La democrazia nel partito democratico

Il PD è in un terribile vicolo cieco in cui le contraddizioni accumulate in 2 anni di gestione Renzi stanno esplodendo e tutti tirano fuori idee per ridurre il danno. La domanda è di chi è la colpa, dove hanno sbagliato? Come può un partito tollerare che 101 fedifraghi che nell’ombra hanno silurato Marini e che  altri che hanno silurato Prodi nelle elezioni presidenziali possano impunemente occupare gli scranni del parlamento con onore? Forse Letta se ne è andato per il disagio di sedersi accanto a persone pavide che non sanno assumersi le proprie responsabilità politiche.  Continua a leggere

Movimento franoso

Qualche giorno fa avevo formulato questa previsione.1429860767-frana

Marino attende i risultati delle primarie del PD e punta su una vistosa diminuzione dei votanti. Se così accade il PD non ce la farà comunque e allora lancia la sua lista civica ad esempio con Tocci candidato sindaco, se Morassutt riesce a vincere su Giachetti significa che i votanti non sono diminuiti e allora appoggia Morassutt come candidatura anti Renzi. Terzo caso, molti votanti e vittoria di Giachetti, non butta i suoi soldi per una sua lista civica. In ogni caso opererà per far fuori il candidato renziano. Ovviamente ritiene che un sindaco grillino sia meglio di un sindaco renziano.

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Operazione mediatica

Seppur discretamente, se mi capita, sollecito i miei amici, o i miei interlocutori con cui ho un po’ di confidenza, a dire cosa faranno alle primarie del PD. Qualcuno non si appassiona ed è incerto se andare a votare, qualcun altro è chiaramente ostile a un candidato o partigiano di un altro, molti sono rassegnati all’idea che i giochi sono fatti e che tanto vale appoggiare il favorito per dare più forza a chi vincerà. Il meccanismo mentale è molto simile a quello delle elezioni politiche, ‘magari mi turo il naso ma cerco di far vincere il meno peggio’.

Queste strane primarie, diverse da quelle in cui si sceglie il candidato premier di una coalizione di partiti, servono a scegliere un segretario di un partito e soprattutto a eleggere l’assemblea nazionale, un consesso di rappresentanti che dirigeranno nel prossimo futuro il partito, fino alla prossima sconfitta. Non possiamo però applicare gli stessi meccanismi mentali usati nelle elezioni politiche.

Come sa chi segue questo blog, penso che Renzi sia un autentico pericolo per il partito e una falsa speranza per il nostro paese e penso che Cuperlo sarebbe una buona scelta. Ho sperato in Civati ma alla prova dei fatti mi è sembrato ancora poco solido e troppo ondivago nelle scelte che ha fatto ultimamente. Si tratta comunque di tre anime del partito che si sono confrontate in modo civile per le quali la scelta di un potenziale elettore non va fatta in funzione dell’esito vittorioso ma in funzione della conta degli orientamenti del popolo che forse voterà il PD nelle elezioni vere.

Esemplifico per farmi capire. Se l’obbiettivo è la vittoria, se il superamento del 51% fa vincere tutto il banco, allora un Civatiano temendo che Cuperlo, un marcio rappresentante dei vecchi, possa avere più voti di Renzi, non vota Civati ma vota Renzi, allo stesso modo un Cuperliano potrebbe decidere di votare Civati perché pensa che Civati abbia più probabilità di superare Renzi …. nella logica maggioritaria non si vota secondo la propria preferenza ma tenendo conto di come si pensa voteranno gli altri. E’ il meccanismo del concorso di bellezza keynesiano.

Ma se si costituiscono gli organi di governo di un partito che si proclama democratico la logica da seguire è quella proporzionale, ciascuno deve scegliere secondo coscienza quelli che crede lo possano rappresentare meglio dentro un consesso democratico. I candidati sia alla segreteria sia all’assemblea nazionale non devono ‘vincere’ ma dovranno collegialmente elaborare, selezionare nuovi amministratori e nuovi politici, sciogliere con le proprie mediazioni culturali e politiche i nodi che soffocano e avvelenano un società complessa attanagliata dalla crisi.

Sarebbe un gran risultato se l’operazione mediatica che ci sta imponendo la saponetta Renzi (cioccolatino secondo Crozza) fosse neutralizzata. Se analizzate le dichiarazioni di tutti i giornalisti, destra, sinistra, centro, la vittoria di Renzi con il 70% di preferenze è data per certa. Ieri sera sul tg3 nel resoconto del dibattito su Sky l’immagine di Renzi preso in tutte le pose più seducenti da grande leader che arringa folle entusiaste, che fende la folla dei cineoperatori che vogliono carpire anche un suo fuggevole respiro ha campeggiato per qualche minuto mentre gli altri due sono apparsi per qualche secondo l’uno con l’aria esangue da dracula in incognito e l’altro con il ciuffo da giovanotto spiantato da poco reduce da un dottorato di ricerca.

