Memoria, racconti, progetti

E’ passata una settimana e Pietro sembrava aver dimenticato l’episodio dell’uccellino magico, più volte era passato davanti a quella vaschetta asciutta senza mostrare interesse ed io non avevo fatto nulla per sollecitarlo.

Finché questa mattina, camminando sul bordo di un muretto tenuto per mano da me, rivede dall’alto la vaschetta e ne riconosce l’interno. Dice subito qualcosa di incomprensibile additando l’angoletto in cui l’uccellino era stato ritrovato, io rispecchio il suo discorsetto ripetendolo alla meno peggio soprattutto imitando l’intonazione, lui, come per correggermi visto che non avevo capito, dice distintamente BAPPO indicando precisamente il punto del ritrovamento dell’uccellino. Bappo deve essere l’equivalente di ‘coso’ la parola jolly che usiamo quando non ci viene quella giusta. Scende dal muretto ed io lascio libero Pietro il quale dice altrettante parole incomprensibili alla nonna che nel frattempo ci aveva raggiunto, guarda il punto in cui avevamo lasciato il passeggino e con fare deciso vi si dirige. Vediamo se ho capito, dico a Lucilla, va a prendere le sue macchinine e le porta qui per ritrovare il suo uccellino.

Esattamente così è successo ma questa volta le macchinette venivano lanciate nella siepe in cui l’uccellino era scappato. Numerosi tentativi finché il gioco infruttuoso non è venuto a noia a lui e a noi che dovevamo recuperare le macchinette in mezzo alla siepe.

Così Pietro parte per un nuovo gioco, una camminata esplorativa come di chi sa dove andare ma con l’accortezza di girarsi ogni tanto per essere sicuro che i nonni seguivano a ruota. Ed io ripensavo allo scaffolding, al fatto che rispetto a Pietro in queste passeggiate giocose nel parco noi siamo delle impalcature, delle protezioni al servizio delle sue scoperte e della sua crescita.

I bimbi, diversamente da noi anziani, hanno una buona memoria ed iniziano presto a raccontare anche se noi non capiamo, non si distraggono facilmente e non interrompono a metà le loro azioni e i loro progetti come accade invece a noi anziani che dimentichiamo perché ci siamo alzati dalla poltrona. Una meraviglia!

Rogers, Bruner, Visalberghi, Pontecorvo, ….. mica solo Piaget … che fatica fare i nonni!

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