Un pronostico

Per un anziano come me l’esercizio della scrittura, la pubblicazione di un blog servono, come ho affermato più volte, per tenere in esercizio la mente per verificare se ciò che penso, ciò che credo di sapere, risulta vero alla prova dei fatti o è piuttosto una fantasia generata da paure o da sentimenti irrazionali che chi ha troppo tempo libero spesso alimenta dentro di sé.

 

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Legge elettorale, ancora?

Da qualche giorno avevo scritto questo testo in bozza con l’intenzione di completarlo.

leggeelettorale

Ormai è chiaro che l’esito del referendum costituzionale è legato strettamente alla legge elettorale.

L’azzardo renziano è stato quello di dare per sicuro il Sì e di preparare una legge elettorale solo per la camera dei deputati. Se vincesse il NO il sistema elettorale sarebbe proprio sgangherato e si dovrebbe rifare frettolosamente una legge elettorale nuova con un parlamento lacerato dal duro colpo subito da Renzi nella sconfitta referendaria. Ma anche con un Sì pieno e con l’Italicum vigente perché Alfano dovrebbe continuare a tenere in vita il governo Renzi se il premio di maggioranza è riservato solo a una lista e non a una coalizione? Lo scenario più probabile è che tutti faranno i bagagli per tornare al voto ricostituendo forze politiche nuove in grado di competere nell’Italicum. La paura che il M5S vinca al ballottaggio  renderà Renzi titubante ed incerto per cui tenterà in modo disordinato di cambiare la legge elettorale perché troppo rischiosa per lui. Insomma un casino bello e buono in ogni caso.

L’unica via d’uscita è completare l’impianto delle leggi elettorali adatte anche al caso che vincesse il Sì correggendo anche l’Italicum che vale solo per la camera dei deputati, ma servirebbero dei veri statisti, delle persone capaci e competenti in grado di mettere a punto una proposta che metta d’accordo una vasta maggioranza. Paradossalmente la via d’uscita potrebbe essere il democratellum proposto a suo tempo da Grillo, un proporzionale corretto da uno sbarramento di collegio al 5% e collegi plurinominali non troppo vasti con preferenze positive e negative.

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Legge maggioritaria, il vero pericolo

La vicenda di Roma e della formazione della giunta Raggi mette in evidenza il problema della  legge che regola i comuni e che andrebbe al più presto rivista. Non solo riduce il consiglio a mera funzione di supporto al sindaco pena lo scioglimento e nuove elezioni ma lascia al sindaco il potere illimitato di scegliersi i consiglieri di sua fiducia. Insomma noi cittadini andiamo due volte a votare senza poter dir nulla sulla giunta. Continua a leggere

Semiserio

Il prof.  Pasquino nel postscritto di un bell’articolo su Mondoperaio 1/2014  su ‘Bipolaristi del nostro stivale’ di fronte a tanta fretta di concludere  in tono semiserio scrive:

gennaio 2018. Il giovane segretario del Partito democratico presenta tre nuove proposte di legge elettorale (essendo tutte state in parte bocciate dalla Corte Costituzionale in parte bloccate dal Senato le proposte del 2014, 2015, 2016, 2017). Annuncia che bisogna accelerare i tempi e la riforma dovrà essere approvata entro la fine di gennaio. Sprona il governo Letta III a fare di più. Poi corre a registrare una puntata di Porta a porta, garantendo a Bruno Vespa che con la riforma del sistema parlamentare sarà costituzionalmente riconosciuto lo status di Terza Camera alla sua trasmissione. In vista dell’elezione presidenziale del 2020, Prodi afferma solennemente di non essere interessato e di volere soltanto fare il nonno. Pippo Civati chiede ai 101 di uscire allo scoperto. Grillo intraprende la traversata dell’Atlantico a nuoto. Casini e Giovanardi dicono no alle unioni fra omosessuali e sì ad un nuovo Grande Centro. I sondaggi di Berlusconi, che sta per nominare il nuovo coordinatore unico di Forza Italia, lo danno in testa (fonte: il mattinale di Renato Brunetta). Papa Bergoglio condanna il bipolarismo. Rodotà si diffonde sul diritto di tutti gli umani alla proporzionale. Dudù fa sapere che bisogna andare oltre.

Naturalmente speriamo tutti che nel 2018 l’Italia ci sia ancora ….

Casini, un grande!

Il  19 dicembre 2013 sulla base delle prime indiscrezioni sulla preposta di nuova legge elettorale scrivevo:

In sostanza questa, se passasse così, è una legge che dà lo scacco matto al grasso giullare e ridà fiato alla capacità di Berlusconi di riaggregare la galassia di forze che fino a ieri sembravano disperdersi in mille rivoli. Non vorrei fare della fantapolitica ma non è senza spiegazione che proprio ieri la manifestazione dei forconi che doveva fare il botto, sancire l’ingovernabilità e il fallimento del paese è stata un fallimento con poche migliaia di figuri vocianti in piazza del popolo e una capitale che ha continuato a preparare le prossime feste natalizie. Contrordine, dovremo rimetterci insieme, anzi se ci rimetteremo insieme potremmo anche vincere. Queste devono essere state le telefonate degli stati maggiori della destra.

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Scene inquietanti

In un telegiornale del primo pomeriggio ho visto alcune scene inquietanti: la gazzarra in parlamento di una truppa sguaiata di giovinastri, un giovanotto con l’aria un po’ nerboruta e minacciosa che accusa il presidente Napisan di essere  un boia, il pregiudicato di Arcore che in mezzo a una folla entusiasta allunga la mano perché le sue fedeli la possano baciare, la sua fidanzata che decide se una ex ministro possa ritornare buona buona all’ovile, Mattia il gradasso che già stufo delle punzecchiature degli alleati ed amici torna precipitosamente alla sua Firenze, il baldo Henry che non trovando udienza dal nuovo padrone della politica italiana non è riuscito a stilare il promesso programma per il 2014 e non sa cosa dire domani ai colleghi riuniti a Bruxelles ….

texas_holdem

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In bilico

Dalla Liguria proviene un’immagine che rappresenta emblematicamente la nostra situazione politica ed economica. Un treno è in bilico sul mare, minacciato da una frana in atto. Ieri pensavo, ma perché non fanno nulla? è tutto fermo perché non si sbrigano?

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Chi se la prende la responsabilità, se poi al minimo strattone crolla tutto? chi va a staccare le carrozze se il treno non è messo in sicurezza? E’ certo che gruppi di ingegneri staranno progettando come fare e staranno riflettendo. Ma riflettere non è perdere tempo è guadagnarlo.

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