I sette e le sette sulla sette

Carino il gioco di parole, l’avete capito?

Ieri sera ho visto sulla Sette Bersaglio mobile di Mentana dedicato ai sette candidati sindaci del comune di Roma. Per la verità mi sono perso i primi due di M5S e del PD, l’intervista era però piuttosto fiacca tanto che ci siamo più volte appisolati.  Domande scontate e risposte prevedibili e poco indicative delle reali intenzioni. La sensazione che ho avuto è che ciascuno parlasse alla propria setta, al proprio gruppo di riferimento o a qualche fazione con cui si stava contrattando un appoggio. La cosa è apparsa evidente nelle risposte di Fassina che ha risvegliato il mio interesse. Mentana lo trattava da perdente sicuro, da Don Chisciotte senza alcuna speranza di diventare sindaco. Fassina ha presentato con chiarezza  la sua strategia, parlare agli esclusi che non votano più, e riprendere una politica veramente di sinistra che non si identifichi con il renzismo.

Mentana incalzandolo gli chiede quali potrebbero essere le alleanze al ballottaggio e allora Fassina risponde che considererà i programmi ma che non si sentiva molto lontano da Marchini e da Raggi. Mi sono un po’ meravigliato,questa indicazione mi è sembrata imprudente e prematura , ho pensato che fosse una ingenuità da parte di un personaggio che effettivamente ha un’aria un po’ ingenua.

Poi, questa mattina, ripensandoci ho capito che mi sbagliavo, ero io che peccavo di ingenuità e di superficialità: finora ho sempre ragionato come se nelle elezioni comunali si usasse l’Italicum. Temo che anche molti giornalisti e commentatori facciano lo stesso errore, dimenticano che, diversamente dell’Italicum per l’elezione della camera dei deputati, le elezioni comunali prevedono nella prima tornata apparentamenti di più liste intorno alla figura del sindaco. Se si va al ballottaggio, liste già apparentate con i candidati sindaci esclusi possono scegliere di appoggiare uno dei due candidati in competizione nel secondo turno.

Se è così, ora capisco Fassina, intende entrare nel gioco degli apparentamenti offrendo a M5S un appoggio che potrebbe essere decisivo per vincere ma che potrebbe essere molto compromettente per il M5S stesso se accettasse di condividere con Fassina il 60% dei seggi assegnati al sindaco vincente.

Insomma la Raggi, che si comporta come predestinata e si mostra sicura di vincere, potrebbe facilmente perdere al ballottaggio contro un Marchini che radunasse il centro e la destra o contro un PD che recuperasse i voti di Fassina. Insomma i giochi sono aperti, più aperti di quanto si possa pensare assumendo lo schema dell’Italicum.

E in questo quadro, in questo gioco politico in cui il timido Fassina sembra potersi muovere con disinvoltura, Marino che fa? ci sarà un lista civica legata a Marino che appoggia nella prima tornata Fassina? Non so nulla, sulla rete Marino è presente ma non si capisce dove voglia colpire. Ero iscritto ad un gruppo di Facebook che appoggiava Marino nella fase della sua defenestrazione ma recentemente mi sono cancellato perché ho percepito un clima settario e chiuso, di quelli che non tollerano che si possano avere opinioni divergenti o critiche.

In giro ci siano molti approcci settari per scalare il potere che in questa tornata per Roma potrebbe valere non solo la scalate del Campidoglio ma di tutti i sette colli.

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