Un granello di sabbia

Solo una settimana fa nel post Che fare? così scrivevo:

Noi cittadini siamo attoniti e intontiti, sembra non esserci speranza. Costituzione, economia, partito, regole, leggi, contratti, tutto è a disposizione di un parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale che obbedisce obtorto collo a colpi di voti di fiducia ai giovanotti che hanno occupato palazzo Chigi.

Noi cittadini vediamo una stampa e una televisione non solo asservite ad interessi inconfessati ma soprattutto ignoranti ed inette. I giornalisti hanno occupato tutti gli spazi televisivi, la mattina, la sera, il pomeriggio capaci solo di far domande non sempre intelligenti agli ospiti, capaci solo di togliere la parola non appena l’ospite esce dal seminato convenuto, incapaci di offrire informazioni chiare alla portata del cittadino medio.

Che fare?

Quando una macchina complessa sembra funzionare e va a tutta velocità, non si sa bene dove, se non si può accedere al quadro di comando, l’unico sistema per frenarla è quello di buttare qualche granello si sabbia negli ingranaggi. E’ ciò che ha cominciato a fare l’alta burocrazia del tesoro, stanca di essere vilipesa e sottovalutata sta facendo forse uno sciopero bianco, finite le sei ore di lavoro giornaliere se ne vanno a casa e il testo della legge finanziaria non è pronto, si fa aspettare il capo dello Stato e il Parlamento. Potrei elencare molti altri sgretolamenti della macchina da guerra renziana, Cantone che si oppone ai 3000 euro in contanti, Boeri che esterna i suoi dubbi, l’agenzia delle entrate che si lamenta di non avere mezzi.

Noi poveri mortali che possiamo fare? Intanto dobbiamo attendere il referendum sulla riforma costituzionale e lì potremo fermare quella indecenza. Ora, a breve nei prossimi giorni, noi romani possiamo andare  a piazza del Campidoglio e manifestare la nostra solidarietà al sindaco Marino. Domenica, 25 ottobre alle ore 12.

Un bel granello di sabbia negli ingranaggi renziani, in ogni caso, anche se Marino confermerà le sue dimissioni.

Intanto ho smesso di comprare Repubblica …

Ora Marino sta trasformando quella manciata di sabbia di pacifici anticorpi che si sono raggruppati dalle parti del Campidoglio in un autentico macigno che sta facendo rotolare tra gli ingranaggi del sistema mediatico informativo che governa il potere di Renzi triunfans. Forse mi illudo, come al solito, volendo credere all’incredibile ma non acconsentire ad un passaggio morbido, come aveva fatto Letta, mette allo scoperto le contraddizioni di un partito che ormai è stato asfaltato dal renzismo e apre la strada a 5 Stelle sia a Roma sia alle politiche se rimane questa legge elettorale.

Povero Renzi ora dovrà dar retta a chi chiede una revisione dell’Italicum, dovrà affrontare il rischio che aveva accuratamente calcolato da buon pockerista. Il tutto per un ostinato pasticcione che ha scombussolato l’assetto di potere nel quasi 10% dell’economia nazionale (Roma).

Ma Renzi, che è molto più furbo di me e che ha i suoi informatori ed analisti, forse continua ad avere sonni tranquilli quando vede l’inconsistenza politica dei suoi competitori che sanno solo gridare allo scandalo a prescindere senza saper valutare la situazione reale perché non hanno un progetto credibile se non quello dell’onestà.

Che fare?

Lo sgretolamento delle nostre istituzioni prosegue implacabile. La legge finanziaria stenta a vedere la luce, forse oggi sarà presentata al capo dello Stato e consegnata al Parlamento per la necessaria approvazione. Per una settimana si è discusso sul nulla, su slide che il nostro commesso viaggiatore ci ha illustrato con grande entusiasmo, promettendo a tutti la prosperità di tasse abbassate.

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Il fronte delle pensioni 3

Ho letto  oggi due interessanti articoli  sulle pensioni

http://keynesblog.com/2015/05/21/pensioni-6-ragioni-per-stare-con-la-corte-costituzionale/#more-6193

https://bortocal.wordpress.com/2015/05/22/pensioni-tobintax-e-pareggiodibilancio-in-costituzione-247/

in particolare viene analizzato il ruolo giocato dalla Corte Costituzionale con una sentenza grave che appare come un moto tellurico in un sistema economico piuttosto precario. Continua a leggere

Il fronte delle pensioni

Nella cittadella assediata non si sa se i troppi fronti aperti dipendano dalla varietà dei nemici o sia il comandate dell’esercito, che ormai ambisce ad essere proclamato principe,  ad aprire ogni giorno un fronte nuovo. Non finisce una battaglia che ne inizia un’altra. Mattia il gradasso spende più tempo nelle bettole la sera a convincere il popolino che il suo esercito sta vincendo ogni dove di quanto ne spenda ad organizzare e fortificare le sue forze per difendere davvero la cittadella assediata dai creditori. Così un suo nuovo giovane luogotenente, nominato sul campo comandante della milizia specializzata a proteggere i vecchi che non possono più lavorare e gli indigenti, certo Boerus Tridentinus Bocconianus, sta aprendo un nuovo fronte, ingaggiando una nuova battaglia per contrastare una frangia di vecchi privilegiati che hanno dei titoli di credito che consentirebbe loro di vivere negli agi alla faccia del misero popolino che nella cittadella doveva stringere la cinghia. Continua a leggere