Un pronostico

Per un anziano come me l’esercizio della scrittura, la pubblicazione di un blog servono, come ho affermato più volte, per tenere in esercizio la mente per verificare se ciò che penso, ciò che credo di sapere, risulta vero alla prova dei fatti o è piuttosto una fantasia generata da paure o da sentimenti irrazionali che chi ha troppo tempo libero spesso alimenta dentro di sé.

 

Come ho già fatto nelle passate elezioni, tento di mettere per iscritto quel che ho capito e quel che penso dell’attuale situazione politica e sociale e delle prossime elezioni. Se riuscirò a centrare gli esiti futuri significa che ancora ci azzecco, altrimenti è ora che smetta di fare il socio-politologo della domenica.

Parto dall’affermazione di Di Battista che un po’ sconsolato dice che gli italiani sono rincoioniti. Tradotto vuol dire tre cose:

  1. ai comizi in cui va, agli incontri in giro per l’Italia, non trova lo stesso entusiasmo, lo stessa rabbia di cinque anni fa, c’è meno gente, ci sono molti più adepti sensibili alla possibilità di lucrare qualcosa da questa militanza. Lui per primo, per rimane duro e puro, non si è candidato ed ha preso le distanze da quest’arrembaggio.
  2. La seconda cosa è che forse i veri sondaggi, quelli che non vengono puntualmente diffusi dagli organi di informazione, confermano che il movimento di Di Battista non sta crescendo come dovrebbe per raggiungere quella soglia che potrebbe dargli una autonoma maggioranza in Parlamento.
  3. La terza cosa riguarda le astensioni. L’unica speranza dei partiti di crescere in termini assoluti è di recuperare l’elettorato che non va a votare e per partiti che contestano lo status quo il recupero dell’astensione è vitale.

La campagna elettorale di fatto non esiste, si gioca tutto nei talk show con una attenzione polarizzata su pochi leader e con un appiattimento delle strutture di partito che dovrebbero essere dietro a ciascuna proposta. L’insistenza con cui i mass media rappresentano tutto il mondo politico come inaffidabile e disonesto ha cristallizzato i delusi che cinque anni fa non trovarono convincenti le proposte politiche di allora e che anche in questa tornata resteranno a guardare. Nel 2013 l’allarme era certamente più forte di quello attuale in cui si è attenuata la delusione nei confronti del centrodestra ed più viva la disaffezione per la sinistra che appare disunita e infiacchita da un leader che come un pugile suonato insiste a stare sul ring ma non entusiasma nemmeno i suoi.

Parto da una semplice domanda: quanti di coloro che non votarono nel 2013 i cinque stelle dovrebbero farlo ora? Cosa hanno fatto i 5S in questi cinque anni per meritare una attenzione e una adesione nuove? Direi proprio nulla, possiamo dire che gli elettori pentastellati più avveduti potrebbero ora nutrire dubbi sulla bontà della scelta fatta a suo tempo. Ci sono però i nuovi elettori giovani, circa 2.500.000 che potrebbero fare la differenza ma temo che questi siano ispirati più dalla leggerezza della canzone di  Stato sociale (v. Sanremo), una bella vacanza, un bell’aperitivo e via!

Insomma penso che i cinque stelle rimarranno inchiodati alla loro percentuale che oscilla intorno al 25% reale, il massimo che possono raggiungere con l’apporto dei giovani è il 28%. Se partiamo da questo dato dei sondaggi di questi giorni, la lista 5S ovviamente non arriva alle soglie che consentono di raggiungere la maggioranza assoluta ma forse non riesce nemmeno a formare il gruppo parlamentare più numeroso.

Qui insisto nel ricordare gli effetti dell’assenza dello  scorporo  dei collegi uninominali.

Secondo i sondaggi la coalizione più forte è quella di centro destra con quasi il 38% dei consensi complessivo, seconda coalizione è quella di centro sinistra con un abbondante 28% e a ruota la lista 5S con un tendenziale 28%. Questo vuol dire che nei collegi uninominali, in cui vince chi ha ottenuto più voti e i candidati sono di coalizione, la parte del leone la farà la destra, il centrosinistra avrà dei collegi sicuri nel centro mentre 5S potrà ottenere una parte del tutto residuale di posti nel maggioritario.

Che succederà allora?

  • primo scenario con 30% di probabilità che si avveri: il centro destra ottiene la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e forma il governo.
  • secondo scenario con 70% di probabilità che si avveri: nessuna coalizione ottiene la maggioranza assoluta ma la parte maggioritaria dei seggi premia il centro destra e soprattutto la lega.

Nel secondo scenario il partito più votato sarà il 5S ma il suo gruppo parlamentare avrà una consistenza massima del 23-24% perché nei seggi uninominali difficilmente riuscirà a prevalere rispetto agli altri due contendenti.

Il gruppo parlamentare più numeroso sarà quello del PD che lucrando anche i voti degli alleati che non superano la soglia potrebbe arrivare al 28% dei seggi parlamentari

La parte residua si ripartirà tra FI Lega e Fratelli e Noi con rispettivamente il 20, 18, 6 e 3%.

