La trappola della paura

Riprendo la mia narrazione sul trappolone in cui sembrano essere caduti Matteo il religioso e, a seguire, anche Matteo il gradasso.

Riassunto delle due puntate precedenti: il sistema mediatico e di potere che governa le informazioni e le reazioni emotive della plebe, assurta a popolo, periodicamente confeziona leader che mette a capo di ondate emotive per ottenere voti per le mille istituzioni politiche che amministrano le risorse del paese e del continente.

Matteo Salvini è emerso dalla nebbia padana e si è conquistato la leadership del centro destra morente e con cinismo e determinazione ha firmato un contratto con i pentastellati tradendo il patto elettorale con il suo capo ed imponendo la sua linea. Ha interpretato i peggiori istinti della popolazione, istinti che covavano più o meno ben nascosti anche sotto le ceneri dei cinque stelle. Il popolo ha gradito ed ha raddoppiato il consenso per lui alle europee. Il personaggio dopo le lezioni europee è stato ulteriormente irretito dai media ed è stato costretto a furore di popollo e di giornalisti a rompere un contratto ormai troppo angusto e privo di prospettive di lungo termine.

Nelle ultime ore abbiamo avuto la conferma che la mia ipotesi complottista era realistica, Matteo sta tornando all’ovile dopo aver rotto il contratto con i 5 stelle.

In questo sussulto politico che spariglia i giochi, tutti gli equilibri sembrano crollare e si diffonde la paura.

Sì perché lo strumento più utilizzato per indurre comportamenti irrazionali ed autolesionistici è la paura.

Intanto la paura dei parlamentari di perdere un posto garantito per altri 4 anni con una retribuzione mensile di 10.000 euro non è cosa da poco. Il parlamento riscoprirà nei prossimi giorni forse tutte le ragioni della sua dignità ora che se ne prospetta lo scioglimento, dopo che questo parlamento ha approvato leggi inumane di cui vergognarsi.

La paura della destra estrema rappresentata dal Salvinismo più becero che rischia di stravincere. La paura del default finanziario. La paura di far brutta figura in Europa.

Ora, la questione è come gestire questa situazione: assecondare la richiesta del centro destra per nuove elezioni o resistere con governi più o meno tecnici per evitare il default finanziario, l’aumento dell’IVA, il bilancio provvisorio? Rifugiarsi nei tecnicismi regolamentari per traccheggiare e allungare i tempo o andare spediti alle elezioni?

Leggo commenti di persone che stimo, più o mono vicini al PD, che un governo del presidente, Cottarelli per capirci, potrebbe neutralizzare gli effetti catastrofici dell’assenza di un governo nel momento in cui si deve concepire ed approvare la nuova legge finanziaria per il prossimo triennio. Paura che vinca la destra e che ci sia il giudizio universale. La paura è proprio utilizzata dai pupari per condurre il gregge dove vogliono loro.

Ma caro Bolletta, tu non hai paura del peggio? Certamente, non sono incosciente ma vorrei qui ridimensionare gli effetti indotti artificialmente da notizie imprecise o malevole.

Ma voi sapete cosa è un esercizio provvisorio? E’ proprio necessario stilare la finanziaria prima delle elezioni? Ma i vincoli europei … le scadenze per consegnare i documenti … Bene, pensate a un governo elettorale, un governo che abbia il solo fine di sbrigare gli affari correnti, garantire la sicurezza e la tranquillità della campagna elettorale che dica all’Europa: non sono in grado di ipotizzare le misure economiche per il prossimo anno ci penserà in gennaio il governo legittimato a farlo, per ora tutto procede con la legislazione corrente e quindi, come previsto dalla legge, l’IVA crescerà come previsto. Il nuovo governo legittimato dalle urne disporrà dell’esercizio provvisorio potrà cioè spendere un dodicesimo del bilancio dell’anno precedente ogni mese ed incassare le tasse e le imposte come previsto dalle leggi. Potrà poi compilare ed approvare la legge di bilancio dell’anno prossimo secondo quanto aveva prospettato agli italiani elettori.

Dimenticavo lo spauracchio dell’IVA. La legge che ne prevede l’aumento è disposta come una clausola, cioè scatta in particolari situazioni di disequilibrio di bilancio. Ebbene, se qualcuno pensa che sia possibile sterilizzare le clausole ora lo potrà fare anche dopo in gennaio o febbraio, vorrà dire che per due o tre mesi avremo un’iva più alta e successivamente per effetto di scelte che la gente dovrebbe essere in grado di capire e di condividere potrebbe riscendere ai livelli attuali.

Bolletta sei impazzito! Forse, … il caldo umido di Roma non scherza. Certo, se non c’è nessun novello Monti su cui scaricare la responsabilità di misure impopolari, tutte le forze politiche dovrebbero smetterla di vendere idee farlocche o generiche e dire con chiarezza cosa faranno per rimediare alla nostra triste e preoccupante situazione economica. Mi riferisco ai miei amici di sinistra: basta con la litania di investimenti sull’istruzione, la sanità e l’ambiente, occorre dire con quali soldi, occorre discutere con le altre forze politiche su cosa si può fare …

Con un governo elettorale che cura l’ordine pubblico che non tocca l’economia ma amministra correttamente la cosa pubblica, con un competizione elettorale chiara ed onesta, con programmi economici sostenibili e coerenti, con un clima di competizione in cui ci sia il rispetto reciproco, lo spread scenderebbe ai livelli fisiologici in una settimana, ne sono certo.

E diciamocelo francamente, se questo parlamento va a casa non verserò una lacrima, si è fatto trattare dal governo come uno zerbino senza decoro.

6 risposte a "La trappola della paura"

  1. caro Raimondo, tu insisti, ma la tua analisi è sbagliata: come vedi, l’incontro tra Salvini e Berlusconi è saltato; magari si metteranno d’accordo più avanti, ma per ora il trappolone non viene da Arcore, che conta oramai abbastanza poco.

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        • caro Raimondo, sia tu sia io siamo persone semplici e facciamo fatica a interpretare il comportamento dei farabutti, perché non riusciamo ad entrare nella loro forma mentis.
          questo sta facendo tutto e il contrario di tutto, tutto assieme: potrebbe anche essere che il suo scopo ultimo, adesso, sia di rifare il governo con i 5Sedie, ma cambiandone il primo ministro.
          oppure di arrivare a spaccare i 5Sedie.
          chissà; ma oggi pomeriggio è come se fosse un altro giorno; certamente la mossa che ha fatto è convulsa; quindi dettata da paure che a noi non è dato di conoscere.
          paura sua, peraltro, non nostra: noi siamo puliti e non abbiamo nulla da temere.

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