Sarebbe veramente un gran risultato se l’elettorato attivo del PD mostrasse che questi mezzucci del gran potere mediatico della casta dei giornalisti non sono così efficaci, che la gente di sinistra è in grado di ragionare e di formarsi un libero convincimento coerente con la struttura interna del partito. Gli iscritti si sono già espressi e sarebbe un gran risultato poter constatare che la differenza tra la composizione degli iscritti e quella degli elettori non è così radicalmente differente.

Insomma, la mia speranza è che Renzi non raggiunga il 50%. I tre, e coloro che si sono schierati con loro, dovranno governare il partito con la forza del dibattito e non con quella degli schieramenti maggioritari accodati a un leader carismatico .

Nuova speranza

Nuova speranza dalla Lombardia. Umberto Ambrosoli, avvocato penalista, 41 anni, figlio dell'”eroe borghese” Giorgio e membro del comitato antimafia di Milano, promosso dal sindaco Giuliano Pisapia ha ottenuto il 57,64% delle preferenze nelle primarie per la presidenza della regione Lombardia. Non farà miracoli e sa di doversi impegnare in una sfida dura e pericolosa come quella che costò la vita al padre. Forse ho già visto il suo viso da bambino orfano ai funerali del padre, non ne sono certo, ma ancora c’è qualcosa nella sua immagine di uomo adulto che mi ricorda quegli occhi smarriti. La democrazia e la ragionevolezza continuano a dare i loro frutti.

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Primarie, nervi saldi e calma ragazzi!

L’arrivo sulla scena dell’uomo-baratro sta sparigliando tutti i giochi e sembrano prevalere scomposte reazioni emotive. Certamente il gioco si fa più duro, ma se i rischi di una involuzione democratica sono più forti, a noi italiani è offerta l’occasione di un riscatto,  di una presa di responsabilità:  eleggere in tutti gli schieramenti persone capaci e degne di governare il nostro disastrato paese.

Fondamentale per la sinistra e per il PD non alzare i toni, continuare nella selezione democratica dei propri candidati valorizzando la partecipazione di quei tre milioni che avevano votato alle primarie di coalizione. Bene le prime reazioni di Renzi che ha detto a Berlusconi di chiudere la porta perché entrava uno spiffero. Bene Bersani che sta dando saggi consigli a Monti perché rimanga una risorsa utile al paese e non ad una sola parte dei contendenti. Male tutti coloro che da sinistra ora si fregano le mani dicendo, noi l’avevamo detto, finiva così, con il ritorno dell’uomo-baratro. Non chiara l’uscita di scena ieri sera dalla prima serata dell’Infedele di Lerner, la 7 preferisce l’esasperazione dei toni di Piazza pulita.

Fondamentale avere il tempo per celebrare le primarie nel centro sinistra o almeno nel PD. In un precedente post ho provato a formulare una proposta operativa per realizzare le primarie. Ne riprendo i punti sinteticamente

Proposta per le primarieparlamentarie

  • Consentire solo il voto elettronico

  • Prevedere un formato standard per la compilazione dei curricoli dei candidati.

  • Consentire a organismi formali del partito e ad associazioni e gruppi che dichiarano di appoggiare la politica del PD o della coalizione di proporre i nomi per ambiti territoriali chiari, non più di un certo numero prestabilito. Gli elettori accedono solo alla lista dei candidati del proprio territorio e per un solo partito (se i partiti del centrosinistra se federassero in questa fase)

  • Di ogni candidato si pubblica sul sito nazionale  il curricolo (formato europeo con integrazione circa le cariche politiche già ricoperte), l’identità dei proponenti e dei supporter (organi, organismi o singoli iscritti del partito), il reddito dichiarato negli ultimi 5 anni e l’ISEE registrato all’INPS.

  • Ogni candidato deve rispondere pubblicamente a quesiti posti dagli elettori su un forum individuale nella settimana antecedente le primarie.

  • Sono elettori tutti gli iscritti i registrati alle primarie di coalizione più tutti coloro che vorranno ulteriormente registrarsi presso le sezioni del partito durante  una finestra temporale definita.

  • E’ assegnato un peso maggiore ai voti degli iscritti.

  • Ogni elettore potrebbe avere a disposizione tre preferenze.

  • I candidati parlamentari uscenti o comunque i candidati in carica (sindaci o rappresentanti che non hanno finito il loro mandato) hanno una penalizzazione che compensa il vantaggio della posizione e della notorietà e facilita il ricambio: ad esempio i voti per questi candidati potrebbe valere la metà.

Secondo questa proposta non sarebbero possibili autocandidature, velleitarismi, arrivismi e strani appetiti. Rimarrebbe nelle mani dei partiti o del partito e delle entità federate la responsabilità della definizione di rose di papabili mentre la procedura costringe tutti a una trasparenza sui profili delle persone molto nuova rispetto al passato.