Se così fosse si prospetta una forte instabilità alimentata da sospetti di broglio, tradimenti e attacchi reciproci piuttosto violenti.

Se così fosse l’incarico di formare il nuovo governo sarebbe assegnato al gruppo parlamentare più numeroso cioè al PD ma Renzi arriverà come una anatra zoppa che dovrà lasciare ad altri del suo partito l’onere e l’onore di cucire un’alleanza parlamentare che nessuno in questo momento sta lealmente e chiaramente prospettando.

Tutta sta chiacchiera per dire che la vera sorpresa sarà che il buon Di Maio difficilmente potrà spadroneggiare come si sta esercitando a fare in queste settimane.

Certamente con ci attendono giorni facili.

segue

8 risposte a "Un pronostico"

  1. Provo anch’io a fare una previsione ….
    Che si basa sull’assunto che i sondaggi in circolazione siano carta straccia.
    Poi vedremo tra me e te, Preside, chi si è avvicinato di più ….
    1) il PD andrà molto meglio di quel che si dice, secondo me oltre il 30% – 2) la Bonino farà un ottimo risultato, anche il 5% – 3) 5 stelle collasserà, credo non riuscirà ad allontanarsi molto dal 15% – 4) Salvini farà il boto, purtroppo, credo intorno al 25% – 5) Berlusconi stavolta non ce la fa, vedo Forza Italia intorno al 10% – 6) Liberi e Uguali potrebbe superare molto di poco il 3% o potrebbe anche non farcela – 7) insidiato da presso da Potere al Popolo – 8) Purtroppo Casa Pound potrebbe farcela a vedere il 3%, mi auguro senza arrivarci ….
    Vedremo! E speriamo bene!
    Francesco De Palma

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    • Caro Francesco, nel mio pronostico ho cercato di restare fedele ai dati cercando di condirli con qualche evidenza da interpretare come appunto la battuta di Di Battista. Temo che il tuo pronostico sia un po’ ‘ottimistico’ per il PD anch’io lo sono stato prevedendo un 28% per la coalizione di centro sinistra. Nella tua ipotesi con il PD al 30% e il centro al 5 o 6% la coalizione potrebbe ambire alla maggioranza dei seggi. Secondo me invece nessuno sarà da solo in grado di formare un governo e l’unica soluzione sarà un governo Gentiloni che sopravvive con l’astensione costruttiva di Forza Italia un po’ acciaccata. Tu ipotizzi una radicalizzazione della situazione con un flusso di voti da 5 stelle alla destra estrema e xenofoba, io tendo a dire che gli italiani sono più conservatori e stabili di quanto si creda e che 5 stelle rimarrà stabilizzato sulle sue percentuali. La lega eroderà i voti ora attribuiti a Forza Italia. Ma da qui al 4 marzo possono accadere tante cose e gli umori sono assai volatili … come le borse.

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  2. Su Facebook
    Franco Montanaro:
    secondo il mio modesto parere in tutta questa puntuale disamina e possibili scenari hai sottovalutato due aspetti non secondari:
    1) i giovani che andranno a votare per la prima volta
    2) tutte quelle persone che negli ultimi 4/6 anni hanno perso il lavoro e di conseguenza la serenità e la stabilita economica ad esso associate.
    i giovani… da quello che sento fra gli amici di mia figlia c’è una nutrita schiera di loro che non andranno a votare e fra quelli che voteranno la maggioranza è pro 5 stelle.
    l’altro gruppo di persone… che ti assicuro non sono pochi puramente per protesta o per convinzione in molti voteranno 5 stelle.
    comunque staremo a vedere se avrai azzeccato i pronostici o se sarà più saggio occupare la tua mente in altro che non sia necessariamente politica
    Io Raimondo Bolletta rispondo:
    Li ho considerati i giovani, per questo ho assegnato ai 5stelle 3 punti in più rispetto al valore che stimerei più veritiero cioè il 25%. Rispetto a 5 anni fa la sofferenza sociale del precariato si è a mio avviso attutita … ad esempio migliaia di precari della scuola sono entrati d ruolo, molti rapporti di lavoro si sono consolidati. Ora si sente di più il problema della convivenza con gli immigrati, il problema razziale e su questo punto Salvini porta via voti rispetto alla posizione equivoca e altalenante dei 5 stelle. Proprio in queste ore è scoppiato lo scandalo dei rimborsi. Quale sarà l’effetto? penso che aumenterà il numero degli astenuti a scapito di 5 stelle. La platea dei delusi, degli incazzati, dei precari, dei poveri, degli idealisti, dei moralisti, dei new age rimane la stessa e forse si è allargata ma Grillo non è più quel punto di aggregazione e di speranza di 5 anni fa. Aumenterà la disaffezione verso tutti e il consenso per l’estrema destra. La mia mente è occupata da molte cose deliziose come sai ma non posso non preoccuparmi del paese in cui abita la mia famiglia e condividere con altri le mie preoccupazioni.

