fila anni fa, per visitare la casa di Anna Frank. “Meno male” ho detto ai miei figli più piccoli che si erano stufati di attendere sotto il sole “siamo in tanti a voler celebrare questa bambina proprio nella casa, proprio nelle stanze che ci ha descritto nel diario”
    Poi la visita della sua casa, della sua stanza in un improvviso e inevitabile silenzio.
    Infine al piano di sopra. Non immaginavo di vederlo. E invece era lì, in una teca di vetro, piccolo, con la copertina di stoffa scozzese. Struggente. Uguale a centomila altri diari, persino uguale al mio dei dieci anni. Non ce l’ho fatta a trattenermi nonostante avessi i bambini per mano, sereni liberi incuriositi. Quante lacrime….

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