Noi nonni piagettiani, magia, causa ed effetto

Ai miei tempi andava di moda Piaget, lo psicologo svizzero che aveva studiato attraverso un approccio empirico osservativo lo sviluppo cognitivo del bambino e dell’adolescente.

Ora che faccio il nonno baby sitter, il nipotino non  è solo fonte di gioia e di felicità, non è solo un meraviglioso soggetto fotografico ma anche una occasione per riprendere antiche conoscenze quasi dimenticate e per contemplare con meraviglia il miracolo della crescita di un nuovo essere umano.

Vi racconto un episodio accaduto ieri mattina con Pietro che ormai ha un anno e mezzo, quasi un ometto.

Nel parco in cui passiamo alcune ore di mattina, Pietro a sua scelta ripete una serie di piccoli giochi, di esplorazioni, di decisioni, di discorsetti incomprensibili. Ormai una costante è lanciare dei sassetti in una grande vasca cercando tre pesci rossi che si muovono sia in superficie sia in profondità e non sono facili da vedere. Spesso li scorge prima di noi e li indica dicendo ‘esci’ . Ogni giorno che passa il sassetto scagliato arriva più lontano e la mira migliora. Peccato che Pietro debba essere tenuto in braccio perché la vasca è rialzata … per fortuna il giovane capisce quando il nonno comincia ad essere stanco e allora anche lui si stufa e  vuole cambiare gioco.

Altro gioco ricorrente è quello con alcune macchinette fatte correre sui tanti muretti del parco. Ieri, mentre giocava sul bordo di una piccola vasca asciutta, una macchinetta gli cade accidentalmente molto vicino ad un passerotto che impaurito si nascondeva in mezzo alle foglie secche dentro la vasca. L’uccellino scappa e tenta di volare via ma la vasca è troppo profonda e stretta perché potesse  prendere il volo così io entro nella vaschetta e con una busta facilmente lo catturo portandolo fuori per farlo vedere a Pietro il quale ha il tempo di vederlo da vicino. L’uccellino riprende fiato per spiccare un piccolo salto sulla mia mano poi sul mio braccio per volare stentatamente via e rifugiarsi sotto una siepe dove sentiamo subito il pigolio della mamma che forse lo cercava.

Il bimbo è eccitato, divertito e forse alla fine deluso, noi lo tempestiamo di spiegazioni consolatorie ma non potevamo sapere cosa passava per la testa di Pietro che per un po’ insiste nel cercare il passerotto nel punto in cui era sparito come fa spesso con i pescetti della fontana che spariscono sul fondo. Poi riprende a giocare con le sua macchinette. Quasi subito rifa cadere nello stesso punto la stessa macchinetta di prima e guarda nella vaschetta, con un certo sforzo riprendiamo la macchinetta dicendo di stare attento, così per numerose volte. La nostra prima sensazione è che faccia per dispetto frustrato dalla fuga del passerotto finché capiamo che forse voleva provocare lo stesso miracolo, far apparire di nuovo in quel punto un  uccellino.

Ma certo, il suo mondo non è come il nostro, è un mondo magico ove tutto è animato tutto può accadere anche che un uccellino appaia dal nulla, un mondo in cui i ritmi delle coincidenze, la ripetizione dei suoni, dei profumi, dei colori, delle forme, dei volti, delle espressioni, degli occhi costruiscono una impalcatura di certezze che lo rassicurano e gli consentono di abbandonarsi serenamente al gioco, al sonno, al riso, al pianto, alla protesta, alle chiacchiere incomprensibili.

Ogni giorno una esperienza nuova rinforza o smentisce o blocca questa rete di punti fermi su cui il bimbo costruisce la sua personalità. Un’ora prima dell’uccellino magicamente apparso sotto una automobilina che cade, Lucilla aveva usato la parola miracolo osservando Pietro camminare per i vialetti accidentati del parco… e pensare che pochi mesi fa sapeva solo strisciare per terra ora corre … a volte scivola e cade.

Morale della favola. Noi adulti razionali e positivisti abbiamo una visione del mondo che spesso collide con quella dei bambini, ultimamente collide anche con molti altri adulti che, tornati allo stadio infantile dell’ignoranza più crassa,  credono nella magia di soluzioni animistiche ai loro problemi personali e sociali. Ogni riferimento alla stato presente dell’elettorato italiano è puramente casuale.

segue

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