Stupidità arancione

Avete capito, vorrei parlare dell’INPS e dell’operazione terroristica del giovane Boeri.

Ieri ho passato la mattinata in un ufficio territoriale dell’INPS per chiedere la liquidazione di una pensione supplementare di vecchiaia per parasubordinati. Una signora molto gentile alla reception mi dice subito che ormai tutte le domande si fanno online, io dico che pur avendo il PIN avevo provato ad accedere ma non avevo trovato la pagina opportuna. Chiedo quindi di parlare con qualcuno. Prendo il numeretto e mi accomodo per fare quasi due ore di fila di attesa. Una esperienza disarmante e frustrante: questo paese non può risorgere, ormai il popolo è diventato un popolino viziato e lamentoso, pretenzioso, ignorante, egoista, potenzialmente violento. Ero tentato di registrare con il telefonino le conversazioni dei pensionati che erano seduti accanto a me. Era evidente la presenza di una influencer, una signora ben messa, capelli freschi di parrucchiere che commentava tutto, rilanciava gli argomenti che gli altri lasciavano cadere, dai suoi racconti si capiva che era stata una dipendente comunale, forse una ausiliaria di un asilo nido. Non vi dico cosa ha potuto raccontare delle maestre, dei vigili, dei dirigenti ed ovviamente dei politici. E il coro dolente delle prefiche intorno a darle ragione con affermazioni del tipo, a quando c’era Mussolini queste cose non succedevano. E sì! speriamo che questa volta la Meloni non faccia come quel cretino di Alemanno, bisogna usà le maniere forti, altro che !! A un certo punto non potendo sopportare questi discorsi e ritenendo del tutto inutile cimentarmi in uno scambio dialettico mi sono spostato in un altro punto della sala dove s’erano concentrate tre coppie con bimbetti che con i loro pianti e le loro grida avevano allontanato i vecchi rancorosi. Ma anche lì una vecchia coppia di pensionati aspettava il suo turno, il marito continuava a lamentarsi che i numeri scorrevano lentamente, che gli impiegati non lavoravano, che nulla funzionava. A un certo punto la moglie sbotta dicendo: sono in pensione non ho niente da fare, posso aspettare, se tu non resisti vattene, lasciami la chiave di casa e ci vediamo a casa. 

Così finalmente arriva il mio turno e l’impiegata ribadisce che la domanda va fatta on line oppure tramite CAF. Chiedo l’indirizzo della pagina del web, non lo conosceva ma mi rassicura dicendo che basta usare la funzione di ricerca inserendo la dizione esatta della pensione che intendevo richiedere. Tornato a casa riprovo ad entrare nel sito INPS,  trovo la circolare che dispone l’uso del web ma non riesco a trovare la pagina giusta. Ora attendo la risposta ad un quesito scritto che ho fatto al sistema. Alla fine dovrò ricorrere a un CAF.

In questa storia ci sono mille particolari che meriterebbero un commento ma inutile ripetere sempre le stesse cose. Non l’avrei scritta se la sera non mi fossi imbattuto nel servizio televisivo sull’invio delle lettere arancione e sulla perentoria affermazione di Boeri secondo cui gli attuali trentenni andranno in pensione a 75 anni con una miseria.

E se Boeri invece di occupare la scena politica con proposte di riforma gestisse meglio il carrozzone che gli è stato affidato? Se parlasse meno?  Gli avevo già dedicato un post e non voglio ripetermi ed annoiarvi.

Aggiungo una ulteriore riflessione.

Carta o rete?

A che serve stampare ed inviare lettere di carta quando tutto il sistema dovrebbe essere accessibile via web? No! scusate avevo capito male. L’INPS vi invia lettere per dirvi che non vi pagherà mentre voi che avete il diritto di incassare una pensione dovete usare il web che è inaccessibile o andare dal CAF in cui pagherete una iscrizione se non avete una qualche tessera sindacale e l’INPS pagherà una piccola somma per il servizio di intermediazione.

Facciamo funzionare questo maledetto e costosissimo calcolatore! Come accade già diffusamente per le assicurazioni private è del tutto banale una applicazione che verifichi quanto già versato  e che sviluppi semplici calcoli sulla base di ipotesi che l’interessato può formulare, altro che busta arancione. Naturalmente quell’applicazione dovrebbe essere preceduta da un bel warning  ‘previsioni economiche superiori al decennio non sono attendibili’. Basterebbe un nuovo virus devastante che falciasse i troppo vecchi e l’INPS tornerebbe in attivo, basterebbero nuove cure o la sconfitta del tumore cosicche tutti dovranno lavorare davvero fino a 80 anni.

Terrorismo

Ma al popolino viziato e lagnoso che ho incontrato ieri mattina sia la lettera sia il sito web sono come le perle ai porci.

Bisogna rieducarlo su nozioni e principi di base: il sistema pensionistico non crea ricchezza ma la redistribuisce nel tempo, tanto dai, tanto riprendi, se ti va bene, l’ammontare della pensione dipende da quanto si è accumulato con i contributi e dal tempo previsto di sopravvivenza.

La proposta della flessibilità in uscita sarebbe certamente più comprensibile ed accettabile se si chiarisse che l’ammontare della pensione annuale è il montante versato diviso per gli anni che ti rimangono statisticamente da vivere. Questa flessibilità non presenterebbe costi aggiuntivi perché su grandi numeri la scelta dell’età in uscita sarebbe indifferente. Purtroppo anche questa proposta è mediata e diffusa da giornalisti che vagamente capiscono il problema ma lo intrugliano di complicazioni per non far capire nemmeno agli altri.

Lo scandalo dei vitalizi d’oro dei politici confonde le acque e non consente di diffondere un approccio razionale al problema.

Quegli stessi politici che godono dei vitalizi aizzano la folla dei giovani contro gli anziani che hanno pensioni calcolate con il metodo retributivo. Il sospetto e la diffidenza regnano sovrani. Lo stesso Boeri, con l’aria di chi sta per fare finalmente pulizia e sta per ridistribuire nuova ricchezza raschiata nel fondo del barile, propose di ricalcolare tutte le pensioni in essere anche quelle calcolate con il metodo contributivo, senza ricordare che gli attuali pensionati hanno lavorato durante decenni in cui l’inflazione arrivò anche al 15% e il PIL cresceva del 7%. Se si rifacessero i calcoli con l’attuale sistema di calcolo, che rivaluta il montante pensionistico quanto la crescita del PIL, scopriremmo che le attuali pensioni calcolate con la riforma Dini sono molto vicine al quelle calcolate sommando i contributi versati e rivalutati.

Insomma vedo in giro molta stupidità che in questo momento prende una tonalità arancione.

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