E se fosse un trappolone? 2

Non vi garantisco di riuscire a sviluppare il mio pensiero in modo razionale e coerente, fa molto caldo e se dovessi stare alle prese di posizione di molti politici e ai commenti sui social temo che l’epidemia della follia stupida del autolesionismo stia dilagando, evidentemente non sono immune. Così concedetemi qualche vaneggiamento.

Nel precedente post, imitando i teorici del complotto, ho sostenuto che il buon Salvini è in mano a chi ha costruito, supportato e venduto come merce al volgo la sua immagine. Qualcuno ha deciso questa svolta improvvisa dopo che lui aveva spergiurato che il governo giallo verde sarebbe durato fino alla fine naturale della legislatura. Gli stessi pupari che scrivono i copioni sono forse rimasti sorpresi della reazione del pubblico, la corda si poteva tirare oltre ai limiti immaginabili, il popolo era pronto per le peggiori esperienze anche a quella di assistere inerte e in parte divertito alle tragedie epocali di popolazioni che cercano di varcare il mediterraneo.

Basta con i balbettii dei pentastellati, con la loro inettitudine e incompetenza, è ora di fare il grande passo e di eleggere un parlamento con una solida maggioranza di destra. Ma il buon Matteo non capisce che lui singolarmente non ha tutte le pedine per vincere la partita, gliel’hanno fatto credere mettendo in sordina il potere residuo del vecchio padrone del centrodestra. Ma nel giro di poche ore si presenta il barone di Arcore e gli offre un accordo elettorale perché senza di lui non si può vincere al Sud. E il barone esibisce non solo le sue solide amicizie ad est, la collocazione del suo partitino tra i popolari filo europei ma anche la sfilza dei suoi giornali e televisioni senza i quali nessuno potrebbe andare oltre il 10%. Forse gli mostra anche qualche dossier scomodo inoltrato dal suo amico dell’est, da qualche procura, da qualche redazione amica. Matteo in poche ore cambia idea, non andrà da solo ma è disposto a firmare un patto con il vecchio centro destra. Le condizioni e i contenuti non sono noti.

Ma la trappola, come tutti i dispositivi ben mimetizzati che ti fanno sprofondare in un buco da cui non puoi uscire è stata predisposta anche per farci cadere altri sprovveduti che camminano nella giungla guardando troppo spesso il proprio ombelico. Nel giro di poche ore passava di lì l’altro Matteo, il gradasso che quei poteri forti di cui stiamo raccontando avevano già qualche anno fa messo ala testa di altre avventure di potere che avevano distrutto quel poco di sinistroide che sopravviveva nella nostra contea. Matteo il gradasso che se ne stava rintanato a mangiare pop corn in attesa della fine dei pentastellati, che considerava poco più che merda repellente cambia idea e propone un governo PD M5S per non andare alle elezioni. Poveraccio, lo si può capire visto che in nuove elezioni difficilmente otterrà da Zingaretti la candidatura di tutti i suoi fedeli e fedelissimi. Così cade nella trappola dell’incoerenza della politica fatto con decisioni prese un tanto al chilo. Ma nella trappola gradualmente cadono in tanti, forse anch’io, presi dalla smania di trovare soluzioni semplici a problemi complessi. Se in queste ore leggiamo i giornali e i social troviamo un florilegio di ipotesi, di proposte ,di petizioni, di vecchi rancori che sgretolano il campo di centrosinistra che si appresta a perdere e mostra al suo popolo la paura di un confronto elettorale.

Alla prossima!

9 risposte a "E se fosse un trappolone? 2"

  1. quindi tifiamo Salvini, no?

    quindi Salvini+Berlusconi+i fascisti di Fratelli d’Italia, e, se dovesse servire qualche zero virgola ancora, pigliamoci anche Casa Pound, no?

    e noi agitiamoci per bene per portarli al potere.

    ragazzi, guardate meno televisione, non fatevi riempire la testa e usate il vostro cervello, che è ancora buono.

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  2. Ottima riflessione, Raimondo. Salvini ha preso la renzite e ha messo il piede nella trappola. Solo che stavolta il bullo fiorentino ha capito la lezione e temendo, come tu dici giustamente, di perdere i suoi deputati e senatori (che sono la maggioranza del PD alle Camere) è pronto a fare quello che già a marzo del ’18 avrebbe fatto, se il M5S gli avesse concesso una manciata di ministri nei posti-chiave del governo.
    Zingaretti balbetta più del solito, il PD è finito (già da tempo, del resto) e l’abbraccio di Berlusconi a Salvini potrebbe essere il bacio della morte per il Matteo della Bovisa. Me lo auguro di tutto cuore, ma nello stesso tempo, come a marzo del ’18, vorrei comunque che si andasse presto a votare. Piazze piene, urne vuote, diceva Nenni. E’ sempre molto pericoloso scambiare i sondaggi per i voti e gli italiani sono abbastanza cinici e intelligenti per servirsene tenendo ben presenti i propri interessi.

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