Partita a poker

Il povero Mattia il gradasso sta toccando con mano quanto sia difficile legiferare senza la maggioranza parlamentare che Bersani e Letta gli hanno a suo tempo regalato e che tra qualche mese non avrà più. Ora è solo, deve gestire un difficile rapporto con una maggioranza allargata a tutte le principali forze dello schieramento parlamentare per far approvare una nuova legge elettorale.

Anche se è rimasto nelle retrovie visto che in parlamento non può entrare, il successo dell’operazione è decisivo per la sua sorte politica personale.  Continua a leggere

Porcate varie

Noi gufi rosiconi che abbiamo votato No al referendum non siamo mai soddisfatti, neanche questo proporzionale in salsa tedesca ci va bene. Povero Mattia il gradasso, lui cerca di accontentare il popolo, ora ha anche il consenso dei populisti e della destra e tuttavia questi vecchiacci che non vogliono farsi rottamare continuano a lamentarsi.

La cronaca di queste ore è ricca di spunti per capire la china pericolosa in cui ci siamo incamminati da tempo e le ragioni del fallimento del renzismo. Continua a leggere

Audaci?

Ho continuato a riflettere sull’audacia, un tratto che forse non mi appartiene ma che indubbiamente mi affascina. Cercando sulla rete immagini da associare all’audacia, oltre al pesciolino che salta nell’altra pesciera, ho trovato molti simboli militareschi e guerrieri. In effetti è una virtù dei forti coraggiosi  che osano dove altri indietreggiano, diciamo forse che è una virtù di destra?

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Impazzito?

La mia simpatia per Bersani è nota, anche se in passato non ho risparmiato critiche e il modo in cui alla fine è uscito dal PD mi è sembrato mal gestito. Provo quasi un affetto come fosse un amico coetaneo che per tanti aspetti  mi assomiglia. Così ieri quando ho sentito che non esclude di appoggiare un governo grillino ho avuto un sussulto, ho pensato che stesse uscendo di senno. Come me molti si sono stracciati le vesti come se avesse proferito una grave bestemmia.

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