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  3. Caro Raimondo,
    ho letto in ritardo il tuo contributo sugli esiti possibili delle elezioni (come si fa a ripristinare il segnale che mi avvertiva che tu hai pubblicato qualcosa di nuovo?).
    Penso che la fonte da cui attingere i dati e quindi il materiale utile alle previsioni vada presa con le molle, soprattutto se si tratta della TV e dei grandi giornaloni (si fa per dire).
    Ho come la sensazione che, fatalmente, una realtà così liquida come la nostra sia destinata a sfuggirci. Sei sicuro, ad esempio, che i precari stabilizzati con la Buona Scuola siano tutti contenti e che voteranno PD? (2 +2 fa davvero 4, oggi?). Conosciamo davvero il ventre delle nostre città e la testa dei Millennials?
    Forse i sondaggi fatti da professionisti seri sono l’unico, pallido mezzo per avvicinarsi alla situazione reale; il guaio è che hanno a che fare con dati molto instabili e mutevoli nel tempo, fino all’ultimo giorno prima del voto.
    Ad ogni modo, voglio partecipare anch’io al gioco della Pizia:
    Il PD recupererà nell’ultima fase della campagna e raggiungerà un 22/23%, raccattando i voti altrui.
    La Bonino supererà il 3%; non così gli altri cespugli della coalizione
    Nel centro-destra prevarrà di poco Salvini (16/17%) su FI, che si fermerà al 15%, con FdI al 4,5%
    A sinistra LeU supererà il 5% e, forse, Potere al Popolo arriverà a un buon risultato (sotto il 3%, comunque)
    Al punto opposto, Casa Pound farà anch’essa un buon risultato, ma sempre sotto il 3%.
    M5S: forse l’atteggiamento marcatamente istituzionale di Di Maio nuocerà loro, ma nel sud faranno man bassa: 27/28%
    Il governo: considerando che sarà il governo di una provincia dell’impero, non ci saranno sorprese. E’ già nato il Partito dell’Europa che, con la benedizione di Mattarella, attuerà l’unico, vero programma elettorale in campo, quello che ci viene dettato da Bruxelles.

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    • Grazie per questo commento. Mi pare che sostanzialmente siamo d’accordo. E’ difficile fare una previsione attendibile ma il mio pronostico si basa soprattutto su una ipotesi molto semplice: la gente non cambia rapidamente idea, ha delle posizioni stabilizzate nel tempo nei decenni e nei ventenni. Ciò che cambia sono le generazioni e l’offerta politica che intercetta questo o quel gruppo sociale con proposte diverse. Non ho ragionato sui sondaggi ma sui dati rilevati nelle precedenti elezioni politiche assumendo appunto una sostanziale stabilità. Se dovessi oggi aggiornare il mio pronostico darei al 20% e non al 30% la probabilità della soluzione 1 (maggioranza assoluta al centro destra) aumenterei la probabilità che il centro sinistra (PD +Europa, insieme, civica popolare) sia al secondo posto e che il PD formi il gruppo parlamentare più numeroso. Se i tre cespugli superassero tutte e tre le soglie significa che al 23% del PD si sommerebbe un 9% cioè la lista supererebbe largamente il 30% se come dici tu solo +Europa supera lo sbarramento il gruppo parlamentare PD lucrerebbe i voti degli altri due cespugli sommando un 3% acquisendo un gruppo parlamentare pari al 26% effettivo. Limerei ulteriormente la previsione sui 5 stelle sia per la debolezza della figura di Di Maio sia per l’estremizzazione della situazione che riporta i voti degli insoddisfatti verso le ali estreme di destra e di sinistra. LeU ha pochissime chance essendo eroso da Potere al popolo e dalla grigia figura del suo capo e sarò penalizzato dall’astensionismo che rimarrà stabile. Leu e Potere al popolo si spartiscono un 8% nella migliore delle ipotesi 4+4 che equivale in termini di seggi al 5% dei seggi o molto meno se PaP non superasse la soglia. Ricordo che le forze troppo piccole competono solo per il proporzionale cioè per il 70% dei seggi disponibili.
      Confermo che nessuno vincerà, Di Maio alzerà la voce e griderà al broglio così come la destra, Renzi potrà dire di non aver perso che tutto dipende dalla legge elettorale con non consente di conoscere il vincitore il giorno dopo. Sarà un pugile suonato come Bersani 5 anni fa. Tutti se la prenderanno con la legge elettorale senza rendersi conto che il risultato fotograferà un società sgretolata e divisa piena di rancori invidie e paure. Il tempo di questa campagna elettorale è stato sprecato non è servito a capire, non è servito a capirsi non è servito ad allacciare rapporti tra competitori che dovranno collaborare.
      Come si fa con i cavalli bizzosie verrà tirata la briglia e stretto il morso, i mercati si faranno sentire, il Presidente sarà severo e imporrà tempi stretti facendo intravvedere nuove elezioni. Renzi non sarà all’altezza del compito ma capirà che deve mordere il freno e lascerà il campo libero ad un nuovo commissario tecnico che ha una visione e molta credibilità mediatica Calenda, Gentiloni farà il ministro degli esteri. E tutti vissero felici e contenti.

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