Sarebbe importante che venisse adottata una procedura unica a livello nazionale e che la questione non venisse demandata alle strutture locali e alla loro capacità organizzative. Ovviamente primarie di questo tipo favorirebbero i renziani poiché le preferenze espresse nella precedente tornata avvantaggiavano Renzi nelle regioni rosse dalle quali provengono un maggior numero di eletti al parlamento.

Attenti ai numeri!

Questo post prende spunto da un articolo letto questa mattina su Europa sui risultati delle parlamentarie del movimento 5 Stelle e da alcuni servizi sui vari telegiornali circa questo evento. La cosa è presentata come una vera novità, una modalità di espressione democratica più valida delle stesse primarie del centrosinistra. Ho fatto qualche giro sulla rete e molti interventi ne parlano come se questa fosse veramente la nuova democrazia diretta, capace di determinare la scelta dei migliori, dei parlamentari più capaci. Conti alla mano verrebbe fuori che i partecipanti alle parlamentarie di Grillo sono stati solo 30.000, (dicono 95.000 voti perché contano le preferenze che potevano essere 3) contro i circa 3.000.000 del centrosinistra e che questi 30.ooo, se resta il porcellum con le liste bloccate, hanno deciso nomi e cognomi di circa 100 nuovi parlamentari che con tutta probabilità saranno eletti nelle liste M5S se il movimento raccoglierà 5 o 6 milioni di voti reali alle elezioni, quelle vere. Mentre il centrosinistra ha portato al seggio delle primarie quasi un quarto del suo elettorato potenziale, il movimento di Grillo è riuscito quindi a mobilitare e smuovere per tre click circa 1/60 del proprio elettorato potenziale. Alla faccia della democrazia dal basso e delle caste da spazzare via. Nuove caste casuali avanzano. Un candidato che si sia presentato nel basso Veneto, ove l’operazione ha avuto più successo,  è riuscito con circa 200 preferenze a stare tra i primissimi posti nel suo distretto e diventerà candidato ufficiale del movimento. Insomma anch’io, con il mio giro di amicizie avrei potuto diventare capolista di M5S. Peccato, ci dovevo pensare prima, sono incensurato e non ho militato in nessun partito.

Sempre girando sulla rete ho constatato che all’interno del PD ci sono tensioni sulle ulteriori procedure di selezioni dei candidati se resterà, come è probabile, il porcellum. Sul sito di Civati ho inserito un commento che riporto anche sul mio blog.

Proposta per le primarieparlamentarie

Visto che occorre procedere rapidissimamente a decidere e a realizzare procedure trasparenti e democratiche (primarie) anche per la creazione delle liste delle prossime elezioni, mi permetto di avanzare qualche idea.

  • Consentire il voto elettronico alle primarieparlamentarie del PD, o in tutti i partiti che si presentano in una coalizione del centrosinistra, adottando una modalità simile a quella attuata da Grillo, migliorando però l’affidabilità del voto e la trasparenza dei controlli.
  • Prevedere un formato standard per la compilazione dei curricoli dei candidati.
  • Consentire a organismi formali del partito e ad associazioni e gruppi che dichiarano di appoggiare la politica del PD o della coalizione di proporre i nomi che costituiranno le liste dei candidati alle primarie individuando ambiti territoriali chiari, non più di un certo numero prestabilito per i candidati. Gli elettori accedono solo alla lista dei candidati del proprio territorio
  • Di ogni candidato si dovrebbe pubblicare sul sito il curricolo (formato europeo con integrazione circa le cariche politiche già ricoperte), l’identità dei proponenti e dei supporter (organi, organismi o singoli iscritti del partito), il reddito dichiarato negli ultimi 5 anni e l’ISEE registrato all’INPS.
  • Ogni candidato si deve rendere disponibile a rispondere a quesiti posti dagli elettori su un forum individuale accessibile agli elettori nella settimana antecedente le primarie.
  • Alla piattaforma informatica dovrebbero poter accedere di default tutti i registrati alle primarie di coalizione più tutti coloro che vorranno ulteriormente registrarsi presso le sezioni del partito durante  una finestra temporale definita, più ovviamente tutti gli iscritti.
  • Non sono iscritto al PD, ma credo che sarebbe accettabile per me che sia assegnato un peso diverso ai voti degli iscritti rispetto agli altri ad esempio un voto di un iscritto potrebbe essere moltiplicato per un coefficiente tale da rendere il numero dei voti degli iscritti pari ad esempio ad un terzo dei votanti.
  • Ogni elettore potrebbe avere a disposizione tre preferenze. Altra modalità per dare più peso agli iscritti rispetto ai cittadini simpatizzanti è di consentire a loro più preferenze, ad esempio 5 contro 3. Ovviamente i tesseramenti da questo momento sarebbero congelati per evitare la compravendita di voti.
  • I candidati parlamentari uscenti o comunque i candidati in carica (sindaci o rappresentanti che non hanno finito il loro mandato) dovrebbero avere una penalizzazione che compensi il vantaggio della posizione e della notorietà e facilitare il ricambio: ad esempio i voti per questi candidati potrebbe valere la metà .

Fantasie di un pomeriggio di festa.